ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 17 luglio 2015
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Per ricordare ! (3)

di attilissimo. Letto 599 volte. Dallo scaffale Storia

1979. I pink floid pubblicano “the wall”. E’ un muro-di gomma, però, quello contro cui vieni rimbalzato quando tenti di mettere il naso negli affari del braccio finanziario della chiesa e della mafia. Nei cinema impazza “.....

1979. I pink floid pubblicano “the wall”. E’ un muro di gomma, però, quello contro cui vieni rimbalzato quando tenti di mettere il naso negli affari del braccio finanziario della chiesa e della mafia. Nei cinema impazza “apocalypse now”. Ma non è un film quello a cui , il 19 luglio di quell’anno, assisteranno i milanesi.

Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della banca privata italiana , viene trucidato in una via di Milano. Pensate che il killer, arrivato direttamente dagli Stati Uniti, quasi con rispetto si rivolge a Giorgio che voltava le spalle in quel momento al suo assassino. Accennando un ”scusi,Signor Ambrosoli” lo crivellò di colpi d’arma da fuoco.

Il finanziere Michele Sindona assoldò il sicario della mafia italo-americana. Quei cinquantamila dollari della paga erano soltanto una goccia dei quattrini gestiti dal finanziere siciliano per conto dei suoi particolari amici. Le indagini di Ambrosoli davano parecchio fastidio. Erano arrivate a scoperchiare una pentola dalla quale fuoriusciva un puzzo di mafia, politica, massoneria e vaticano.

Giorgio si stava battendo con tutte le sue forze per impedire il salvataggio della banca del Sindona. E tutto ciò avrebbe dovuto avvenire con i soldi dei cittadini italiani.

Fu minacciato più volte e dovette sopportare telefonate intimidatorie che lo laceravano nel profondo. Nessuno volle accettare quell’incarico così delicato. Ma Giorgio era conosciuto per il suo senso del dovere e la sua estrema professionalità. Non gli fu concessa alcuna scorta e fu lasciato solo.O quasi: a fargli compagnia la sua tenacia e la sua inseparabile sigaretta.

Quello strano comitato di laici,mafiosi ed ecclesiasti avevano ormai compreso che i magheggi finanziari del salvatore della lira (così lo definì Andreotti) erano fortemente a rischio e così i quattrini da loro investiti. Ambrosoli andava fermato: e così fu.

Ai suoi funerali nemmeno un politico o altre personalità, a parte gli amici di sempre e la sua amatissima famiglia. Lo hanno lasciato solo in vita e troppa doveva essere la vergogna per presentarsi in doppio petto e le lacrime di circostanza per l’estremo saluto.

Ed a proposito di politici, ricordare ora le parole che Andreotti rilasciò in una famosa intervista, lascia davvero sgomenti.

Andreotti disse che se l’era andata a cercare: Si, se l’era cercata. La verità.

Non so se il nostro famoso senatore si rese conto delle parole ingiuriose chevomitò in quell’occasione. L’impressione è che in fondo al suo cuore, (anche lui ne aveva uno) invidiava profondamente quel servitore dello stato che con tanta ostinazione aveva impartito una lezione di etica , onestà ed attaccamento alla patria ai maestri del politicamente corretto e dal facile intrallazzo. Valori, che questi professionisti del nulla, avevano smarrito da tempo o che probabilmente non avevano mai conosciuto.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: