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lavoro pubblicato martedì 7 luglio 2015
ultima lettura domenica 31 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Al mio amore mai nato

di Yesdaja. Letto 510 volte. Dallo scaffale Generico

Ho nostalgia di un ricordo mai vissuto. Ho sentito il calore dell'abbraccio, sempre e solo sognato. Seduti sull'asfalto, quella sera, ho preso un bast...

Ho nostalgia di un ricordo mai vissuto. Ho sentito il calore dell'abbraccio, sempre e solo sognato. Seduti sull'asfalto, quella sera, ho preso un bastoncino e seguivo, scherzando, il contorno delle tue mani, grandi e scure, con i pollici larghi al centro, le unghie bianche bianche, corte, limate. Ho indugiato su ogni increspatura, su ogni piccola ruga, sui calli delle dita per via della chitarra e del contrabbasso.Tu un po' mi guardavi, un po' non prestavi tanta attenzione, un po' pensavi ad altro ma, ogni tanto, il solletico ti destava dai tuoi pensieri lontani e tornavi a guardarmi e ridevi, un po' perplesso: sembravo un enorme bambino che giocava ad un gioco silenzioso e stupido. Invece no, no che non lo era! Io in realtà facevo finta di disegnarti, di essere la pregiata matita che dava vita ai tuoi contorni, riempiti della tua così profonda e misteriosa essenza. Mi sentivo l'artista più benedetto del mondo e sarei stato lì a tratteggiarti per ore ogni parte del corpo, ogni dettaglio. Ma poi tu ti alzasti e non tornasti più a sedere lì.
Dolce amore, amore non mio
ma non per questo meno amato
amor sublime che non sei mai nato
ma che comunque bruci più del fuoco
eppur m'affoghi nel tuo salato rivo.
Sì misterioso, intenso e sospirato
che alla fine te ne andasti via.
Iridea luce nei tuoi occhi splende:
io so che mai vedrò qual'essa sia,
che riscalda il cuore mio finché s'accende
nel falso paradiso di una fantasia.
Perdona se ti chiesi sempre scusa,
e se ti dissi della malinconia
così presto, davvero, non si usa
lasciarti solitario lì in balìa
di paure, dubbi, traumi e desideri
ch'erano e son solo nella mente mia.
È qui che io conservo il dono mai avuto
del tuo corpo stanco che s'appoggia al mio,
di quel perfetto viso sì mirato eppure sconosciuto,
il tuo ridente volto che or mi dice addio.
Qui quante cose dissi piano, mormorando
parole così tiepide da confondersi con baci
Oh i baci! I baci! Qui quanti te ne diedi!
e quanti ancora ne darò cantando!
Eppure lo so bene, sto sognando:
il tempo dell'amore mio sublime
è quello del bambino un po' distratto
che si fa rubare tanto scioccamente
i disegni dal vento farabutto
che li solleva e scuote, quasi essere vivente,
sicché l'infante crede di potere
aprire ali per il cielo intatto.
Invece il vento viola corpi morti,
danzando coi cadaveri di sogni
del cielo stelle anemiche, livide bandiere,
quel cielo troppo duro per le ali,
per chi muore di sete senza saper bere.

Però tu dolce amore, amor non mio
ma non per questo meno amato,
tu sarai per sempre il pensiero sospirato
il più feroce, onesto, il più sublime
che stilla lentamente dal petto mio squarciato.



Commenti

pubblicato il martedì 7 luglio 2015
AnnaRossi, ha scritto:
pubblicato il martedì 7 luglio 2015
AnnaRossi, ha scritto: Mi ha colpito molto la tua opera,intensa e profonda.Molto bella.Ciao
pubblicato il martedì 7 luglio 2015
zero1in2condotta, ha scritto: Molto bella, trasmette un'emozione... magistrale. :) =sorriso
pubblicato il martedì 7 luglio 2015
Yesdaja, ha scritto: grazie AnnaRossi e zero1in2condotta. Questo significa tanto per me...
pubblicato il mercoledì 8 luglio 2015
pepper, ha scritto: mi piace molto

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