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lavoro pubblicato mercoledì 22 luglio 2015
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

REVOLUTION

di yamar61900. Letto 589 volte. Dallo scaffale Fantasia

Questa è la storia di come delle semplici parole hanno cambiato il mondo. Ho avuto l'ispirazione guardando una statuetta di Ganesh mentre ero sotto l'effetto di funghi allucinogeni . Spero che vi piaccia. Vi prego commentate.

India. Anno 2055 D.C.
Le temperature medie si aggiravano intorno ai 50 gradi. Il caldo e l'umidità fecero strage di milioni di persone. E poi venne la grande guerra. La battaglia per la conquista delle ultime risorse andò avanti ininterrottamente per quasi 10 anni. Due grandi fazioni si litigavano riserve di acqua potabile e terreni fertili, entrambe ricchezze in rapidissima diminuzione nel continente indo europeo.
Bahmir aveva solamente 14 anni ma aveva già visto morire quasi tutti i suoi amici e familiari. Il ragazzo passava le sue giornate in cerca di cibo e acqua e provando a fuggire dai reclutatori. Molti bambini vennero arruolati obbligatoriamente nell'esercito dei cosiddetti "intoccabili", i milioni di poveri Indiani, in competizione sanguinosa con i Mahana, i pochi super nobili rimasti all'epoca. L'esercito degli intoccabili era numerosissimo ma poco fornito ed organizzato. Al contrario i Mahana disponevano di un esercito non abbondante ma appoggiato da tecnologia ed armi avanzate. Le vittorie si alternavano da entrambi i lati.
Bahmir pensava che la guerra non fosse giusta, in cuor suo sapeva bene che le preziose risorse sarebbero state sufficienti per tutte le persone rimaste vive in India, se solo l'avarizia personale fosse stata estirpata e se ognuno avesse smesso di desiderare tutto per se. Egli odiava il conflitto perché ne aveva assaporato tutti gli orrori in grande quantità. Era poco più di un bambino eppure le condizioni in cui si era trovato a vivere lo avevano trasformato presto in un uomo, senza privarlo però di quel profondo senso di innocenza e purezza che era sempre stato parte di lui. Ogni giorno si recava all'antico tempio di Ganesh, ormai ridotto a poco più di un cumolo di macerie e pregava il Dio con immensa umiltà e devozione. Tutte le altre persone avevano smesso di adorare gli dei ormai da tanto tempo. Da quando avevano perso ogni speranza. Il ragazzo era forse l'ultimo essere umano fedele rimasto. Un giorno Il giovane si imbatté in una piccola riserva di acqua che sgorgava dal terreno. Miracolosamente era acqua purissima e limpida. Al centro della riserva c'era una pianta di loto con un unico grande fiore. Il più bello che avesse mai visto. Ipnotizzato da quella visione di bellezza egli lo colse, ma invece di mangiarne i petali e i semi per dissetarsi e saziarsi si recò subito al vecchio tempio. Portò con se il fiore e lo porse sull'altare come tributo per la divinità. In seguito si mise a pregare ardentemente e a ringraziare Ganesh per avergli fatto scoprire tale bellezza in mezzo a tanto orrore. Rimase come in uno stato di preghiera estatica per qualche ora. Alla fine, verso sera aprì gli occhi e vide che la divinità era seduta davanti a lui, proprio sull'altare. Stava sopra al fiore di loto che ora era diventato enorme. Bahmir non credeva ai suoi occhi, era in stato di shock a dire poco. "Ciao Bahmir" disse il dio con la testa di elefante.
"sto sognando!" Disse il giovincello. "Il grande e buono Ganesh ha deciso di mostrarsi a me! Non è possibile! Io non sono nessuno, non merito questo!".
