ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 10 luglio 2015
ultima lettura martedì 10 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Come un raggio di sole

di Lenora. Letto 414 volte. Dallo scaffale Amore

Perfetto. Tutto stasera è assolutamente perfetto.Deve esserlo! Per forza, dato che tra un paio di ore la mia vita sarà completamente str...

Perfetto. Tutto stasera è assolutamente perfetto.
Deve esserlo! Per forza, dato che tra un paio di ore la mia vita sarà completamente stravolta da quello che accadrà nei prossimi mesi a venire.
Non posso ancora crederci. Mi sposo ed allo stesso tempo diventerò papà.
Cioè... Le due cose non accadranno lo stesso giorno, sia chiaro...
Greta, la mia meravigliosa fidanzata a cui tra poche ore chiederò di diventare mia moglie, dieci giorni fa mi ha comunicato di avere un ritardo di due settimane e di essere probabilmente incinta.
La notizia mi ha del tutto sopraffatto e lì per lì non ho saputo cosa risponderle.
Tra l'altro anche lei sembrava sconvolta dalla cosa, tant'è che mi aveva comunicato di non aver ancora fatto il test per avere la certezza, ma penso che il mio esitare l'abbia spaventata ancora di più, facendole credere che io non abbia preso bene la cosa. Infatti da allora non me ne ha voluto più parlare, troncando sul nascere ogni mio tentativo di ritornare sull'argomento.
Ovviamente le cose non stanno come lei crede. Si perché, da quando l'ho saputo, non faccio altro che pensarci e sono arrivato alla conclusione che probabilmente questa è la notizia più bella che io abbia mai ricevuto in tutta la mia vita. Persino più bella di quando, ancora sconosciuto nel mondo della fotografia e nella moda, sette anni fa mi hanno comunicato che avrebbero esposto alcune mie foto al MOPA di San Diego.

Approfittando della meravigliosa serata estiva, ho organizzato una cenetta intima nel terrazzo del mio appartamento, dove, con l'ausilio della luce di alcune candele ed una musica soft, ho cercato di creare un'atmosfera molto romantica.
Per la cena invece, dato che io sono un disastro in cucina, mi sono affidato alle magiche mani di "Alfredo", il cuoco italiano che lavora nel nostro ristorante preferito e che mi ha fatto l'immenso favore di venire a preparare il tutto a domicilio in occasione di questa serata particolare.
Quando è andato via mi ha fatto i suoi auguri, raccomandandomi di fargli sapere quando sarebbe stato il lieto evento, così da tenersi libero per poter cucinare personalmente al nostro banchetto di nozze...
Considerando che la sua agenda lavorativa è piena per i prossimi cinque anni, non so voi ma io questa cosa la vedo come un segno che la serata andrà a gonfie vele!

Ho detto a Greta di passare per le 20,00 ma lei non è mai puntuale così è in ritardo di dieci minuti.
Mi sento nervoso e non vi nascondo che sta per venirmi un attacco di ansia.
Mi succede sempre quando sono sotto stress ed adesso credo di esserlo come non lo sono mai stato in vita mia... E credetemi se vi dico che nel lavoro che faccio, anche se a molti può sembrare il lavoro più interessante del mondo, le situazioni ad alto livello di stress sono praticamente all'ordine del giorno.
Josh mi ripete di continuo che dovrei fare come lui, ovvero cercarmi una valvola di sfogo per evitare di trovarmi in situazioni del genere.
Lui ad esempio quando è particolarmente nervoso e stressato tira giù a colpi di kick boxing un vecchio sacco da box che si è fatto installare nella sua palestra personale. Credo di aver perso il conto di quante volte ha dovuto far ristrutturare il tetto di quella stanza, dato che oltre al sacco, spesso e volentieri tira giù anche il gancio con tutto l'intonaco.
Prima che ve lo chiediate... Si... Il mio amico ha dei piccoli problemi con la gestione della rabbia, molti più dei miei credo... Tuttavia non credo che tirare calci ed pugni ad un sacco inerme sia la soluzione migliore per me. Non sono mai stato un amante degli sport violenti, sono sempre stato un tipo da jogging leggero al parco, o una sana nuotata in piscina o ancora meglio nell'oceano... Ma non sempre il mio lavoro mi permette di avere dei momenti liberi ed il mio appartamento non è grande quanto quello di Josh così da potermi permettere una palestra personale, per cui... Mi tengo il mio stress accumulato.

