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lavoro pubblicato sabato 1 agosto 2015
ultima lettura venerdì 22 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La stella del mattino

di Alem92. Letto 605 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le note di quella canzone le trapanavano i timpani, costringendola a muoversi al tempo dettato dalla batteria, sempre più incalzante mentre i secondi scorrevano e si passava dal bridge al ritornello. La luna era già visibile in cielo, alt...

Le note di quella canzone le trapanavano i timpani, costringendola a muoversi al tempo dettato dalla batteria, sempre più incalzante mentre i secondi scorrevano e si passava dal bridge al ritornello.

La luna era già visibile in cielo, alta e pallidissima, e sapeva che tra poco anche la stella del nord avrebbe fatto la sua entrata trionfale tra gli astri lucenti che, in tempi ormai lontani, avevano fatto da guida a viaggiatori esperti e non, prima che il navigatore fosse inventato.

Tutto il Creato era ormai cambiato, sotto quella spinta evolutiva; tutto era stato migliorato, in nome di un progresso egoista e spietato. Nulla era sfuggito al controllo di quelle dolci e fragili creature, che aveva amato fin dal primo momento che erano comparse sulla Terra, neanche le Stelle.

Le regine ed i re del firmamento erano stati raggiunti, studiati, calcolati e resi razionali ed accessibili a tutti, eppure, loro, ancora resistevano lì, immobili ed indifferenti allo scetticismo e curiosità umana. Era come se avessero accettato quella sfida: potevano essere considerati anche degli oggetti passibili d'indagine, ma nessuno avrebbe mai scalfito la loro bellezza ed il fascino che esercitavano su quelle poche creature che non cercavano il raziocinio in ogni cosa, anche nei semplici e poetici fondi del caffè.

Tutto era cambiato, mutato, in nome di quel maledetto progresso che aveva portato soltanto delle forti disparità sociali proprio all'interno di quelle società che dovevano essere salvate da questa fantomatica corsa l'oro. Ogni cosa, era ormai pregna di una costanza appiccicosa come melassa, che s'insinuava con una facilità estrema, sporcando e corrompendo tutto quello che veniva a contatto con essa.

Era possibile trovare qualcosa che non si era lasciato contaminare da quel marciume?

No, non c'era.

Quella era l'unica risposta che le veniva in mente, mentre quella canzone terminava e lasciava spazio a quel silenzio assordante che affrontava ormai da secoli, lasciandola sola con il suo dolore e quel senso di tradimento che non l'abbandonava mai, neanche per un istante.

Tutto era mutato, tutto era cambiato.

Anche lei.

Anche quella lucente Stella del Mattino.


“Comprai un biglietto di solo andata per l'inferno... E ritorno!”.


Peccato che lui, da quell'abisso profondo ed oscuro, non avrebbe mai più tornato.



“-Raziel. Il tuo nome è Raziel.


Non avrebbe mai dimenticato quella voce bassa, baritonale, che le dava il benvenuto in quella specie di mondo, troppo luminoso per i suoi occhi appena creati.

In quel momento non riusciva a distinguere i colori, ma era conscia dei sentimenti che stava vivendo: una gioia infinita le riempiva il petto, facendola sorridere beata, mentre la curiosità si impossessava della sua testa: voleva capire chi le stava stringendo la mano, in quel momento.

Socchiuse gli occhi, cercando di mettere a fuoco quella figura davanti a se; l'operazione si rivelò più complicata di quello che aveva immaginato, ma quando finalmente riuscì a vedere tutti i suoi sforzi furono ripagati.

Una bellissima creatura dalle quattro ali dorate le stava sorridendo; era circondata da una luce calda e brillante che cozzava meravigliosamente con quei lunghi capelli, neri come il manto di un corvo, e morbidi come la seta più pura e preziosa. Lo osservò rapita e si ritrovò a pensare che quell'uomo avesse al posto degli occhi due grandi smeraldi, lucenti e ricchi di sfumature che andavano dall'oro al verde scuro dei grandi abeti, che avrebbe visto più e più volte nel corso della sua vita.

Una domanda le salì in gola e fu costretta a sputarla, non riuscendo a trattenere ed a celare la sua meraviglia ed ammirazione.


-Sei Dio?


Domandò con semplicità, con quell'ingenuità spiazzante, dove di fronte a quell'atteggiamento si può solo sorridere con dolcezza, compiacendosi di tutta quella purezza.

