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lavoro pubblicato venerdì 10 luglio 2015
ultima lettura sabato 9 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Be free.

di tatina300. Letto 559 volte. Dallo scaffale Sogni

Capitolo 4:   Il giorno della tempesta era arrivato, mancavano poche ore ormai e il cielo si sarebbe incupito sopra le nostre case. Erano le 5:01 p.m quando mi affacciai alla finestra e notai che al vecchio faro già alcune nuvole minac.....

Capitolo 4:

Il giorno della tempesta era arrivato, mancavano poche ore ormai e il cielo si sarebbe incupito sopra le nostre case. Erano le 5:01 p.m quando mi affacciai alla finestra e notai che al vecchio faro già alcune nuvole minacciavano di attaccarlo, erano grosse, grigie e vaporose, li giù il cielo era già nero, dovevo muovermi, era ora.

Scesi le scale velocemente e prima che me lo chiedesse risposi: Si esco con Joseph, ma non credo di tornare per cena, anzi forse dormiremo fuori. Mia sorella senza scomporsi, continuò a farsi la sua manicure e recepii il mio messaggio secco e deciso. La , pioggia stava arrivando, la sentivo nell'aria, il suo odore era inconfondibile, mi piaceva associarlo all'odore della pelle di Sall, mi piaceva, era fresco, profumato e ti dava sicurezza ma questa pioggia prometteva solo tempesta e fulmini. Era iniziato a piovere quando ero già a metà strada, ero già sul lungo mare quando infilai la testa nel mio cappuccio della felpa iniziai a correre verso il faro. Senza bussare entrai dentro, salii i gradini e mi sedetti su in cima, giusto in tempo prima che la pioggia aumentasse. Uno squarcio bianco nel cielo si aprì e dei fulmini seguiti da lampi colpirono il vecchio faro, la struttura per un attimo sembrò vibrare sotto i miei piedi, ma sapevo di esser al sicuro qui su. Mi sporsi lungo l'apertura che dava sul mare, sotto di me l'acqua avanzava contro gli scogli, quasi sembrava raggiungermi, ma ero troppo in alto per esserne travolta. che Sall non avrebbe mai scelto un posto pericoloso per incontrarmi quindi dovevo essere per forza al sicuro. Prima che mi perdessi nei miei pensieri però, aspettando Sall, un altro fulmine si abbatte sulla cima del faro, proprio davanti i miei occhi mentre guardavo in quella direzione, alzai gli occhi in quella direzione. Il fulmine danzava sul nostro faro, come un balletto folcloristico, a cui sembrava non smettere mai. Mi incantai a fissarlo, sembrava quasi di poterlo toccare, finchè lui non toccò me. Quel istante di luce, arrivò verso di me in un lampo, toccando la mia soffice pelle, all'inizio sembrava non sentissi nulla, non sapevo cosa si potesse provare toccando un fascio di luce, poi sentii di nuovo il pavimento sotto i miei piedi vibrare, dalla scossa caddi a terra, portandomi le braccia al petto, Sall dove sei, pensai. Avevo bisogno di lui, mi sentivo stordita, e non capivo più dove mi trovassi, le mie palpebre divennero sempre più pesanti, finchè non mi lasciai abbandonare li. Dopo alcuni secondi credo, il pavimento sotto il mio corpo vibrava sempre di più ma non avevo la forza di alzarmi, spostarmi..e cosi lo lasciai fare. Vidi la luce del faro accendersi, mentre sotto di esso una porta di metallo si apriva, non l'avevo mai vista fin ora, sembrava esser apparsa dal nulla, ma i miei occhi si rifiutavano di vedere cosi mi lasciai andare attivando le mie orecchie. Sentii delle grosse mani sollevarmi il capo, mi parlavano ma non riuscivo a capire cosa mi stessero dicendo, mi trasportarono via per pochi metri, aprii gli occhi, ma l'uomo che mi aveva aiutato mi aveva già voltato le spalle, chiudendo la porta.

Ero nel faro, avevo attraversato quella piccola porticina di metallo arrugginito, intorno a me c'era il buio, solo una spia rossa era accesa, poi dopo alcuni secondi un allarme iniziò a suonare e la luce si fece verde ai miei occhi. La struttura in cui ero non era una semplice porta, ma dopo un pò capii che era un ascensore, stavamo scendendo sotto il livello del mare.