Finalmente sento il suono del citofono, è Greta.
Quando entra nel mio appartamento mi appare bellissima come sempre. Le sue origini portoricane emergono in ogni centimetro del suo aspetto. Dagli occhi neri e profondi, alla bocca carnosa e sensuale, fino ai lunghi capelli scuri e lucidi. Inoltre, la sua pelle ambrata e le sue curve sinuose sono sempre esaltate da abiti dai colori caldi e dalle linee aderenti, proprio come il corto abitino rosso che indossa adesso, la cui profonda scollatura sul seno e sulla schiena nuda, non lascia proprio nulla alla mia immaginazione.
Si avvicina per baciarmi, ma un forte e persistente odore di agrumi mi pizzica immediatamente il naso provocandomi così la solita reazione a catena di starnuti.
«Dovresti fare qualcosa per questa assurda allergia che hai al mio odore! Sta cominciando davvero a darmi i nervi! » commenta allontanandosi subito da me con aria visibilmente infastidita
«Lo sai che non sono allergico al TUO odore nello specifico, ma al profumo degli
agrumi in generale di cui, sfortunatamente, è composta quella roba che ti ostini a voler usare. Ti ho regalato decine... Forse centinaia di altri profumi ai quali non sono affatto allergico, ma tu sembra che ti ostini a voler usare sempre queste porcherie devastanti per il mio sistema immunitario! »
«Bhè... Si da il caso che io invece le adori! Ad ogni modo... Sono contenta che tu mi abbia invitata qui a cena da te e non fuori... C'è una cosa di cui devo parlarti ed un ambiente più comodo e familiare credo sia più adatto» commenta con aria seria.
Qualcosa mi dice che finalmente ha fatto il test ed è risultato positivo. Quindi questo vuol dire che... Sarò padre!
La felicità che provo a quel pensiero mi fa venire voglia di abbracciarla e riempirla di baci ma quando mi precipito verso di lei per farlo ecco che vengo bloccato da un'altra raffica di starnuti, questa volta più violenta di quella precedente.
«Alex, per favore! Vuoi prenderti un dannato antistaminico?» urla irritata lei allontanandosi in terrazza quasi disgustata mentre io sono costretto a precipitarmi verso l'armadietto dei medicinali imprecando contro quel maledettissimo odore.