E così, quella creatura fece: le sue labbra rosse, carnose e piene di incurvarono in un sorriso tenero, che però non riuscivano a nascondere del tutto quell'ombra di malizia e divertimento che stava provando proprio in quel momento.


-Potrei esserlo, ma non lo sono. Il mio nome è Lucifero, piccola Raziel, e sono il Comandante del Coro dei Cherubini, i tuoi fratelli. Sarò il tuo maestro e ti farò da guida fino a quando non prenderai il mio posto.


Non comprese subito quelle parole, l'importanza di quelle affermazioni, ma l'affetto verso quel Cherubino la riempì completamente fin dal primo istante, fino a trasformarsi in Amore; non un Amore carnale e passionale, come quello provato da umani rozzi e volgari, ma un Amore puro, disinteressato, un qualcosa che assomigliava più ad un vero e proprio legame di sangue.

Un vincolo così forte da resistere ad ogni cosa: al tempo, alle avversità e forse, anche al tradimento.

Lucifero si rivelò un compagno di giochi attento, fantasioso, premuroso, nei primi giorni di vita della piccola Raziel, ma con il passare del tempo e la crescita delle quattro ali di quest'ultima, la Stella del mattino si dimostrò anche un Maestro serio, disciplinato ed incorruttibile. Addestrò duramente “il mistero di Dio”, formandone il carattere e temprandone lo spirito, fino a farla diventare il suo Secondo.

E più il Tempo scorreva, più quel legame si saldava: erano inseparabili.

Era diventata tutto per lui: amica, confidente, “amante”, e l'unica cosa che poteva fare era ricambiarlo con lo stesso ardore e lealtà.

Le aveva insegnato tutto quello che conosceva, le aveva dato quelle basi solide per affrontare quell'eternità senza avere paura di nulla o nessuno, neanche del loro stesso Creatore. La sua anima immortale apparteneva a Lucifero, l'unico che si era preso cura di lei fin dai suoi primi ed incerti passi.

Ma quella del suo Comandante non apparteneva a lei, dato che lasciò filtrare qualcosa dentro il suo spirito, qualcosa di oscuro ed inafferrabile che cambiò quel Cherubino per sempre.

Cosa stava accadendo? Per la prima volta quella splendida Stella non si era confidata con lei, forse ritenendola ancora troppo piccola ed inesperta per trattare e capire quelle tematiche così profonde. Allora, a cosa era servito tutto quello che avevano passato insieme? A cosa era servito tutto quell'amore, quei giochi, quei pianti?

Non sapeva dare una risposta a tutti quei quesiti che le affioravano in mente, ogni volta che si sedeva e lavorava a quel Libro; stava trasferendo su “carta” tutto quello che sapeva, mettendoci dedizione e passione, solo perché quella richiesta di creare quel tomo era l'ultima volta che Lucifero le aveva rivolto la parola. Vedeva quel lavoro come l'ultimo ponte fra di loro, e sperava vivamente che il suo Maestro lo passasse, andandole di nuovo incontro.

Ma Lucifero era sempre più distante, sempre più freddo e distaccato; molte volte aveva avuto voglia di fermarlo, di prendergli la mano e chiedergli cosa stava accadendo, che insieme potevano risolvere tutto, ma il coraggio le era sempre venuto meno e quel vuoto che sentiva dentro al petto continuava ad allargarsi sempre di più, trasformandosi in una voragine senza fine.


Spera nel meglio, ma preparati al peggio... Ma Raziel non era pronta per affrontare QUELLO.

Raziel non era pronta a quella rivolta, a quel tradimento; non era pronta ad affrontare quelle urla, quei fiumi di sangue, quei volti sconvolti e sfigurati dal dolore.

Raziel non era pronta a vedere il suo splendido Cherubino trasformato in un assassino, accecato dalla superbia, dal risentimento, dalla rabbia. Per cosa poi? In nome di cosa?

Il Paradiso era diventato un enorme campo da battaglia, dove le grida ed il clangore delle spade creavano un'agghiacciante sinfonia sovrastata da quella risata che conosceva fin troppo bene. Aveva perso la gioiosità di quando l'aveva udita la prima volta, ma era ancora in grado di distinguerla tra mille, nonostante fosse ormai pregna di lucida follia.

Voleva scappare, Raziel, voleva solo risvegliarsi da quell'incubo; voleva soltanto che qualcuno la stringesse forte dicendole che tutto quello era frutto della sua immaginazione, ma non venne nessuno a consolarla.

