ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 22 luglio 2015
ultima lettura lunedì 19 agosto 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La "Porchetta"...

di PeppinoPeppino. Letto 2355 volte. Dallo scaffale Eros

Scritto a quattro mani, Sorridendo all'ironia della vita, Con l'aiuto di una fantastica donna , Che anche da grande non smetterà mai di sognare...

Rosea, rotonda, peccaminosa.

Saranno venti chili di carne.

Ben cotta.

Fuori una crosta brunita e profumata, dentro teneramente rosa, intercalata dagli scuri ghirigori degli aromi.

Il profumo si leva soave tra le genti, li attira come mosche.

Ho fame, ma ne assaggerò solo un pò, la maledetta dieta!

Intorno a me le persone segano a metà panini enormi, pronti ad avventarsi su quella succulenta carne, appena verrà tagliata.

Ecco che arriva il macellaio che l'ha preparata .

Silenzio, nessun fiata, tutti gli occhi sono puntati su di lui e sull'enorme affilato coltello che tiene nella mano destra, grande ma dalle dita affusolate.

Alto, capelli brizzolati, baffoni,grembiule bianco immacolato,indossato li per l'occasione.

Lancia uno sguardo intimidatorio ai presenti che si affollano intorno a lui.

Gli occhi verde smeraldo spiccano sull'abbronzatura del viso.

Con il mio misero pezzetto di pane mi posiziono in fondo alla fila e ho tutto il tempo per guardarlo.

La mano esperta, armata di coltello scivola sulla carne come se affettasse burro.

L'altra, ormai unta, tiene saldamente la porchetta.

La mia grande immaginazione comincia a prendere il volo, man mano che quel tocco di carne viene sapientemente stretta,avvolta ,accarezzata dalle sue mani e da quella lama,nel mio immaginario vorrei essere io nelle sue mani.

Un forte e acuto spasmo si affaccia sul mio inguine, lo sento lacerarmi il corpo e lo spirito,sento le gambe molli e il mio piccolo inguine umido e succoso come quella carne li inerme...

I panini sono riempiti ad un ritmo velocissimo,l'esperienza di quell'uomo non è acqua, mi sto avvicinando, un'altro pò e sarà il mio turno: ho l'acquolina in bocca...ma non sto più guardando la porchetta.

Quel genere di fame se n'è andata, ora ho voglia di leccare quelle dita affusolate e unte.

Sarò anche stupida,ma quella figura di uomo,mi ha da sempre affascinato ,la sua maestria nel lavorare l'inerme massa di carne con le sue mani e goderne il risultato,qualunque esso sia...

Sono l'ultima, apro il mio piccolo pezzo di pane, lui velocemente ci mette sopra una fettina e poi alza gli occhi verdi e mi guarda, quasi con comprensione.

La sua figura e quella di un uomo grande, esperto di vita,quelle goccioline di sudore che sgorgano dalla sua fronte, rendono il suo volto più intrigante e marmoreo,le sue labbra carnose, piene di vita e sensualità.

Eppoi i suoi grandi occhi...un pozzo senza fine di emozioni che traspargono profondità e passione infinita,dove tuffarmi senza timore o paure.

Siamo soli, tutti gli altri sono emigrati verso il bancone delle birre.
Anche il parroco...del paese ,sempre in prima linea in queste occasioni.

<< Sei a dieta? >>
<< Sì >>
<< Allora dobbiamo trovare il modo di saziarti, senza aggiungere calorie...>>
Lo guardo attonita: come pensa di fare?
Allunga la mano sinistra, quella che teneva la porchetta, lucida d'unto, profumata d'arrosto, punta l'indice verso la mia bocca, socchiudo le labbra stupita.

Il lungo saporito dito mi penetra dolcemente tra le labbra e raggiunge la lingua.
<< Succhia >> La sua voce è calda, morbida, ma dà ordini imperiosi.

Succhio il dito, mi arriva quasi alla gola, si muove nella mia bocca.

Lentamente lo sfila e mi appoggia il medio sulle labbra, facendolo scorrere sul contorno e poi scivolare dentro.

E' più grande e più lungo dell'altro, mi arriva alla gola: chiudo le labbra e lo succhio senza ritegno.

Lo fa uscire un pò e poi rientrare, senza fretta, avanti e indietro, come se mi penetrasse con il suo sesso.

Mi sto bagnando, eccitando...ne voglio ancora, lui lo intuisce,sorride e approva.

Sfila il dito e m'infila in bocca l'anulare, con prepotenza, i suoi occhi sono diventati scuri, tempestosi.
<< Ti piace succhiare? >>
Annuisco con la testa, ho la bocca piena perchè ci ha infilato anche il mignolo. Non ce la faccio più, con un debole gemito stringo le mie gambe per un orgasmo stellare,che mi avvolge l'anima.

Intorno a noi non esiste nessuno.
<< Vieni, andiamo via di qui >>
<< Dove andiamo ? >> Chiedo con un filo di voce.
<< A saziarti, tu hai tanta fame...>>
Il panino è rimasto lì, ma sono sicura che non lo rimpiangerò...

IO&VALENTINA



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: