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lavoro pubblicato lunedì 13 luglio 2015
ultima lettura martedì 26 novembre 2019

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Ariax -capitolo2-

di liuc. Letto 524 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO DUE La Terra del sud. La terra delle miniere. Ancora prima della nascita dell'impero, ai tempi delle Libere Cinque Terre. Terra famosa non ...

CAPITOLO DUE

La Terra del sud.

La terra delle miniere.

Ancora prima della nascita dell'impero, ai tempi delle Libere Cinque Terre.

Terra famosa non solo per il carbone, l'oro e l'argento, ma per il leggendario Yonus. Pochi ricordavano il mitologico minerale, solo i più anziani, ai quali piaceva raccontare storie di magia e di eroi dotati di incredibili poteri soprannaturali.

Tra i vari centri urbani della regione, il villaggio di Thir era uno dei tanti che aveva puntato la sua economia sul commercio del carbone. Le cave non erano più floride come nei tempi antichi, ma il carbone sembrava essere una materia inesauribile e i treni e le navi ne avevano sempre bisogno.

Malthor guardava le cave dalla collina, il sole che imbruniva la sua pelle, le foglie che danzavano alla brezza del vento. Aveva il cuore in gola, e le sue dita non smettevano di torturare l'erba attorno a lui. Sapeva di essere in anticipo, ma il suo battito cardiaco sembrava deciso a non volersi rilassare.

Era seduto a terra, e di tanto in tanto lanciava sguardi ansiosi rivolti verso la città. Sarebbe arrivata, ne era sicuro, ma l'ansia dell'attesa lo attanagliava; ora capiva cosa significava avere le farfalle nello stomaco.

Quel giorno, aveva saltato il lavoro alle miniere solo per lei.

Per Ariax.

Erano mesi che si frequentavano, i due mesi più belli della sua vita, e anche se sapeva che il suo era stato un sacrificio stupido, era riuscito a ignorare la vicina della sua coscienza

Non poteva dire lo stesso di sua madre. Poco prima di uscire, gli aveva ricordato che per loro la paga giornaliera era essenziale, e che ora che suo padre era morto il peso della famiglia gravava interamente sulle sue spalle.

Egoisticamente, lui aveva continuato per la sua strada, forte del pensiero che trascorrere un giorno senza Ariax, gli era insopportabile.

Malthor non aveva mai provato un sentimento così forte per nessuna ragazza. Si, aveva avuto delle storie, ma quando i suoi occhi si erano posati per la prima volta su Ariax, la sua mente non aveva più smesso di pensare a lei.

Dopo quel primo incontro casuale al mercato della città, gli ci erano voluti diversi giorni per avvicinarla e chiederle di uscire.

Di chiederle il primo appuntamento.

Ehi straniero, a cosa stai pensando?” Rincuorato, Malthor si voltò. Le sue labbra non riuscirono a trattenere un sorriso, mentre osservava Ariax avvicinarsi e sedere accanto a lui. Il vento le solleticava i lunghi capelli corvini, e la sua gonna era aperta sul terreno come i petali di un fiore.

Era bellissima, ed era sua.

Ariax ricambiò imbarazzata il suo sorriso. Non riusciva a capire come Malthor potesse accendersi in quel modo ogni volta che la guardava. L'intensità del suo sguardo la disarmava.

Sapeva di essere fortunata.

Fortunata di essere amata in quel modo dall'uomo che a sua volta, e col tempo, aveva imparato ad amare. Per lei, non si era trattato di un colpo di fulmine. Quella mattina al mercato, non l'aveva nemmeno notato. Quando gli si era avvicinato con la scusa di aiutarla a portare le buste della spesa, aveva riso, pensando a un mattoide. Ma quando il suo sguardo aveva incrociato i suoi occhi e quel sorriso aperto, aveva deciso di assecondarlo e di farsi accompagnare fino a casa.

Dopo quella prima mattina, a Malthor occorsero altri cinque gioni, prima di decidersi ad invitarla a passare un pomeriggio assieme, al parco di Thir. Lì, Ariax aveva scoperto una persona onesta, dedita al lavoro e alla famiglia, un ragazzo pronto al sorriso e che sembrava deciso a non lasciarla mai più andare.

Stavo pensando a te, come al solito.” Rispose Malthor, allungandosi verso di lei, per sfiorare con un bacio leggero le sue labbra.

Ariax chiuse gli occhi, godendosi l'intensità e la tenerezza di quel gesto. Tra tutte le doti di Malthor, era stata la dolcezza a conquistare il suo cuore.

Sai sempre cosa dire, mio cavaliere” Disse Ariax sciogliendosi dal bacio.

Spero di riuscirci anche con tuo padre.” Rispose Malthor appoggiandosi sui gomiti, e osservando improvvisamente nervoso le nuvole nel cielo.

Hai qualche ripensamento?”

A quella domanda il ragazzo distolse immediatamente lo sguardo, puntandolo dritto negli occhi di Ariax.

Come ti salta in mente? Se c'è una cosa di cui sono sicuro, sono i miei sentimenti. Te l'ho promesso. Domani sera, dopo la festa del consiglio, chiederò a tuo padre il permesso di sposarti. Che lui sia d'accordo o no, è ciò che voglio”.

Rincuorata, Ariax gli saltò addosso.

Entrambi a terra, i due giovani scoppiarono a ridere, il sole sulla loro pelle, sui loro corpi.

Mi sento in colpa per averti fatto saltare il lavoro.” Disse Ariax, tutta ad un tratto seria, abbassando le palpebre. Conosceva le condizioni economiche in cui viveva la famiglia di Malthor, e quanto importante era per lui il suo lavoro alle cave.

Per un giorno non ne morirà nessuno. Godiamoci il momento, e per una volta il sole.”

Alle sue parole, il senso di colpa di Ariax si attenuò. Malthor aveva ragione. Fin troppo spesso i loro incontri si svolgevano dopo il tramonto, una volta terminati i loro doveri quotidiani. Ma quella sera Ariax aveva il compleanno della nonna, e quando l'aveva ricordato al giovane, lui aveva escogitato quell'appuntamento sulla collina. Quel voler passare ogni attimo del suo tempo con lei, la commuoveva.

O avevi intenzione di portarmi con te da tua nonna come regalo di compleanno” ironizzò Malthor cercando di strapparle un sorriso.

Non mi tentare. So che apprezzerebbe”.

Per la mia avvenenza?”

No, per incaricarti di sistemarle il tetto”.

All'idea, scoppiarono a ridere ancora una volta, era così facile quando erano insieme, ma improvvisamente le risate vennero sopraffatte dal frastuono delle campane.

Automaticamente, puntarono entrambi i volti in direzione del sobborgo, lo sguardo sul campanile, dove i rintocchi urgenti richiamavano gli abitanti a riunirsi nella piazza cittadina.

Una strana inquietudine calò su di loro, cancellando il calore del sole.

Cosa succede?” Chiese Malthor irrequieto.

Non ne ho idea.” Rispose Ariax alzandosi da terra, e aiutando il giovane a tirarsi in piedi. “Ma credo che lo scopriremo presto”.



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