Dieci minuti ed un antistaminico dopo, l'attacco allergico sembra essere finalmente passato e possiamo finalmente cominciare la serata.
Quando arriva il momento del dolce, come da programma, le propongo di spostarci nel piccolo gazebo. La scatolina con l'anello che per tutto il tempo ho tenuto dentro la mia tasca, pesa come se fosse un'abbondante manciata di grossi sassi.
Greta ha l'aria distratta. Durante la serata è stata molto taciturna e pensierosa. Credo di capire cosa le passi per la testa. Ha paura che io reagisca male alla conferma della sua gravidanza e che l'abbandoni facendole affrontare tutto questo da sola.
«Ti sei dato molto da fare stasera...» commenta guardandosi intorno con aria sempre più assorta.
Povero amore mio... Chissà come deve essere angosciata! Ma presto le farò spuntare il sorriso sul quel suo meraviglioso volto e cominceremo una splendida vita insieme.
«Ci tenevo che fosse una serata speciale...» le rispondo facendo il misterioso e stringendo piano la scatolina come per rassicurarmi che sia ancora li «Devo parlarti anche io di qualcosa... Ma prima vorrei sapere cosa volevi dirmi »
La vedo irrigidirsi improvvisamente e, come solitamente fa quando è nervosa, comincia a strofinare freneticamente le dita sull'orlo del suo abito, come se stesse togliendo via dello sporco inesistente.
Si schiarisce due volte la voce ed il suo sguardo si concentra sulla fiamma di una candela che lentamente si sta consumando.
«Alex... Credo che sarebbe meglio che ci prendessimo un periodo di pausa»
E' incredibile come la mente agitata di un uomo ansioso possa giocare certi scherzi e farti capire una cosa per un'altra.
Le sorrido incurante della sensazione di smarrimento ed incredulità derivata dalle parole che mi è sembrato di avere appena sentito.
«Scusami tesoro... Ma non credo di aver capito bene quello che hai appena detto. Potresti per favore ripeterlo?»
Greta questa volta alza gli occhi verso di me e rivolgendomi uno sguardo spazientito pronuncia le stesse identiche tremende parole che prima speravo, o comunque mi illudevo, di non aver capito.
Improvvisamente mi sento come se il mondo mi stesse crollando addosso. Riesco persino a sentirne il suono dei pezzi che sgretolandosi cadono giù.
Il sorriso mi si congela sul viso come se fossi stato colto da un'improvvisa paralisi. Greta continua a parlare ma non sento nulla di quello che dice. Nella mia testa tutto è sovrastato da un ronzio proveniente da entrambe le orecchie. Possibile che qualche strano insetto esotico vi abbia fatto il nido all'interno, proprio come è accaduto a quel tizio che ho visto l'altra sera alla tv?
« Credimi non è una scelta facile per me ma ci ho riflettuto parecchio negli ultimi mesi...»
Il ronzio finalmente termina e torno alla realtà «Mesi? Vuoi forse dirmi che sono mesi che hai dei dubbi sulla nostra relazione ma che me lo stai dicendo solo adesso? Bhè... Grazie per avermi almeno messo al corrente del fatto che tra noi è finita!» le rispondo alzandomi di scatto per andare a spegnere le candele e quella maledetta musica di sottofondo che comincia a darmi i nervi. Direi che l'atmosfera rilassata e romantica può andare a farsi fottere!
«Alex... Io... Io adesso penso che per me sia importante concentrarmi totalmente sulla carriera e non avere distrazioni»
Mi blocco mentre sto spegnendo e mettendo dentro il sacco nero della spazzatura una delle candele ormai completamente consumata dalla fiamma «Distrazione? E così io per te sarei solo una distrazione?» le chiedo incredulo e sempre più nervoso.
«Non intendevo questo... Ho capito che se continuassi a stare con te non sarei concentrata al 100%. Che comunque la tua presenza mi ostacola dal fare molte cose che ora come ora potrebbero essermi di aiuto»
«Intendi forse dire che sono un intralcio per la tua carriera? Spiegami quando mai ti ho impedito di fare qualcosa o non ti sono stato accanto! Se intendi quando mi hai detto del bambino...»
«Bambino? Quale bambino scusa?» mi guarda come se avessi appena detto che la terra in realtà è quadrata e non rotonda.
«Quello che pensi di portare in grembo! Senti... Lo so che pensi che io sia terrorizzato dalla notizia e che non voglia...»
«Oh! Quel bambino! No per fortuna il problema è stato risolto!»
Quelle parole mi fanno gelare il sangue nelle vene «Che intendi con "il problema è stato risolto"? Non avrai mica...» non riesco nemmeno a pronunciare quella parola.
«No, certo che no! Non ho abortito. Era solo un falso allarme. La settimana scorsa ho avuto il ciclo. Probabilmente si trattava solo di un po' di stress»
«Ed ovviamente non hai ritenuto opportuno informarmi della cosa...» aggiungo deluso ed amareggiato mentre un turbine di emozioni contrastanti mi travolge alla notizia che non ci sarà nessun bambino e, da come si stanno mettendo le cose tra me e Greta, nessun matrimonio.
«E di cosa avrei dovuto informarti scusa? Il problema era sparito... Ho pensato che non era necessario dirtelo »
«Certo... In fondo "Il problema" come lo chiami tu, non mi riguardava affatto... Alla fine non si trattava dell'ipotesi che tu portassi in grembo mio figlio!» la ammonisco rabbioso mentre sfogo tutta la mia ira e la mia frustrazione gettando con forza i resti della cena nel bidone ormai colmo.
Mi osserva per un istante in silenzio. Poi aggiunge esitante «C'è un'altra cosa che devo dirti...»
Mi volto verso di lei guardandola con un'espressione carica di risentimento e delusione «Cos'è? Il giorno delle confessioni oggi? Avanti spara... Cos'altro hai deciso per entrambi non ritenendo necessario il mio parere?»
«Ho deciso di accettare un incarico fuori...»
Annuisco prendendo atto della notizia e riprendo a ripulire gli avanzi della cena senza rivolgerle alcuno sguardo.
«Partirò tra tre giorni...» aggiunge aspettandosi che le dica qualcosa ma continuo ad ignorarla.
Non ottenendo alcuna risposta o reazione da me la sento chiedermi «Tu invece cosa volevi dirmi?»
Mi interrompo di nuovo per guardarla questa volta con un'espressione incredula. Lei come se nulla fosse aggiunge «Mi avevi detto che anche tu avevi qualcosa da dirmi...» ha anche il coraggio di farmi un sorriso!
Il suo atteggiamento freddo e distaccato mi lascia sgomento e riesco solo a dire «Nulla di importante. Ti auguro buona fortuna per tutto. Ora scusami ma come vedi sono impegnato... Non ti trattengo oltre»

Riprendo a sistemare il terrazzo ignorandola. Dopo un lungo momento di silenzio sento il rumore dei suoi tacchi passare dal pavimento del terrazzo a quello del soggiorno e dopo un breve attimo la porta dell'ingresso richiudersi.
Interrompo la mia frenetica pulizia per mettermi seduto su una delle poltroncine del gazebo.
L'aria è diventata più calda e mi apro la camicia cercando di avere un po' più di fresco.
L'angolo della preziosa scatola che conservo dentro la tasca mi preme forte su una coscia provocandomi un leggero fastidio. La tiro fuori e la apro.
Il piccolo solitario brilla in tutto il suo splendore. Lo sfilo dalla custodia e me lo rigiro tra le mani mentre mi alzo e mi dirigo verso la ringhiera.
Fa davvero caldo stasera. Si soffoca.
Riguardo l'anello che continuo a rigirarmi tra le mani. Faccio un lungo e profondo respiro e mi esibisco in un lancio "sinker", che avrebbe sicuramente reso fiero il mio allenatore di baseball del college.
Alzo gli occhi verso il cielo. Alcune nuvole si stanno avvicinando. Probabilmente nonostante il caldo, stanotte pioverà. Spero solo di riuscire a dormire.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: