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lavoro pubblicato giovedì 13 agosto 2015
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'uomo che fuma (parte 1)

di EMI. Letto 543 volte. Dallo scaffale Viaggi

Cazzo. Ho finito anche l'ultima sigaretta. Forse dovrei smettere di fumare... Si,certo,come se fosse possibile. Sarà meglio andare da quell'idiota di Jonny. . . . «Ehi! Come va bello? Sei venuto a prendere il solito?».&laqu.....

Cazzo. Ho finito anche l'ultima sigaretta. Forse dovrei smettere di fumare... Si,certo,come se fosse possibile. Sarà meglio andare da quell'idiota di Jonny.

. . .

«Ehi! Come va bello? Sei venuto a prendere il solito?».
«Si» ,risposi seccato da tanta euforia. L'unico motivo per cui frequentavo Jonny erano le sue sigarette di contrabbando,non lo pagavo certo per ascoltare stupide battute.
«Sempre allegro è?».
Gli porsi i soliti cinque euro senza prestare la minima attenzione a ciò che diceva.
«D'accordo,d'accordo. Ecco qui il tuo pacchetto».
Lo afferrai e lo misi in tasca,poi mi diressi all'uscita di quel sudicio bilocale. Non potevo restare lì un attimo di più o la puzza mi avrebbe ucciso.
Afferrai la maniglia della porta,quando un foglio di carta posto su un tavolino vicino all'ingresso attirò la mia attenzione.
"Questa sera offerta speciale! Dalle venti alle ventuno compri tre e paghi uno! Cogli l'occasione! Jonny ti aspetta!".
«Ci vediamo più tardi» ,dissi per informarlo che avrei colto l'occasione,proprio come diceva il foglio ripiegato sul tavolino. Non aspettai di sentire la risposta e me ne andai. Mi ero stancato di tutta quella puzza.
Uscito da casa di Jonny mi diressi verso la mia,volevo mettermi al lavoro il prima possibile dato che ero rimasto indietro con le scadenze.
Lungo la strada incrociai Mia,la figlioletta di quindici anni di un mio conoscente. Non avrei mai pensato che sarebbe diventata così troia,forse perché non mi è mai interessato più di tanto. Se ne andava in giro con una maglietta bianca attillata che gli arrivava al di sopra dell'ombelico,e con un paio di jeans che coprivano a malapena il culo. Cercava di attirare l'attenzione in quel modo? Perché cazzo avrebbe dovuto farlo? Bah. L'ho sempre detto che l'essere umano è un idiota. Comunque,non appena posò lo sguardo su di me si mise ad urlare a squarciagola ed a sbracciarsi per farsi notare,ma non caddi in trappola e girai subito lo sguardo dall'altra parte,senza dirle nemmeno ciao. Non volevo iniziare una noiosissima conversazione sulla sua vita,o ancor peggio,sulla mia.
Arrivato a casa mi misi subito sul divano a guardare un vecchio film italiano,uno dei tanti in cui era presente il famoso Totò. Decisi che il lavoro poteva aspettare e che sarebbe stato meglio bersi una birra ghiacciata e fumare una sigaretta davanti al televisore. Così mi alzai di malavoglia dal mio morbido divano,tirai fuori la birra dal congelatore,e mi appoggia al bancone della cucina ad aspettare che si sciogliesse po'. In fondo non è che avessi di meglio da fare.
Dopo una ventina di minuti circa,la birra era quasi del tutto liquida,così la presi e la posai sul tavolino davanti al divano; poi spacchettai il pacchetto di sigarette appena comprato e ne tirai fuori due,una da fumare subito,e la seconda da fumare di seguito all'altra.
Il fumo è sempre stata una constante della mia vita. Sin da piccolino amavo l'odore del fumo,e mi divertivo un sacco a guardarlo vorticare in cielo,era la mia passione. Ormai,però,il fumo non è altro che un vizio. Come tutto ciò che ti piace e di cui abusi anch'esso è diventato una stupida abitudine di cui non posso fare a meno. Che palle! Mi piaceva fumare una sigaretta e rilassarmi,invece adesso dopo averne finita una non penso ad altro che a una cosa: ne voglio un'altra.

. . .

Mi alzai di soprassalto dal divano a causa del brutto sogno che avevo appena fatto. Era sempre il solito,ma questo non lo rendeva meno spaventoso. Mi voltai verso la tivù,e notai che il film di Totò era finito. Decisi allora di spegnerla e rimanere seduto sul divano per qualche minuto.
Dopo cinque minuti dal mio risveglio ero ancora abbastanza scosso,così,per calmarmi,ripetei la solita routine. Tirai fuori dalla tasca dei jeans il portafoglio in pelle,ne estrassi una vecchia fotografia che raffigurava una donna e una bambina,le baciai entrambe,e rimisi la foto al suo posto. Non mi serviva altro per tornare calmo.



Commenti

pubblicato il giovedì 13 agosto 2015
Andrert, ha scritto: Non male. Aspetto il seguito per un commento più completo..

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