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lavoro pubblicato martedì 11 agosto 2015
ultima lettura sabato 11 maggio 2019

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Estate Nfosa

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 411 volte. Dallo scaffale Viaggi

Estate NfosaCosì sulla scia di un estate bagnata , piove,  piove, piange l'angelo sulla spiaggia ove  si perde questo sogno magnato dalle serpe marina,  magnate da un diavolo dalla bocca  grande che ingurgita ogni cosa. Estat.......

Estate Nfosa



Così sulla scia di un estate bagnata , piove, piove, piange l'angelo sulla spiaggia ove si perde questo sogno magnato dalle serpe marina, magnate da un diavolo dalla bocca grande che ingurgita ogni cosa. Estate rassegnata ti ho dimenticata sotto una panca . Estate nfosa, falsa, con le cosce aperte ,signorina dall'erre moscia ,sopra all'onda , perduto in un giorno bello, in un ora senza nome. Taglio il traguardo, vado ,verso un nuovo giorno , mi piglio uno, due tre pasticche. Ma di pancia, mal d'amore di corsa incontro ad un avara conoscenza ad un estremo vivere, veloci concetti, voci senza intendimenti.

Passo inconsapevolmente, stracco , ignorando popoli, tradizioni, ignorando il significato di una bieca felicità ,venduta, tagliata a fette , rimanere per ore a godermi un silenzio , cercando di spiegare il mistero dell'universo , descrivere la scia delle comete che solcano la notte fonda oscura et infinita. Domandarsi tante cose in silenzio, cosa sarà domani , cosa succederà, poi come per incanto tutto more , more miezzo o mare, dentro a chisto suonno , miezzo allo munno che mai ti ha voluto capire.

Ó mare come una madre ti parla, ti sorride , t'invita in questa vita, ignuda che sapè troppo cose, sapè la morte , sapè quando sei caduto per afferrare la mela del peccato, quando il mondo è cambiato all'improvviso, senza chiedere permesso a nessuno. Presidenti, dirigenti, grandi uomini del passato che fanno girotondo, intorno a questo corpo, preso a calci, mortificato, bastonato, che salgano impettiti una lunga scala che ci conduce tutti verso il cielo, verso un paradiso senza santi , colorato, puricchiuso, parole leggere, soffice piuma afferrata dal vento, ammore mio, vai non te fermare, non te mettere a chiagnere , non te lasciare andare. Tutto passa, passa a vita, passa a morte, passano queste umiliazione, lumi di candele muzzecate dai sulice, la mano della morte afferra nuvole ,forme convulse in cielo, nuvole nere , chiene di facce sconosciute, passa l' auciello, passa e canta la soia canzone.


Tre parole, tre sentimenti ,tre luci, io e questo cuore che non sapè chiu arragiunà, io e chesta sera, sulo in riva al mare con tanti ricordi dietro di me , una stella brilla , strada lucente s' apre ed io l'attraverso, guardandomi intorno, aspettando una utopica salvezza, il soffio di dolci melodie svanisco tra le parole create, in una nuova storia ,nel sapore di vecchie frasi. Sul carro d'apollo volo, verso nuove avventure ,verso altre dimensioni ,combattendo draghi e linguistiche incomprensioni .




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