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lavoro pubblicato venerdì 17 luglio 2015
ultima lettura lunedì 9 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cacciatori di Vampiri 20

di julia. Letto 496 volte. Dallo scaffale Fantasia

Un caldo improvviso mi avvolge, quando apro gli occhi sono in una camera metallica, c'è uno specchio in una parete, come quelli che si usano in stanza da interrogatorio attraverso i quali si può osservare l'interrogato senza che lui se ne...

Un caldo improvviso mi avvolge, quando apro gli occhi sono in una camera metallica, c'è uno specchio in una parete, come quelli che si usano in stanza da interrogatorio attraverso i quali si può osservare l'interrogato senza che lui se ne accorga, solo mentre sto per alzarmi mi rendo conto che qualcosa non va in me, non riesco a respirare bene, osservo la mia maglia, è inzuppata del mio sangue, la tiro su lentamente e scopro di avere una benda sul fianco sinistro anche quella come la t-shirt, è rosso sangue. Cerco di ricordare l'accaduto ma l'ultima cosa che ho in testa è quell'urlo, il SUO urlo, dove sarà Christian? Dove mi trovo io?

"Steffy raggiungimi al 5 di privet street, troverai un casale abbandonato, è urgente. Chris" Il ragazzo era riuscito a seguire il furgone dove era stata caricata Rachel e adesso stava cercando di entrare nella struttura dove l'avevano rinchiusa, in un secondo Christian si rese conto di come in così poco tempo tutti i piani da loro creati, le ricerche di Valery fatte, il proprietario del bar e tutto ciò che li aveva circondati in quelle settimane si volatilizzarono, adesso erano entrambi ad un passo dalla verità che stavano cercando da tempo eppure qualcosa non andava, non era come Chris se lo era immaginato, la verità doveva essere qualcosa di bello, di elettrizzante o almeno questo era quello che lui aveva sempre creduto, la verità adesso era ad un palmo dal suo naso ma non era la salvezza che aveva sempre ricercato era più un filo sul quale lui era in equilibrio, da una parte la verità di suo fratello, dall'altra la vita della ragazza che l'aveva fatto innamorare.
Steffy arrivò qualche minuto dopo con la sua moto nera, nonostante l'accaduto, non c'era alcun imbarazzo tra i due al contrario di come si potrebbe pensare

-Che è successo?- chiese la ragazza con la cicca tra i denti, Chris le raccontò tutto e solo allora si decisero ad entrare.

Sono debole persino per reggermi in piedi, mi rigiro nel letto cercando la forza di tirarmi su... Sono ore ormai che sono qui dentro, non so nemmeno che ora è dato che la luce elettrica dei neon e l'assenza di finestre non mi permette di capire cosa stia succedendo fuori. Dal silenzio un tintinnio di chiavi mi fa rabbrividire, mi rannicchio portando le gambe al petto che brucia, la porta si apre, un sussulto mi fa battere il cuore a mille, lo sento in gola, è lui, gli occhi di ghiaccio che mi puntano, gli occhi che ho sognato tutte le notti e ho immaginato tutti i giorni, gli occhi che hanno fatto iniziare tutto, gli occhi che hanno rapito mio padre, gli occhi che mi hanno uccisa mille volte. E' in piedi attaccato al muro

-Ti fa male?- La sua voce è intensa ma segnata da qualcosa che non si può immaginare, è il contrario degli occhi, è fuoco, in lui puoi trovare tutto ciò che hai sempre cercato, è caldo e freddo, è sole e luna, è bianco e nero, non ha bisogno di qualcun'altro per essere completo, lui sa esistere da solo.

-No, sto benissimo grazie- Rispondo cercando di nascondere ciò che provo dentro

-Tu menti, so come stai, lo sento, hai paura, stai male Rachel, io lo so-

-Potresti sbagliarti- Mi rendo conto di non sapere il suo nome

-Raylan, mi stupisce che Chris non te lo abbia detto-

-No, in verità non parla mai di te- Una fitta mi fa tossire, mi tocco la ferita e mi accorgo che sta sanguinando

-Fammi vedere- Si avvicina al letto, il cuore invece che battere, rallenta, sento che qualcosa non va, poi si ferma a un metro da me

-Raylan, ti prego, dimmi cosa mi sta succedendo-

-Stai calma, respira profondamente Rachel-

-Perchè non ti avvicini?-

-Non posso farlo, il tuo sangue fresco mi attira, sei come una droga da cui mi devo disintossicare- Mi sento sempre più debole e la testa sempre più pesante

-Aiutami, sto male- Lui respira e piano viene da me, mi tira su la maglietta e mi toglie la garza, le sue mani tremano, le vene del collo sono talmente tese da poter vedere il sangue scorrerci dentro, sta facendo tutto questo per me, è come se lo conoscessi da sempre, è come se qualcosa ci avesse sempre legato



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