Mi rimisi subito in piedi prima che l'ascensore si fermasse. Le pareti interne erano metalliche, ma non sembravano nuove ma anzi erano arrugginite in alcune giunture, come per la porta. In cima ad essa c'era un oblo che dava sull'esterno ma del fumo aveva annebbiato la vista a quel vetro che non era più visibile. La stanza era appena illuminata da una lampadina incastonata nel soffitto, quasi sembrava spegnersi.

Un tonfo mi fece tremare, l'ascensore si era fermata, mi aggrappai a una maniglia per non cadere, poi dinanzi i miei occhi la porta si aprì sprigionando del fumo bianco come se fosse aria compressa, mi allontanai per un istante,poggiandomi alla parete opposta ma sentii sotto le mie dita che essa era umida, dalle pareti scorreva acqua, dall'odore era sodio, ero davvero scesa sotto i fondali marini. Deve essere tutto un sogno pensai, quando arriverà Sal al molo mi sveglierò e tutto questo sparirà nella mia mente pensai. Ma per ora dovevo andare avanti, non potevo restare qui dentro per sempre. Uscita da quella porta, ella si richiuse alle mie spalle e risali su in cima. Ero in un anticamera, sembrava una sala di attesa di un ospedale se non fosse stato per le pareti di metallo e gli oblo che davano sul fondale. Mi avvicinai ad uno di essi, strofinai un po' col gomito per pulirlo e poi osservai. I fondali marini erano ricoperti di sabbia, alghe e pesci, ma più guardavo lontano e più vedevo cose mai viste. Al nord si estendeva una cittadina di lunghi edifici sviluppati in altezza, tante piccole lucine si proiettavano su di essi, mentre intorno ad essi volteggiavano dei piccoli sottomarini come se fossero uccelli di ferro. Era una vera città subacquea, abitata da umani forse. Ad est invece vidi alcuni giganteschi silo, turbine e generatori, credo che essi davano aria e corrente alla città perché tutto questo spettacolo surreale era protetto da una grossa cupola trasparente.

- ti piace il nostro campo magnetico?

Disse una voce alle mie spalle. Mi voltai immediatamente,era una donna esile, vestita di bianco, dagli occhi color ghiaccio e dai capelli oro intrecciati su se stessi.

-tu chi sei?

-benvenuta al centro di ricognizione. Io sono Brenda e tu?

La sua voce era quasi inquietante, troppo vuota e priva di emozioni, sembrava di parlare con un droide. - io sono Marcelline..

- bene, devi essere un cercatore alle prime armi eh, il siero mi sa che ti ha scombussolato un po', é meglio se te ne ritorni a casa. A quale livello appartieni? chiamo uno dei nostri acquabot per farti accompagnare.

Alle sue spalle, uno schermo gigantesco si espandeva su tutta la parete. Sopra di esso era apparsa una mappa, divisa in 3 settori che andavano a formare un tridente. Mentre sotto di esso, contrassegnato in rosso c'era il settore zero. ognuno di esso era suddiviso in livelli partendo dall'uno all'undicesimo. Io velocemente scelsi il quattro. Questa donna forse crede che appartengo a questo mondo, ma mi inquieta troppo terrore per contraddirla cosi mi limito a dire: Il quattro grazie. La donna mi porge uno schermo portatile davanti e mi chiede di mettere una firma, poi inserisce lo schermo nella fessura sotto un insegna contrassegnata dal numero 4 e digita alcune cifre su una tastiera.

