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lavoro pubblicato giovedì 30 luglio 2015
ultima lettura giovedì 10 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Danza di Insetti

di InfoResistere. Letto 504 volte. Dallo scaffale Fantasia

Microcosmo, macrosmo. Ardori, rivalità, gelosie. Crediamo davvero di essere gli unici a provarlo? Cosa ci differenzia dagli altri animali? La mente, la moralità? E se gli animali fossero umani, più umani di noi? Cosa è umano? Cosa è animale?

Primavera

1

I raggi trafissero le foglie del Melo, arrivarono sul tronco macchiato, andando a disturbare il sonno dei suoi abitanti. I primi a svegliarsi furono gli afidi. Le figure solitarie, grigie, si mossero affamate nel pulviscolo giallo del primo mattino. Uscirono dal bozzolo. Erano pochi all'inizio, si irradiarono sul tronco e a poco a poco si diffusero in una lenta massa puntiforme che velocemente si moltiplicava. La brina rosata del mattino umettava le loro spasmodiche zampe, mentre una leggera brezza primaverile accarezzava le foglie, facendole danzare delicatamente. Gli afidi non potevano godere dell'aroma dei boccioli appena nati. Solo il gusto era in loro così sviluppato. Adoravano la linfa del Melo. Con avidità cercavano di sottrarsela a vicenda, spinti dal piacere che si propagava quando affondavano la proboscide nella dolce e succosa linfa. Il giorno era scandito da banchetti, nascite, duplicazioni. La notte si riposavano. Alla mattina il ciclo riiniziava. Giorno dopo giorno il cancro grigio del melo si ingrossava, avvolgendolo sempre più. Eppure non tutta la linfa era uguale. Il loro rudimentale cervello inviava maggiori sensazioni quando inghiottivano quella orientale. Non gli importava che dipendesse dalla posizione del sole rispetto al melo. Non se lo chiedevano. Sapevano solo che quella linfa era più dolce. Più piacevole. E allora succhiavano e vibravano di piacere, spingendosi sempre più a est, cercando di anticipare i loro fratelli, le loro sorelle. Emigravano, convinti di andare verso l'Eldorado, non sapendo che lì si celava la morte.

Sangue. Scaglie. Midollo osseo. Tre Macchie, giovane larva di coccinella, estrasse le fauci dal corpo di suo fratello. Lei, come i suoi simili, era nata in una zona priva di nutrimento. Arida. Spinte dalla disperazione avevano iniziato a cibarsi fra loro. Li ripugnava mordere le loro carni ma non c'era altra scelta. Sopravvivenza. Le larve più grandi si avventavano su quelle appena nate, afferravano il corpo con le zanne e le scagliavano contro il terreno. Ripetutamente. Con l'animo divorato dal disgusto e dalla fame, si cibavano delle viscere dei fratelli, mentre un odore salmastro di sangue e fluidi corporei le inebriava. Fu solo per caso che una delle larve maggiori si accorse di un afide. Capì che era la salvezza. Mollò i resti della larva che teneva in bocca e muovendosi freneticamente lo ingoiò. Era fresco. Fu pervasa da una brezza di benessere. Chiuse gli occhi e il fremito involontario che la stava sconquassando, cessò. Riaprendoli, vide che l'afide non era che una piccola goccia di un oceano di carne. Le altre coccinelle lo seguirono in trance, guidate dall'istinto, dalla fame e dalla speranza. Si lanciarono sulle ignare vittime, trangugiandole voracemente. Non c'era più pericolo, potevano ringraziare Klenos.



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