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lavoro pubblicato domenica 12 luglio 2015
ultima lettura giovedì 20 giugno 2019

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Ariax -capitolo 1-

di liuc. Letto 484 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO PRIMO La sala del trono era avvolta nelle tenebre. Le luci della città erano a malapena visibili dalla cima della Torre. Xales le osse...

CAPITOLO PRIMO

La sala del trono era avvolta nelle tenebre.

Le luci della città erano a malapena visibili dalla cima della Torre. Xales le osservava dalla grande vetrata della sala, un bicchiere di vino nella mano destra, mentre la sinistra era stretta a pugno. L'ira era l'unico sentimento che al momento provava.Tutti gli anni trascorsi a creare il suo impero, il suo destino, erano a rischio a causa di folli che si erano messi in testa di destabilizzare il suo Status.

I Ribelli della Luce.

Con questo nome avevano rivendicato gli attentati contro i simboli dell'impero. Negli ultimi mesi si erano fatti sempre più spavaldi, e quella sera avevano colpito a pochi quartieri di distanza dalla Torre. Un chiaro monito di quanto erano vicini, e quanto era vulnerabile.

Se avesse avuto con se ancora il suo diamante, avrebbe saputo cosa fare. Avrebbe saputo dove scovarli, e infine ucciderli. Ma lo Yonus si era consumato nei lunghi quarantanni trascorsi a utilizzarlo, aveva esaurito i suoi poteri, rendendolo vulnerabile. L'uomo che aveva domato le Libere Cinque Terre, e riunite sotto un unico vessillo, non c'era più e il popolo se ne stava rendendo conto.

Signore, l'incendio alla caserma è stato finalmente domato.”

Era ora. Pensò l'imperatore girandosi verso Rah, il capo della Guardia. Il soldato di cui si fidava di più. Il suo braccio destro era inginocchiato ai suoi piedi, dinnanzi a lui, a malapena visibile nell'oscurità nella sua veste nera e i polsini scarlatti, lo sguardo basso in segno d'ubbidienza.

E lasciami immaginare, nessuno ha visto niente”. Disse Xales bevendo l'ultimo sorso di vino e gettando il bicchiere vuoto nel camino spento. Era preda della rabbia, un sentimento che non provava da molti anni, come la paura. Doveva calmarsi, riflettere sul da farsi. Perdere il controllo non l'avrebbe aiutato.

"No, mio signore. Anche stavolta sembra non ci siano testimoni. Ma per fortuna le fiamme non sono riuscite a raggiungere le armi, e gli equipaggiamenti sono stati trasferiti in un posto sicuro”. Rah teneva lo sguardo basso, sapeva quanto il suo signore potesse essere imprevedibile. La serie di attentati stava mettendo a serio pericolo il suo potere. Il popolo stava ritrovando la speranza.

Speranza che se non domata tempestivamente avrebbe portato a una guerra civile.

Una flebile fortuna. Agisci come l'ultima volta, interroga gli abitanti della zona. Minacciali se devi, e uccidi chiunque cerchi di ribellarsi. E' importante trovare quei traditori il prima possibile. Non posso rischiare che il mio potere venga messo in discussione” Ordinò Xales sedendosi sul suo trono, le mani strette ai braccioli.

La sua mente vorticava in cerca di una soluzione, non poteva permettersi un ulteriore buco nell'acqua. Cosa poteva fare per fermare dei Ribelli di cui nessuno sembrava sapere nulla. Sapeva che il popolo li proteggeva, ma cosa doveva fare?Minacciare e uccidere pareva solo infiammare le braci.

Se solo...

Rah annuì all'ordine, e chinando il capo si voltò per tornare dai suoi uomini e inoltrare l'editto. Niente che non avessero già fatto prima.

Aspetta.”

Sorpreso, il soldato si voltò. Gli occhi dell'imperatore guardavano lontano, rivolti a un ricordo di cui solo lui era a conoscenza.

Manda Jill ad eseguire l'ordine. Ho bisogno che tu ed una parte della guardia vi rechiate alla Terra del Sud”.

................

Jill non credeva alle sue orecchie. Era contenta dell'opportunità che le si presentava, ciò nonostante le parole di Rah la preoccupavano.

Lei e il compagno d'armi erano fuori dalla sala del trono, dove lui aveva appena finito di spiegargli ogni cosa.


Non appena Jill aveva scorto il viso di Rah aveva subito intuito che qualcosa non andava, ma una volta ascoltato il compito a cui lui era stato assegnato, non riuscì a contenersi dall'esternare la sua costernazione.

E' una cosa folle.” Disse senza mezzi termini.

Rah la fulminò con lo sguardo, e afferrandola per un braccio la spinse verso le scale che portavano ai piani inferiore.

Vuoi farti impiccare? Ricorda che ogni cosa qui ha occhi e orecchie. Pensi che siamo solo noi due alle dipendenze dell'imperatore?”

Rah aveva ragione. Doveva calmarsi. Ricomponendosi, Jill seguì Rah giù per la tromba delle scale. I loro passi non emettevano alcun suono, gli anni di addestramento avevano affinato la loro agilità e i loro sensi, trasformandoli in perfetti guerrieri.

I loro uomini li rispettavano non solo per il grado che ricoprivano, ma perché sapevano quanto contassero in battaglia. Quali erano le loro doti.

“Quindi ci dividiamo. Tu verso La Terra del Sud e io alla ricerca dei Ribelli. Non so se esserne felice o preoccupata” ammise Jill. I lunghi capelli biondi legati in una treccia le scendevano lungo il seno, anche lei indossava la tipica divisa della Guardia, nera come la notte e i polsini rossi come il sangue.

Nessuna delle due cose, devi sentirti onorata. Comunque non ci metterò molto. Prenderò con me solo una decina di uomini, basteranno per tenere a bada dei semplici minatori e contadini. Tu cerca a tutti i costi di trovare almeno un testimone, se non i ribelli. Dobbiamo portare risultati, e siccome il mio sarà un buco nell'acqua confido in te”

Jill si fermò. Finalmente aveva la sua occasione di mettersi in luce agli occhi dell'imperatore, e agli occhi del suo mentore. Non avrebbe deluso Rah, avrebbe fatto di tutto per trovare i Ribelli della Luce.


Se avesse fallito, entrambi ne avrebbero pagato lo scotto.





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