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lavoro pubblicato domenica 26 luglio 2015
ultima lettura lunedì 4 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Al di là di un semplice mondo.

di AlessioBiscardi. Letto 804 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Capitolo 1 - Inizierà e finirà così Ogni madre possiede tutto un suo concetto di salvaguardia dei figli, ogni madre pensa in modo diverso e prende delle precauzioni per salvare e proteggere, la propria figlia, in caso di perico...

Capitolo 1 - Inizierà e finirà così

Ogni madre possiede tutto un suo concetto di salvaguardia dei figli, ogni madre pensa in modo diverso e prende delle precauzioni per salvare e proteggere, la propria figlia, in caso di pericolo.

[1900] Prendendo delicatamente quello che poteva sembrare una ciotola di piccole dimensioni, la madre di Julia pronunciò la maledizione Animagus, visto che il loro villaggio era completamente sotto attacco e completamente in fiamme. Il pericolo aumentava minuto dopo minuto. La madre si affrettò a pronunciare le ultime parole e fece bere a Julia quell'insieme di cibo, probabilmente poco commestibile, e di liquidi, di cui non si sapeva la provenienza, con aggiunta qualche spezia.

'' Solo dal sangue del vero amato la maledizione può essere spezzata, creando un mondo nuovo.''

Riuscì ad inghiottire a malapena qualche sorso che alla porta che era a pochi metri dietro di loro si presentò un cavaliere del Re; Julia scappò via e la madre riusci solo a buttare a terra la ciotola prima di essere catturata. Con un saluto tra occhi intrisi di lacrime la madre e la figlia si salutarono da lontano.

Capitolo 2 - Vestiti difficili.

- " Si mamma, sistemo le ultime cose e sono pronto! " Urlò Daniel da una camera all'altra per far zittire la madre.
Una valigia pittosto piccola per una ragazzo di 15 anni che stava per partire per 2 mesi, ma la sua famiglia cercava di risparmiare il più possibile e poteva permettersi solo quella. Prese qualche ultimo paio di calzini e mutande e cercò di fare in fretta a chiudere quella valigia che sembrava invocasse i richiami della madre; era tutto pronto, chiuse la valigia e si avvio verso la porta della cameretta e si fermò. Posò lentamente la mano sulla maniglia della porta e si voltò come se fosse l'ultima volta che vide quella stanza. C'erano due armadi rovinati posizionati ai lati del letto. Il comodino che era diventato col tempo un appoggia oggetti, giocattoli da collezione, figurine e il joystick di una vecchia console appoggiata sotto il televisore, anch'esso vecchio, che dava sul letto.
La luce rossa e arancione del tramonto illuminava delicatamente la stanza facendo sembrare il tutto una cosa triste, mentre stavano solo partendo per un pò e poi sarebbero ritornati, quindi Daniel stropicciò gli occhi si girò verso la porta che aprì e poi chiuse alle sue spalle subito dopo. Una grande scala che dava nel grande salone, abbastanza vuoto da sentire l'eco della propria voce, scese velocemente per le scale come per far capire alla madre che fosse pronto e che stava scendendo; raggiunse la cucina con la madre che era in piedi a bere l'ultimo caffè prima di partire e stava a fianco alla macchinetta, mentre, il padre, era seduto scomposto al tavolo che stava dando gli ultimi morsi ad una mela.
Daniel con un rapido sguardo alla madre cercò di dirgli di sbrigarsi.
La madre finì di bere il caffè, posò la tazzina nel lavandino e uscì dalla cucina, insieme al padre. Spenserò tutte le luci e uscirono dalla casa. La loro casa si situava in cima ad una scogliera, isolata, con il sapore delle onde che riempiva l'aria circostante. Salirono in macchina e, Daniel diede un ultimo lento sguardo alla sua casa spenta, partirono.
Un amica di famiglia stava male e la stavano andando a trovare, trasferendosi per un pò in Alaska.

Scesi dall'aereo, l'unica cosa evidente che si notava era il notevole cambiamento di clima. Passare da un paese sconosciuto della Gran Bretagna in Alaska ha i duoi difetti.
Il loro bed and breakfast era vicino ad un ospedale, che poteva senz'altro essere un vantaggio, e vicino all' aereoporto. Era notte fonda quando arrivarono, sistemarono le loro cose, improvvisando un pò, e si misero a dormire.
Il fuso orario però si faceva sentire e Daniel si alzò molto presto, decise di fare colazione e andare a visitare i dintorni del bed and breakfast. Trovò subito un negozio che attirò la sua attenzione: " Antiquariato per tutte le età ".
Entrando vide che veramente erano oggetti e utensili per tutte le età ed iniziò a cercare un orologio a polso che desiderava tanto. Ne trovò uno molto particolare che poteva andare bene per i suoi gusti; era sicuro della sua scelta, così lo prese e andò alla cassa.

- " Buongiorno " - esclamò la cassiera.
Daniel rimase sorpreso. La cassiera aveva si o no quanto la sua età, capelli rossi accesi e i suoi vestiti erano decisamente strani: sopra aveva quella che si può chiamare una vestaglia da ragazza e sotto un paio di jeans alla moda.
- " Buongiorno! " - Si affrettò a rispondere Daniel.
- " Sono 23 Dollari, grazie. " - Annunciò la cassierà.
Daniel era un pò perplesso, pagò e si diresse verso l'uscita senza dire nulla; prima di uscire si girò e guardò intensamente la ragazza che ricambiò lo sguardo. Uscì senza nemmeno salutare.

- " Buongiorno, dov'eri? " - Chiese la madre appena si presentò nella camera.
- " Guarda cosa ho comprato a poco qui vicino! Bello vero? " - Daniel espose l'orologio alla madre. La signora Smith guardò suo figlio e fece una smorfia con la bocca come per dire che doveva smetterla di comprare cose inutili e cercare di risparmiare per cose importanti.
Dopo qualche ora, uscirono dal bed and breakfast e iniziarono a camminare verso casa della loro amica che stava male. Erano a Juneau: clima freddo, molta neve e tantissimi alberi che ricoprivano come un mantello le montagne che proteggevano la città.
Incantato ad ammirare ogni piccolo dettaglio di quella città non stava prestando molta attenzione alla strada. Poco dopo si scontrò con una ragazza e scese dalle nuvole per tornare in terra. Si girò subito e la aiutò ad alzarsi. La ragazza si alzò e si girò lentamente scoprendosi piano piano da dietro il cappuccio che la copriva. Era lei. La commessa del negozio dell'antiquariato. I due non spiccicarono parola e con uno sguardo alquanto invitante si lasciarono nuovamente.



Commenti

pubblicato il domenica 26 luglio 2015
Andrert, ha scritto: Non male. Mi ricordi le prime storie fantasy che scrivevo io qualche anno fa. Dovresti continuare.

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