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lavoro pubblicato giovedì 13 agosto 2015
ultima lettura giovedì 26 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Islanda

di Fran92. Letto 740 volte. Dallo scaffale Gialli

La relazione è da consegnare domani, sono le 23:07 e non ho ancora scritto una riga. Sono invaso dal giallo sbiadito della mia scr...

La relazione è da consegnare domani, sono le 23:07 e non ho ancora scritto una riga. Sono invaso dal giallo sbiadito della mia scrivania, ma il mio pensiero è sempre altrove, fugge dal quaderno, fugge da casa mia, è nel posto dei miei sogni, accanto alla persona dei miei sogni. Accanto ad Elisa. Non sei mai piaciuta a mia madre. Eccola che mi porta il latte. Sono quasi mezzanotte e ancora mi porta il latte. Ho 24 anni e mi porta ancora il latte. Lo fa con quel tono di voce, quel tono di voce con cui si parla a un cucciolo. E lo dice anche: “Ecco il lattuccio per il mio CUCCIOLO”. Si inalbera se gli rispondo male, come l’altra sera: “Perché cazzo devi parlarmi come se fossi un ragazzino del cazzo!”. Non scorderò mai come mi guardava quella sera. E poi non capisce che il latte a quest’ora mi fa venire solo più sonno; ed eccolo infatti che arriva puntuale.

Voglio andare dove tutto è glaciale, dove il freddo pungente ti fa sentire vivo, dove il cielo e le nuvole sono poesia. Se chiudo gli occhi posso vedere i paesaggi dipinti dalla neve, posso scavalcare la finestra di casa e volare. Andare via. Salutare l’odiato quartiere, che anche di notte non dorme mai. I simpatici individui che si stanno occupando, col favore della notte, della casa dei signori Bertelli. Il mio amico Mario, che si sta sparando il suo pornazzo quotidiano. La mamma, che sta guardando decisamente in modo troppo serio le repliche della sua serie Tv preferita. E soprattutto la mia Elisa, che sta dormendo e, a quanto pare, mi sta sognando.

Vi vedo tutti, e vi voglio bene. A pensarci bene, è una sonnolenza del tutto particolare quella di questa sera. Credo domani il mio amore domani riceverà una brutta notizia, non mi avrebbe mai seguito. Lascio tutto, simpatici individui, mamma, quartiere, Mario. Lascio anche il mio corpo, che si è accasciato sulla scrivania e prendo il volo, e vado a comporre la poesia del cielo che voglio guardare in una passeggiata nei parchi resi gelatinosi dal ghiaccio. A dipingere i paesaggi che voglio vedere mentre riprendo fiato, dopo aver percorso una pendenza ripida di una collinetta innevata.

Voi non potete vederlo, è meraviglioso.


Commenti

pubblicato il giovedì 13 agosto 2015
Lara982, ha scritto: Bel modo di scrivere. :) Un consiglio: rileggilo ad alta voce prima di pubblicarlo :)
pubblicato il venerdì 14 agosto 2015
Fran92, ha scritto: Grazie! Per il consiglio e per il complimento :D

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