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lavoro pubblicato venerdì 10 luglio 2015
ultima lettura giovedì 9 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Strade diverse

di Orfeo. Letto 430 volte. Dallo scaffale Poesia

Non è passato tanto tempoda quando le nostre stradesi sono divise.Da quando la strada che facevamo insieme,la nostra stradagiù dal caval...

Non è passato tanto tempo
da quando le nostre strade
si sono divise.
Da quando la strada
che facevamo insieme,
la nostra strada
giù dal cavalcavia,
si è biforcata
ed è diventata la mia
e la tua.

Non è passato tanto tempo
da quando il vento
ha posato la polvere
del nostro castello crollato
e già mi sento
evolvere,
scappare dal nostro passato.
E sei come un'estranea.

Non è passato tanto tempo
ma tu che sapevi tutto
prima
ora
non sai più niente.
Non sai che fumo per disperazione?
Che non mangio più un'intera porzione?
Ho lo stomaco ristretto
perché mi hanno detto
che l'amore è un'illusione.
Ma che dolce illusione!

Lo sai che ora ho dei bei capelli lunghi?
Sempre castani e lisci e al sole rossi,
sempre li vorrei ricci o almeno mossi,
che prima amavi e ora odi come i funghi.
Ma tu odi ancora i funghi e l'insalata?
La paura dei cani è storia passata?
E quei bei viaggi
progettati insieme
- strani miraggi
d'un infecondo seme -
con chi li fai?
Solo con te?
O con gli amici
che ti son stati cari
gli stessi amici
così freddi e lontani?
Ma tu sei fredda e lontana...
Sei proiettata
ancora
indietro.
Sei proiettata
ancora
in me.
E sei come un fantasma.

Tocco altre mani, tocco altre persone
un'altra musa mi da ispirazione.
Ed è sol la sua voce quella che odo
che anche di notte fa lavorar sodo.
Ho già assaporato molte altre lingue,
molte altre gocce del cielo che piove,
moltre altre note di musiche nuove,
solo, in spiaggia, quando il giorno s'estingue.
Ne ho viste di tutti i colori, è vero,
ma tutto il mondo vede in bianco e nero.
Gli odori che amo non sono cambiati:
caffè, gelsomini, sughi passati,
l'aria che è pregna del mare stravolto,
l'odor della pioggia sparsa sul volto.
Per chi ti palpita adesso il cuore?
T'han sussurrato parole d'amore?
Chi ha toccato la tua pelle di seta?
C'è chi rincorre nei tuoi occhi una meta?
Siamo stati uno,
ora siamo due.
Ci conosciamo ancora?

Non è passato tanto tempo
ma in fondo anche un secondo
può durare più del mondo
e io ero il tuo mondo...
Ma ora non sai nemmeno
che dormo sempre abbracciato al cuscino,
non esco di casa senza accendino,
non sento più le mie vecchie canzoni
ma guardo ancora un po' i vecchi cartoni.
Non sai che mi sento solo e incompreso?
Ma anche da te ero sempre frainteso!
Ho lo stereo sempre acceso
per far fuggire i demoni!
La penna sempre in mano
a espellere i pensieri!
Sai che non sopporto più nessuno?
Ormai mi resta solo il mare
e il vento a cui parlare.
E ululo anche a Dio
nella luce lunare.
Ma non mi risponde.
E con te era così facile parlare!
Amarti era così facile.
Così facile!

Non è passato tanto tempo
e a volte ancora ti penso.
Il nostro amore era come l'autunno
ancora caldo, ma si andava spegnendo.
Perché io ti amavo, ti amavo come un pazzo
ma ti lasciavo, sola, al peso del masso.
Io vivevo, solo, sulla mia isola sperduta
guardavo da lontano la vita degli altri,
disinteressato,
perché dovevo ancora capire la mia.
E ora ho capito
che non ti ho mai lasciata entrare
nei miei pensieri,
in me,
perché prima volevo riuscirci io.
Come una rondine
perennemente in volo
in cerca del suo nido.
Cercavo me stesso
volando da te.
Sono scappato
perché ho scoperto
che ero diverso
dall'uomo che amavi.
E ora che mi conosco,
ora so che non mi hai mai conosciuto.



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