Una luce di conferma appare sul monitor, l'acquabot sarebbe arrivato li tra pochi minuti. Ma qualcosa non andava, il rumore che aveva emesso quella luce era un allarme, la donna però senza scomporsi, fece finta di nulla anche se notai che mi stava fissando in modo strano, forse aveva intuito qualcosa che non andava col mio profilo. Brenda mi fece accomodare su un divanetto li nella sala, il tempo necessario per aspettare la mia vettura. In quell'istante valutai la situazione, forse era meglio scappare via,credo che Brenda e gli altri non si sarebbero bevuti questa menzogna, ma soprattutto avrebbero scoperto presto che non ero un cercatore, ma poi di cosa?, solo Sall mi avrebbe potuto spiegare cosa stesse accadendo ma lui ora non c'era e dovevo cavarmela da sola. Dopo pochi minuti un robot venne verso di me, mi prese per il braccio, senza farmi male e mi portò nella sua vettura. era un acquabot, tutto metallizzato con pochi finestrini, e con l'apertura dall'alto come se fosse un sottomarino ma all'interno aveva solo 3 sediolini. Appena misi piede li dentro, iniziò a salirmi il panico provai a respingere la botola ma era già bloccata dall'interno. Vidi dall'oblo Brenda parlare col robot ma non riuscivo a sentire cosa gli dicesse. Chissà dove sarei finita tra un pò, magari nella città che avevo visto dall'anticamera, cosi avrei ritrovato Sall, oppure in qualche strana prigione sottomarina. L'acquabot si alzò dal suolo e sfrecciò via verso la città che avevo visto prima, ora gli edifici erano sempre più grandi, le piccole luci adesso erano insegne e lampioni come se stessi attraversando una piccola New york. Le persone erano semplici esseri umani ma la maggior parte di loro avevano i capelli blu, come avevo già visto nella foto con Sall. Provai a chiedere al robot dove stavamo andando, ma lui cliccando un pulsante sul cruscotto alzò una barriera che divideva il conducente dal passeggero, ottimo ero in trappola. Attraversammo vari settori suddivisi da enormi grattacieli segnati da grossi numeri, credo che stavamo raggiungendo il quattro, ma invece ci passiamo solo accanto senza fermarci. Nonostante non sapessi cosa ci fosse all'interno, feci finta che quella era casa mia, recitando la mia parte, cosi battetti i pugni sul vetro per far si che il robot mi facesse scendere li, ma invece sembrava non sentirmi, o almeno faceva finta di nulla. Ero spacciata ormai, sapevo che allora Brenda aveva capito qualcosa, che io non appartenevo a questo universo subacqueo e chissà a quale procedura si stava attenendo. Forse mi avrebbero arrestata o nel peggiore dei casi studiata, torturata e poi uccisa, avevo davvero paura ora, non sapevo cosa mi aspettasse, finchè non sentii un bip, controllai nella mia borsa, la reflex di Sall segnalava che la batteria era carica, era molto strano, come se in questo mondo si fosse ricaricata. Provai a riguardare le foto,e questa volta quelle della pioggia sembravano esser sparite, come se non esistessero più mentre quelle con me e Sall dai capelli blu erano aumentate, in ognuna di esse sembrava riapparire un ricordo di noi, anche se io sapevo benissimo che quei ricordi in realtà non mi appartenevano affatto. Sembrava che lo conoscessi da una vita intera, che lui fosse da sempre stato mio, ogni foto un ricordo, ogni ricordo un emozione, lo volevo li accanto a me, mi mancava e pure so che l'avrei rivisto per un ultimo bacio e poi l'avrei perso per sempre. Non guardavo più fuori dal finestrino, quelle foto mi avevano trascinato dentro di esse, i baci, i suoi occhi, il mio sorriso..sembravamo proprio una coppia felice, ma avevo paura..sapevo che quella donna non ero io, e la invidiavo tantissimo, più di ogni altra cosa. Sarei voluta entrare in quelle foto per rivivere il suo profumo ancora una volta, una volta ancora e basta, giusto il tempo di avere un altro ricordo di lui. E poi il buio, un esplosione, e non vidi più nulla..una luce bianca, tanti rumori, una sola voce, Sall.

Un altra esplosione e l'acquabot era completamente in fiamme, frammenti di metallo volavano sopra le nostre teste, ma Sall mi aveva recuperata giusto in tempo. Mi sentivo stordita ma non avevo ne graffi ne fratture, ero solo sporca di fumo e terra, o per lo più sabbia.

In pochi minuti Sall mi aveva portato indietro e davvero ora ci trovavamo sulla soglia del livello quattro. una porta scorrevole elettronica ci portò dritti a quello che credo sia stato il suo appartamento. Una piccola camera con pochi mobili, un lavandino e un bagno, non era molto accogliente ma aveva tutti i suoi confort. Nell'ascensore notai il pulsante zero segnalato in rosso, Sall senza neanche fissarmi disse " non guardarlo neanche, è un livello che non esiste più,"

-l'ho visto anche al centro di ricognizione, cosa significa non esiste più?.

-sono cose che non ti riguardano. Disse in tono freddo e distaccato.

