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lavoro pubblicato domenica 9 agosto 2015
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Danza di Insetti - Cap.5

di InfoResistere. Letto 504 volte. Dallo scaffale Fantasia

Microcosmo, macrosmo. Ardori, rivalità, gelosie. Crediamo davvero di essere gli unici a provarlo? Cosa ci differenzia dagli altri animali? La mente, la moralità? E se gli animali fossero umani, più umani di noi? Cosa è umano? Cosa è animale?..

5

Il calore rendeva tutto pesante. L'umidità rallentava la colonia. Gli operai si tergevano la fronte
sudata, osservando le roventi mura. Ogni giorno alla stessa ora, il formicaio attendeva notizie dal
fronte orientale. Aspettavano la vittoria dal messaggero, venendo puntualmente disillusi. Anche
la Regina osservava dalla sua stanza l'orizzonte, sperando che la bandiera della vittoria fosse
levata. Tutto inutile. I suoi ritmi biologici si era sincronizzati su quelli del formicaio. Partoriva
più lentamente, con fatica, finendo inesorabilmente distrutta dal sudore e dall'umidità. Il sole
faceva vibrare l'aria, rendendo tutto evanescente. Mano a mano che passavano i giorni, la
speranza lasciava il posto alla paura e al presentimento che qualcosa di grave era alle porte.

Mandibola si stava ritirando. Ma chi? Mandibola? L'invincibile guerriero? Sì, proprio lui. Stava
organizzando la ritirata. La coccinella aveva confessato: puntavano alla colonia. Sotto le
pressanti richieste dei strateghi, aveva scelto di tornare in patria. Da vinto. Per tentare un'ultima
ed estrema difesa. La rabbia lo faceva fremere. Serrava gli occhi e le zanne. L'orgoglio ferito lo
dilaniava. Avrebbe tranquillamente sacrificato tutti i suoi soldati pur di non perdere.

Scalafoglie riposava con i pochi compagni rimasti. Il furore era sparito dai loro occhi, restava
l'amarezza e la paura di perdere i propri cari. Più si avvicinava alla colonia e più Scalafoglie
ripensava al padre. Non voleva perdere anche lui. Come poteva fermare quegli abomini volanti?
C'era un modo, se lo sentiva, ma qual era? Mentre la luna veniva giocava a nascondino con le
nuvole, Scalafoglie chiuse gli occhi, sentendo la voce di sua madre che lo chiamava...

Tre Macchie era a capo di uno sciame. Prete Giallo lo aveva battezzato capo in II, incensandolo
di lodi per le sue vittorie. Avevano escogitato una grande strategia per sconfiggere
definitivamente gli infedeli. Uno sciame avrebbe attirato l'attenzione di fronte al cancello
principale mentre un altro si sarebbe infiltrato, sfruttando un punto cedevole del muro periferico.
Da lì sarebbero avanzate cogliendo di sorpresa la Regina e mangiandola.

Le coccinelle di fronte alla mastodontica cinta muraria si arrestarono. Erano abituate agli spazi
aperti, alle avversità, ai pericoli. Il muro rappresentava le formiche. Le formiche erano il loro
rovescio: sedentarie, ricche e imprigionate. L'indecisione sparì sotto le grida gracchianti di Prete
Giallo. L'attacco poteva avere inizio.

Il brutto presentimento di Scalafoglie si acuiva. Le coccinelle di fronte al cancello principale
tentavano brevi sortite. Se ne stavano raccolte in volo tutte assieme, finché una di loro si lanciava
verso gli avversari. Per respingerle, le formiche lanciavano disperate detriti e sassi. Questi
sporadici successi non riuscivano a eliminare quel senso di incombenza radicato in loro. Perché
non le superavano volando? Cosa le trattenevano? Stavano escogitando sicuramente qualcosa.
Quelle ali erano il motivo dei loro successi. Mai prima d'ora le formiche si sentivano inadeguate
di fronte a un altro essere vivente. Erano biologicamente inferiori, non potevano sconfiggerle.
Improvvisamente una coccinella si staccò dal gruppo. Forse voleva compiere un'azione solitaria
ed eroica, o forse faceva parte di un piano prestabilito, non si può sapere. Questo però non
importava. La cosa fondamentale era che stava volando verso la Regina. Scalafoglie senza
pensarci si buttò all'inseguimento. Non sapeva come fermarla, aveva zampe, non ali. Ma le
emozioni che lo pervadevano non gli lasciavano il tempo di pensare. La rabbia, la paura, il
ricordo della madre, il dolore, l'ansia, tutto questo si concentrò in un unico movimento. Un
movimento per sopravvivere. Nei momenti di maggiore sconforto gli esseri viventi si adattano,
altrimenti muoiono. Salì sulle zampe del compagno e gli chiese di lanciarlo. Lo stupore non gli
permise di rifiutare ed eseguì il comando. Le grandi abilità manuali, l'esperienza e la forza delle
formiche si adattava perfettamente a questa strategia. Il lancio compì un arco di 47 gradi e fece
atterrare la formica sul dorso della coccinella. Sorpresa, si lasciò cadere a terra. Scalafoglie ebbe
finalmente l'opportunità di staccargli la testa. Ora le formiche avevano la possibilità di
combattere anche in aria.

Le coccinelle si ritirarono. La nuova strategia si era diffusa velocemente e funzionava.
L'equilibrio si era ristabilito, le formiche potevano contrastare le ali e il volo delle coccinelle,
sfruttando le loro qualità migliori. Ora i popoli erano stanchi. Avevano esaurito le energie, le
forze, la determinazione. Volevano un responso
finale, per questo ci sarebbe stata una battaglia
decisiva. Nello spazio che divideva i due territori si sarebbero scontrati.



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