"Tu sei la persona più buona e pura rimasta in India. Hai continuato a credere in me per tutto questo tempo e a pregarmi con una perseveranza inumana". Rispose il grande idolo con una voce di una potenza tale che avrebbe potuto benissimo strappare l'universo in due. " La volontà di un essere umano come te merita di essere realizzata. Ti concedo un desiderio caro Bahmir. Che cosa vuoi che ti doni? Ricchezza? Potenza? Io sono Ganesh e tutto mi è concesso".
L'indù rimase in silenzio per qualche minuto, come se stesse aspettando una risposta dal suo cuore.
"Voglio che mi aiuti a far finire la guerra. Voglio che la gente capisca che si può vivere tutti insieme, condividendo risorse e amore. Io credo in te, so che puoi fare qualsiasi cosa. L'ho sempre saputo. Ti prego aiutami in questo o grandissimo. Ti prego." E detto questo scoppiò in un mare di calde lacrime. Sentendo l'altruismo incondizionato risuonare in ogni parola e lacrima del ragazzo , la grande essenza divina decise che lo avrebbe aiutato.
"Bahmir, per te io scriverò una lettera. Lettera che tu reciterai ad alta voce ai rappresentanti dei Mahana e degli intoccabili riuniti. Ti darò io la possibilità di presenziare davanti a loro. La mia scrittura, unita al tuo palese amore per gli altri faranno cessare la guerra."
E così il grande Ganesh, impresse le parole sul foglio di pergamena come un grande musicista imprime le note nella profondità dell'anima di chi le ascolta. La lettera era degna di un dio della scrittura come lui.
Nei giorni seguenti Bahmir si recò dai capi militari di entrambi le fazioni chiedendo che si incontrassero. Normalmente sarebbe stato spazzato via, ma i militari notarono in lui una determinazione e una forza divine, che emanavano da ogni gesto, ogni parola e ogni sguardo e miracolosamente decisero di acconsentire alla richiesta.
Passò ancora qualche giorno e finalmente ci fu la riunione. Era già di per se un evento unico, mai accaduto dall' ‘inizio della guerra. Una volta che entrambi i rappresentanti delle due fazioni furono presenti, Bahmir si mese tra di loro, aprì la pergamena e iniziò a leggere ciò che vi era scritto. Mai parole più belle vennero pronunziate nell'intera storia dell'umanità. Dopo soli 10 minuti tutti i presenti erano scoppiati a piangere. La voce del ragazzo era perfetta : vibrava ogni sentenza in maniera unica e commovente. Ogni singola lettera provocò cambiamenti profondi nella coscienza di chi la udiva. La pergamena era in sanscritto, lingua sacra indiana ormai dimenticata e associata solamente ad antiche leggende. Il messaggio che Bahmir diffuse era più grande di qualsiasi saga epica e più assoluto di qualsiasi testo religioso. Una volta che il lettore ebbe terminato la sala era inondata dalle lacrime. I capi di guerra erano disperati perché si rendevano conto vivamente delle atrocità che avevano commesso ma, dall'altra parte, sentivano dentro di loro un tremendo bisogno di redenzione, di costruire una nuova nazione in cui ogni donna, uomo o bambino potesse vivere in pace e col cuore ricolmo di felicità. Vedevano questa visione davanti ai loro occhi ed era estremamente viva e possibile. Tutti si inginocchiarono contemporaneamente dinnanzi al ragazzo, chiedendogli di guidarli per dare vita ad un'India più splendente di quanto non fosse mai stata. Bahmir accettò l'incarico sempre con grande semplicità e per tutto il lungo percorso si fece guidare da Ganesh.
Alla fine egli riuscì nel suo intento. Era ormai vecchio e stanco ma prima di morire poté posare il suo sguardo su un'india dorata. Un paradiso sulla terra. Dove ogni volto era solcato da sorrisi profondi e pieni di significato.
Solo allora il suo spirito lasciò il suo corpo terreno e volò in alto leggero , accogliendo l'essenza stessa dell'universo e ritornando ad essere il grande Ganesh di cui , per tutta la vita, era stato un avatar.


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