Ecco odiavo quando mi trattava cosi, mi faceva sentire una bambina, quel suo modo freddo, mi ricordava che lui non mi apparteneva, mentre io avrei dato l'anima per stare con lui in ogni istante. Mi fece accomodare sul suo letto, ripulendomi il viso con un tovagliolo umido, ci guardammo dritti negli occhi, senza dire una parola, poi mi lasciai scappare.. perchè non ti sei presentato al faro?

- non era li che dovevi essere..

-mi avevi dato un appuntamento..

-io ti avevo detto di starmi lontana!

-si ma ora sono qui. Dissi avvicinandomi al suo petto nudo.

-qui non sei al sicuro, devi andare via Marcelline.

-chi sono i cercatori? perchè Brenda c'è l'ha con me? dove mi stavano portando?

- ora sono stanco per rispondere alle tue domande, dobbiamo solo trovare il modo per portarti via di qui, o farai la fine di Marcy.

Chiesi chi fosse, ma non ebbi risposta, Sall ora voleva solo sbarazzarsi di me, forse per lui ormai ero solo un peso. Per circa un ora stette disteso di fianco a me, stringendomi la mano, ascoltando soltanto il rumore del mio respiro sul suo collo. Eravamo una sola cosa, ma dovevo sapere. Dovevo interrompere questo silenzio, ma poi il proiettore davanti a noi si accese, era una video chiamata. Mi fece nascondere in bagno prima che potessero vedermi ma io ascoltai tutta la conversazione. Era Brenda. " Cercatore 4, le informo che c'è un intruso nel nostro mondo, che al momento è scappato. Appartiene al gruppo del livello 0. Sa cosa intendo, non possiamo permetterci che prenda il posto di un altro, si formerebbe una falla sull'altro mondo l'ho sa bene! confido in lei cercatore 4, la trovi e la riporti qui." -sarà fatto mia signora. -bene ora le mando la scansione del suo profilo.

La chiamata si interruppe cosi, ma Sall non mi aveva ancora fatto uscire da quel bagno. Anche Sall era un cercatore, forse faceva parte della sicurezza o qualcosa del genere. Ma perchè credevano che io potessi prendere il posto di qualcun altro? ma soprattutto di chi?..a si ci sono! di Marcy! ma Marcy ero io!, cosi mi aveva chiamato qualche volta Joseph. Non ci stavo più capendo nulla, dovevo avere spiegazioni. Sall fammi uscire via di qui!, urlai. La porta si aprì un secondo dopo.

Vidi Sall armeggiare con la sua balestra, non so da dove fosse uscita, però ora era tra le sue mani, forse ora avrebbe scoccato una freccia contro di me, ma poi notai che le sue frecce, non erano normali, erano più doppie e sulla punta avevano un involucro trasparente con del liquido blu all'interno.

- vedi questo siero Marcelline? fa dimenticare tutto, io dovrei assumerlo per il mio bene. e per il nostro amore impossibile.

- di cosa parli Sall?

- non dovevi venire qui, non dovevi cercarmi, stai solo cambiando il futuro per certi..

-parli di Brenda?

- si lei è a capo della sicurezza, noi la chiamiamo la guardiana del destino. Io lavoro per lei. Ci occupiamo di tenere in ordine l'universo. E ogni volta che qualcuno entra nel mondo del suo clone, il futuro cambia.

-mi stai dicendo che allora la teoria delle stringhe esiste?

- si, ma il problema più grande è quando uno di voi scopre un altro mondo, e abbandona il proprio!. perchè nel proprio mondo, si scatena il caos, e nessuno può sapere che magari esistono mondi migliori o peggior del proprio.

-Ma se esiste già un altra me, come faccio a prendere il suo posto?

- è questo il punto. l'altra te non esiste più..e Brenda lo sa. Sa anche che era la mia ragazza. Se non vai via di qui, non ti lascerà mai in pace, e questa freccia dovrò scoccarla su di te, per riportarti da dove sei venuta.