Al contrario, le misero in mano la sua prima vera spada e la spedirono in guerra con quel nuovo grado appuntato sul petto: Comandante del Coro dei Cherubini, da lì all'eternità.

Con le lacrime agli occhi e la morte nel cuore, affrontò con coraggio e senza paura quell'esercito di ribelli, anche se nella sua mente continuava a girarle nella testa un'unica domanda: Perché?

Aveva perso il conto degli affondi che aveva fatto, delle ali che aveva strappato; era in una specie di trance e neanche quel sangue che le scorreva a fiotti dalle mani, bagnandole gli avambracci, riusciva a risvegliarla.

Perché Lucifero? Perché quel massacro?


-Sono stato un gran Maestro da quello che vedo, vero piccola Raziel?


Solo quelle parole la riportarono alla realtà.

Si girò si scatto, nel bel mezzo della battaglia, e si ritrovò l'ex Comandante davanti a se, fiero e bellissimo come un tempo, ma ormai immerso in una luce fredda ed opaca. La spada le scivolò dalle mani, e qualcosa d'invisibile le strinse il cuore in una morsa d'acciaio, riempiendole gli occhi di lacrime. Si avvicino a lui, gli afferrò la mano intrecciando le loro dita e s'inginocchiò, lasciando finalmente andare quelle lacrime.


-Dimmi semplicemente il perché di tutto questo.


Fu l'unica cosa che riuscì a pronunciare a denti stretti, mentre un turbinio di emozioni d'impossessavano di lei. Paura, rabbia, dolore... Era stata tradita dall'unica creatura di cui si fidava, come poteva continuare ad andare avanti?

Lucifero sogghignò ed ignorò quella disperata richiesta di chiarezza, e per tutta risposta la prese per ali, alzandola da terra e colmando quei quasi trenta centimetri che c'erano tra di loro. Finalmente, dopo un tempo immemore, poteva di nuovo guardarlo negli occhi, anche se ormai erano stravolti da tutta quella malvagità.

L'ex Cherubino afferrò la base di quelle grandi ali dorate e le strattonò con violenza. Una prima scarica di dolore le attraversò il corpo, facendole lanciare un urlo silenzioso; ma non poteva arrendersi: il suo Comandante le aveva insegnato ad essere forte e tenace, in qualsiasi situazione. Così, digrignando i denti, tornò a puntare gli occhi in quei lucenti smeraldi, mentre le sue labbra si incurvarono in un ghigno di sfida.


-Strappale, non ha più senso averle.


Pronunciò quelle parole con rabbia e risentimento, ma Lucifero la spiazzò; qualcosa, per un momento, per un breve istante, cambiò. Un moto di compassione o un vecchio ricordo tornò a galla in quell'angelo meraviglioso. Dopo molto tempo, Raziel aveva di nuovo davanti a se il suo affettuoso e dolce Maestro. Gli rivolse un sorriso, mentre le lacrime tornavano a scorrerle sul viso.

La Stella del Mattino allungò una mano e con il pollice le asciugò quelle lacrime, le depose un bacio sulla fronte e le strappò semplicemente una piuma.


-Non mi sono dimenticato di te, ma tu non dimenticarti del Libro, piccola Raziel...


Il Libro? Cosa c'entrava in quel momento, il Libro? Perché nel bel mezzo di una guerra così sanguinolenta gli era tornato in mente proprio quell'oggetto?

Voleva chiederglielo, doveva chiederglielo, ma... Tutta la situazione cambiò, in un attimo.

Una Luce accecante piombò sul campo di battaglia, costringendola a chiudere gli occhi; quando lì riaprì vide Lucifero cadere tra le nuvole, con una velocità impressionante, mentre stringeva ancora nella mano la piuma che le aveva strappato pochi attimi prima.”


Il cd era finito e ne era partito un altro, e con lui erano terminati anche i suoi vecchi e dolorosi ricordi. Sospira e decide di uscire sul balcone; la Luna era lì, pallida e bellissima come sempre.

Lei non era cambiata, non era mutata nel corso del tempo.


Quella frase si riaffacciò prepotente nella sua testa:

“Comprai un biglietto di solo andata per l'inferno... E ritorno!”


Lei, un biglietto per l'inferno l'avrebbe comprato anche subito, solo per vedere se Lui conservava ancora quella piuma; per mostrargli che, nonostante tutto, era andata avanti; che poteva essere fiero di quello che era diventata, di quello che lui l'aveva fatta diventare: Raziel, il segreto di Dio, l'angelo del mistero, Comandante del Coro dei Cherubini.



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