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lavoro pubblicato venerdì 31 luglio 2015
ultima lettura lunedì 30 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

E' meglio così

di attilissimo. Letto 832 volte. Dallo scaffale Pensieri

Accattivarsi qualcuno per renderlo inoffensivo o meno cattivo. Ridere quando vorresti piangere o non provare emozioni. Desiderio di non voler soffrire...

Accattivarsi qualcuno per renderlo inoffensivo o meno cattivo. Ridere quando vorresti piangere o non provare emozioni. Desiderio di non voler soffrire e sentire gli spilli che ti torturano. Torturarsi quando invece basterebbe rimanere in ascolto. Ascoltare il canto del gallo. O del cigno. Non so. Un canto, comunque, liberatorio, purgativo e depurativo. Depurare gli stretti vicoli della tua psiche. Della nostra psiche. E chi sa cosa scoprire, dopo l’igenizzazione.

Verificare lo stato delle cose a mente fredda. O freddamente Senza la mente. Che inganna sempre. Che si porta dietro scorie di un passato già troppo passato e di un futuro non ancora presente. Siamo tutti presenti quando fanno l’appello ma poi non ci ricordiamo neanche più come ci chiamiamo. Intendo dire chi siamo veramente, oltre il nostro nome che è solo una questione di tradizione. Io mi chiamo come mi chiamo, ma vorrei non chiamarmi come mi chiamo. Vorrei chiamarmi come te o come te o come te: o come tutti voi. Perchè in fondo un destino comune ci accomuna. Ed anche un inizio comune. Il destino è la morte. L’inizio è la nascita. Quindi, possiamo chiamarci nascita di nome e morte per cognome. Tutti figli della stessa madre e dello stesso padre. Del figlio e dello spirito che aleggia sulle nostre teste. E non ce ne rendiamo conto. La testa ce la grattiamo, per un gesto inconscio, automatico. O perché ci prude. Pensieri pruriginosi ci stanano dal nostro perbenismo, buonismo, fancazzismo, egoismo, goismo, oismo,smo,mo,o… O cazzo! Mi son perso nella mia testa. Ripescatemi, mi sto mentalizzando. E me ne sto andando. Ed è meglio così, per questa sera.



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