Ora tutto mi era più chiaro, Sall aveva perso la sua amata, e aveva cercato di compensarla con me, mi aveva cercata, voleva amare me, perchè sapeva che in fondo eravamo la stessa persona, e quando si ama, non c'è distanza che regga, può distanziarci anche un mondo intero, ma se siamo fatti per stare insieme ci ameremo all'infinito. Il destino aveva giocato un brutto scherzo su di lui, perdere la persona per cui si vive, dove si sa che ogni molecola è stata creata per lui, ogni atomo, ogni difetto o pregio, tutto per amare lui. Non so come l'aveva persa, per ora aveva esaudito le risposte ad alcune mie domande, e non volevo turbarlo ancora di più. Sapevo ora che quello non era il mio posto, il Sall del mio mondo era Joseph e per quanto possono esser uguali, ora che lo conosco non potrò più far finta che non esista, che in un altro mondo non ci sia un altro Sall che mi ami, che mi cerchi nei suoi sogni, nella mia realtà e in qualsiasi altro mondo.

Si dice che l'amore è un sentimento libero, spontaneo che nasce senza un perchè. Molto spesso l'uomo si è chiesto cos'è l'amore e perchè nasce, ma soprattutto perchè amiamo proprio quella persona?, sono i misteri della vita, esiste un qualcosa che ci attrae, che non è fatto di cose materiali o sentimenti, e non è neanche una questione di pregi o difetti..ogni essere vivente ha un proprio odore, un proprio calore e è sempre in un continuo mutamento, ma solo chi riesce a coglierne l'odore e il cambiamento potrà dire di esserne innamorato davvero. Insomma Imprenting è nell'aria, basta solo trovare la persona giusta, che molto spesso si nasconde hai nostri occhi, oppure è li..pronta ad aspettarci da sempre. Ma quando sai che finalmente l'hai trovata, non puoi più far finta che non esista, non si può tornare al punto di partenza, l'amore non accetta passi indietro. Imprenting è una cosa seria che può scombussolarti la vita o rendertela migliore.

Oggi avevo dato uno sguardo alla sua vita, al suo mondo, dove vive, cosa fa, ma nulla di tutto questo un giorno sarebbe stato mio.La mia vita era li, sulla terra e non potevo cambiare le cose, anche se avessi parlato con Brenda le cose non sarebbero cambiate. Ma poi cosa avrei fatto? lasciato in superficie Emily e Joseph cosi per sempre?, li avrei fatti stare male, avrebbero sofferto per me, ma poi anche se avessi voluto dirgli addio mica potevo dirgli vado a vivere in un altro universo!?. Emily era mia sorella maggiore e era l'unica persona che restava della mia famiglia. I nostri genitori ebbero un incidente stradale anni fa, dovevano venire a prenderci da una festa, ma non si presentarono mai più, molte ore dopo avemmo la notizia che erano morti, i cadaveri non furono identificati, ma l'auto era la nostra. Da quel giorno io e mia sorella Emily, c'è la siamo sempre cavate da sole e ora non posso abbandonarla anche io.

-Hey che ne dici se ci riposiamo un pò, poi questa notte prima dell'alba ti riporto all'ascensore.

Disse Sall stringendomi il braccio sotto al mio seno mentre alzò le lenzuola fin su le nostre teste in modo che sembrasse una cosa più intima che mai. Mi voltai per guardarlo nei suoi occhi, le sue ciglia erano cosi lunghe che quasi le invidiavo. Ecco mi ero già persa nei suoi occhi, e non esisteva più nulla, era successo già altre volte, ma questa volta avevo le ore contate. Sapevo che voleva riportarmi indietro sul serio, e che non ci sarebbero stati altri momenti intimi come questi, gli unici che potevo ricevere erano quelli con Joseph, ma non era la stessa cosa, nonostante siano la stessa persona di mondi diversi, io amavo solo profumo che emanava la pelle di Sall, e sapevo che fin quando vivrò saprò che esiste, e questa volta sarà lui il mio tormento.

- Ci rivedremo?. Dissi a voce bassa, come se non volessi farmi sentire da lui, ma solo dal suo cuore.

Sall iniziò un pianto strozzato e non feci in tempo che mi abbracciò per primo cosi stretta che quasi mi mancava il fiato, ma non gli dissi nulla, stargli cosi vicino era la cosa più bella che potesse succedere in questa giornata buia.

Restammo in silenzio ad ascoltare i nostri respiri ancora per un ora, poi rifacemmo l'amore per l'ultima volta prima che io varcarsi l'entrata di quel maledetto ascensore.

Entrai all'interno, le porte si chiusero, ma prima osservai Sall che senza voltarsi andò via armato della sua balestra nel caso qualche guardia gli avesse fatto problemi, pensavo si voltasse per salutarmi almeno un ultima volta, ma invece le porte si chiusero e lui sparì per sempre.

