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lavoro pubblicato lunedì 3 agosto 2015
ultima lettura giovedì 26 novembre 2020

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L'Ode Dell'Onda

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 509 volte. Dallo scaffale Poesia

L’ODE DELL’ONDAAvrei potuto  abbondonarmi   tra le onde del mare , scappare da ciò che rappresento  ,cambiare vita   essere meno serio di come lo sono oggi, girare le mille ,mille  pagine  scritte in pie...

L’ODE DELL’ONDA


Avrei potuto abbondonarmi tra le onde del mare , scappare da ciò che rappresento ,cambiare vita essere meno serio di come lo sono oggi, girare le mille ,mille pagine scritte in piedi , seduto nella metro mentre mi reco a lavoro , sfogliando grossi , illustri libri , impolverati, seduti tutti insieme nella mia anonima biblioteca , trovare alfine una soluzione plausibile a questo male che soffoca la creatività . Sarei partito verso un nuovo pianeta ,con la speranza che
una lieta storia sbocciasse luminosa dentro di me

Ma che m’importa di stare con tre pecore amiche , con la pelliccia macchiata di nicotina , pecore regalate al contadino che credeva nella favola delle tre melarance .
Il capitolo di una storia che si chiude e si ritorna sulla strada, dormendo sotto le stelle, legando questo destino ad un dito , un utopia vecchia forse quanto il mondo.
Ma il vecchio che correva felice nel prato alla ricerca di farfalle variopinte , volò cosi in alto
da cadere dalle nuvole e sorridendo senza lamentarsi disse: buonasera mondo , ordinando le sue idee elegantemente fece un inchino e svanì nel suo passato nel suo accento anglo napoletano , in una storia surreale senza occhi , figlia di una filastrocca , figlia di cappuccetto rosso e del lupo cattivo.

Il signore aveva un sogno, legato ad un carro , trainato da un cavallo ubriaco , voleva partecipare ad ogni costo alle corse ippiche che si tengono a Louisville , vero che indietreggiano con la macchina si ritrovò a fare i conti con l’oste , che girando la frittata fece cadere l’uomo che sedeva sul carro trainato dal cavallo ubriaco, amico del vecchio che sorrideva alle stelle , perduto nella sera africana , soffrendo nell’afa d’agosto . Figuratevi voleva convertirsi ad ogni costo , cercava disperatamente un rabbino con cui dialogare , in ogni vicolo, nell’aria che respirava nella dolcezza dell’estate.

La linea del destino a volte tortuosa , difficile , con poche probabilità di riuscire a creare qualcosa di buono . Disordinati pensieri , assimilare formule metafisiche, far finta di nulla , lasciare che il tempo scorra lungo un verso , lungo questa musica . Accertandosi di aver capito ogni cosa , ossessionato da un ritornello , ecco le comiche , tremando come una foglia con gli occhi sgranati sulle miserie di una società , su una montagna di morti , di vecchie usanze, misticismo buono solo a curare psicosi e deliri vari .

Non ci sarei mai arrivato ad una certa conclusione ad un effimero , sostanziale concetto . Educazione, elucubrazione , passo dopo passo , mi sono scurdato chi sono, quanti anni tengo, guardo dietro di me , ma chi ma, fatte fà , fuori piove? No , fa un caldo boia che si scoppia , pigliamme a totonno, ignorante come è campa , campa appriesso o muorto , mangiando, bevendo un bicchiere di vino .
Questo fantasticare, giunge alla fine di questo racconto. La piazza , illuminata da un luna blu , la coppia che si magna il gelato si tocca, si bacia , mezzo alla folla. Vorrei uscire da questa poesia , arrotolare il sacco a pelo , pigliare qualche stella dal cielo che ora cade, afferrarla con le mani , tenerla stretta vicino al mio cuore . Insieme al ricordo di un amico morto tanti anni fa , ucciso in quell’angolo di mondo sotto i portici in piazza mercato . Un uomo, la sua storia , la sua voglia di vivere , di elevarsi a infinite indescrivibili avventure et esperienze .

Vita a capo chino , piena di se che ragiona con la follia che gironzola mano nella mano come se fosse ieri , come oggi prima di partire , prima di dire ti amo. Il mondo ha cambiato nome si è elevato a nuovi valori. Orco , boia sfacciato , cianciando ha allucato , se pigliato o tram se ne andato a via marina là ha conosciuto una ragazza che come lui sognava di cambiare il mondo , sono andati insieme a teatro hanno parlato di politica , si sono fatti tante risate , fuori un piccolo bar . La luna gli ha teso la mano li ha condotti lontano , immersi in una luce , in una passione travolgente in un bene aldilà di ogni logica sono diventati un'unica persona . Un unico individuo che dialoga , che ride embrione , ubriachi ,incauti , una banda di delinquenti li ha inseguiti ,picchiati per nulla , termina cosi questa storia , inciampato su una pietra , termina cosi questa storia , per poi ricominciare a vagare nell’ade , in questo melodia di onde marine , onde straniere , onde , odi , sonetti , onde su onde il ricordo di questa sera d’estate muore con me in riva al mare.




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