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lavoro pubblicato domenica 12 luglio 2015
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

fanculo al dolore - ma chi ci crede

di insertoin. Letto 347 volte. Dallo scaffale Viaggi

Mi sposto verso i grandi temi della morte e dell'amore. Ma la solennità risulta finta, forzata. Sono dunque costretto a convincermi che gli episodi marginali possano essere lo specchio dei grandi temi così difficili da scavare.

Mi levo gli occhiali, faccio un bel respiro, lascio che le lacrime si secchino sul mio viso, consapevole della difficoltà che ho incontrato per farle uscire.
Guardo Resilienza in modo sommario, sfogliando le sequenze che credo detengano il primato tra tutte le altre di farmi piangere. Ma l'atto di scegliere non si addice certo alla spontaneità del pianto. Solo che o faccio così, o aspetto e spero, il magico momento che mi porterà a sentire un frammento del dolore provato anni fa, soffocato e mai lasciato liberamente uscire, convinto che fosse la cosa giusta da fare. Giusta per vivere le situazioni di tutti i giorni senza la costante comparazione con un episodio devastante come la morte di un fratello. C'è bisogno di effettuare tagli, per evitare di incazzarsi in ogni situazione.
Mi resta la scrittura per sperare di riuscire a svuotarmi di lacrime e di dolori, perché se aspetto che sia una foto o un video a far scattare tutto questo, ci vorrà troppo tempo.
Ma anche qua, adesso, mi sento meccanico. Meccanico come il pianto che speravo scaturisse dalla visione di Resilienza, per la prima volta da unico spettatore.
Ho provato a piangere sonoramente, ho provato a sciogliere il nodo in gola, ma poi mi mettevo a guardare fuori dalla finestra di camera; ma poi sono arrivato a guardarmi dall'alto e ho visto un coglione.
Coglione perché piangi?
No, perché non mi viene, perché lo sto cercando, il pianto, perché sto cercando le giuste immagini e parole insieme che possano farmi scoppiare.

A chi è indirizzato tutto questo? Un attimo penso che finirà relegato ai margini della mia cartella di scrittura, un attimo dopo penso che forse potrei pubblicarlo sotto forma di status. Dunque l'indecisione e la plasticità mi accompagnano in questo cammino alla ricerca del dolore perduto, relegato ai margini del corpo e della mente, relegato come tutte quelle parole che faccio uscire, che un giorno penso siano buone e quello dopo già non riescono più a soddisfarmi. Dico cazzo, non dovrei focalizzare l'attenzione su certi episodi.
Allora mi sposto sui grandi temi della morte e dell'amore, ma non mi piaccio mai, non riesco mai a dedicarci tutto me stesso. La solennità risulta finta, forzata; tento dunque di ironizzare e sdrammatizzare e
torno a concentrarmi su episodi più o meno marginali, convinto che possano essere lo specchio del grande dolore, della grande morte e del grande amore verso persone e vita.



Commenti

pubblicato il domenica 12 luglio 2015
whitelord, ha scritto: Potente. Non mi viene un aggettivo qualificativo diverso per commentare i tuoi scritti. A parte bello, naturalmente!
pubblicato il lunedì 13 luglio 2015
susanparrish, ha scritto:
pubblicato il lunedì 13 luglio 2015
susanparrish, ha scritto: scrivi! Non aggiungo altro.
pubblicato il lunedì 13 luglio 2015
insertoin, ha scritto: grazie ragazzi! potente mi piace un sacco, lord; continuerò a scrivere, susan alla prossima

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