Era assurdo ritornare a casa dopo ciò che avevo vissuto, ero scioccata, un viaggio oltre l'impossibile, una fuga di esplosioni e..l'addio più brutto della mia vita. Chi mai avrebbe creduto a una storia simile. Ma dovevo appuntare tutto ciò che avevo visto prima che i miei ricordi iniziassero a svanire. Durante il tragitto verso casa mi concessi una distrazione, non potevo tornare a casa con il viso pieno di lacrime cosi chiamai Joseph. La sua voce era calma e impastata come se si fosse appena svegliato. - marcy perché mi chiami alle sei del mattino? É successo qualcosa?

Già era l'alba me ne ero proprio dimenticata, inventai una scusa.

- eh no é che mi mancavi..e comunque non voglio più che mi si chiami Marcy.

- hai suoi ordini principessa, pensavo che ti piacesse.

La telefonata terminò cosi, senza neanche un ciao, ormai non avevo voglia di sentire più nessuno, volevo Sall solo lui poteva salvarmi da questa agonia. Salii in camera arrampicandomi dalla finestra, mi aggrappai alla grondaia, dovevo fare piano Emily non doveva sapere che stavo rientrando ora. Pochi istanti dopo ero nel mio letto. Scrivevo di Sall, di ciò che avevo visto quella notte, li sotto i fondali marini dove nessuno immaginerebbe ciò che ho trovato io, una città, un mondo parallelo che però mi appartiene solo in parte. E che presto trovero il modo di ritornarci. Magari alla prossima tempesta vero Sall?,gridai nei miei pensieri come se potesse arrivargli alle sue orecchie.

Era assurdo come in poco tempo potessi amarlo piu di Joseph, pochi ricordi parlavano di lui e pure sembrava che lo conoscessi da una vita, come se io e Sall fossimo stati progettati per stare insieme, per sempre.

Riposi il diario nel cassetto e chiusi un po' gli occhi per riposare, ma due minuti dopo vedo sbucare dalla mia finestra un piede, una gamba, poi l'altra..era Joseph. Feci finta di dormire mentre lui si avvicinò piano al mio letto per non svegliarmi anche se col tutto il casino che aveva fatto credo che chiunque si sarebbe svegliato in quel momento. - buongiorno piccola, abbiamo fatto baldoria senza di me ieri sera eh. Hai ancora indosso i vestiti di ieri. Disse Joseph sarcastico per farmi notare che ero ridotta male. Feci finta di non sentirlo e continuai a dormire di lato. Lui si distese al mio fianco e continuò ad abbracciarmi. - Marcelline cos'è questo simbolo sul braccio nero? Fammi vedere.

Mi alzai di scatto e raggiunsi lo specchio del bagno difronte la mia camera chiudendomi la porta alle spalle. Joseph incredulo della mia reazione mi segui ad origliare dietro la porta, ne potevo sentire la presenza, l'odore e il respiro dietro quella porta. Sul mio braccio destro era comparso un tatuaggio dai simboli tribali nero, era costituito da due linee spesse nere e da vari ghirigori pero sembrava incompleto come quello di Joseph e Sall. Certo ora avevamo tutti lo stesso tatuaggio, io e Sall dopo aver attraversato il faro si sara formato li..ma Joseph? Come faceva ad averlo lui non era un cercatore, lui non lavorava per Brenda o forse si? Forse anche lui aveva attraversato quel confine proibito. Ma se cosi fosse vorrà dire che lui ora sa che l'ho attraversato anche io.

Provai a sciacquarlo via con l'acqua ma non venne via ormai era impresso sulla mia pelle e dovevo nasconderlo. Uscii dal bagno e Joseph subito mi aggredì chiedendomi dove e perché me lo ero fatta, gli mentii ma lui non si bevve la mia versione cosi agitato mi lanciò due biglietti per il luna park e scappo via accennando che ci saremmo visti quella sera e ne avremo riparlato. Mia sorella ascoltando le nostre urla salì di sopra ma Joseph era già andato via usando la mia finestra come porta. Emily mi chiese spiegazioni sui biglietti, gli dissi la verità al contrario del tatoo che era stata la prima cosa a notare, ma non era arrabbiata mi sembro solo scossa alla sua vista. Come se avesse visto un fantasma o gli ricordasse qualcosa che io non sapevo.

firmato. tatina300



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