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lavoro pubblicato domenica 5 luglio 2015
ultima lettura venerdì 6 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Grantiër II

di Aleline. Letto 484 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo II << Signora, Medelios era fuori di se per il ritardo! >> Esclamò la domestica, a quelle parole Aleline accelerò il passo, trovandosi a correre per le strade del castello. La sala riunioni era al primo piano, pe...

Capitolo II

<< Signora, Medelios era fuori di se per il ritardo! >> Esclamò la domestica, a quelle parole Aleline accelerò il passo, trovandosi a correre per le strade del castello.

La sala riunioni era al primo piano, per fortuna. Il corridoio di quel piano era decorato con i stendardi del suo impero, in alcuni tratti, il muro era decorato da un affresco che rappresentava una scena da guerra.

<< Aspettami qui, mi raccomando >> Ordinò Aleline alla serva, lei abbassò la testa e si mise contro il muro con la testa ancora bassa.

Sospirò e decise di bussare e sentendo la calda voce di Medelios dall'altra parte entrò, la stanza era scura, spoglia, se non per due armadi ed il tavolo al centro. Intorno al tavolo presero posto otto capi militari, il loro abbigliamento era altezzoso e sofisticato, erano seduti su delle sedie di legno scuro, molto meno curate dello scranno su cui sedeva Medelios, la stanza era illuminata da parecchi candelabri a muro, aveva un profumo muschiato ed Aleline provò un brivido ad entrarci.

<< Al momento giusto, mia amata >> Sorrise amaramente Medelios alzandosi << Signori, sarei lieto di presentarvi la mia compagna, Aleline Stella Splendente >> E detto questo si avvicinò alla ragazza e prendendole dolcemente la mano accompagnandola allo scranno vicino a lui, altrettanto curato e pieno di intarsi.

<< Sono stata trattenuta da Grendel, chiedo perdono per il mio ritardo >> Ma non ricevette altro che una terribile occhiata da parte di Medelios.

<< Ne parliamo dopo >> Sussurrò senza farsi sentire dagli altri, rivolse lo sguardo verso i capi militari e cominciò a parlare per quelle che sembravano ore, Aleline allora si concentrò a seguire gli intarsi e le decorazioni sopra il suo scranno e a trovare un epiteto che le piacesse, ma tutti quelli a cui pensò erano più divertenti che temibili, la stanza era priva di finestre, perciò le fu impossibile capire che ore fossero.

<< Chiederei troppo se dopo aver sconfitto i Ankheg volessi il loro territorio? >> Domandò uno degli uomini intorno al tavolo.

Da quello che capiva Aleline, quell'uomo si chiamava Lavs, era alto almeno quanto Medelios, aveva i capelli biondi e lunghi fino alle spalle, al contrario di quello di Medelios, il volto di Lavs stava mostrando i primi segni del tempo, gli occhi erano piccoli ed infossati, Aleline pensava fossero verdi, la barba gli cresceva fin quasi a metà petto, era curata e priva di nodi, ma ciò che colpì di più Aleline fu la sua mano destra, non aveva l'indice. La sua voce era dura e gutturale, ogni volta che alzava la voce sembrava dovesse scoppiare un temporale.

<< Ora ti pongo io una domanda Lavs >> La voce di Medelios fece trasalire Aleline che era attenta a osservare i particolari del condottiero che aveva parlato prima << Chiederei troppo se prendessi tuo figlio, che ora probabilmente starà vagabondando per la mia città, e lo rendessi mio servo? Manipolandolo come meglio ritengo? >> Domandò sporgendosi sul tavolo.

Aleline si accigliò, non poteva immaginare il fatto che Medelios stesse negoziando una terra per un giovane ragazzo, fissava il capo militare, implorandolo con gli occhi a non accettare la folle richiesta.

<< Medelios, abbiamo abbastanza servitori... >> Cercò di convincerlo Aleline, ma lui la zittì con un cenno della mano.

<< Inoltre... >> Fece scorrere il dito su un nodo che era nel tavolo << Tua figlia minore potrebbe tranquillamente servire la mia amata >> Sorrise << E quella maggiore potrebbe tranquillamente essere madre di alcuni guerrieri >>

Aleline allungò la mano in modo da prendere quella di Medelios, quando la toccò, fu sorpresa dalle vene che gli spuntavano dal dorso, lui sentì il contatto e prese la mano con delicatezza, osservò le vene che piano piano rallentarono le loro pulsazioni e si rilassarono.

Calò il silenzio, Lavs stava veramente prendendo in considerazione il fatto di vendere i propri figli per delle terre, in quel momento Aleline provò solamente un grande disgusto, non aveva mai avuto dei figli, Medelios non glie-l'avrebbe permesso, ma si sentiva in dovere di difendere quei ragazzi come fosse la loro madre.

<< E vendendoti i miei unici figli, potrei avere quelle terre? >> Domandò Lavs passandosi le dita fra la folta barba, come risposta ricevette il cenno di Medelios.

<< Medel... >> Cercò di interrompere la ragazza, ma lui le strinse la mano più forte, interrompendo la sua frase e facendola imprecare silenziosamente fino a che la stretta non si allentò.

<< Non obbligarmi a prendere decisioni che non vorrei prendere, Aleline >> Sussurrò voltandosi verso di lei e accarezzandole una guancia, le sue mani erano fredde ma delicate, vedendo che non aveva possibilità di cambiare l'idea del suo compagno, provò nuovamente a convincere con lo sguardo il condottiero militare a non accettare.

Quando prese una decisione, Lavs batté il pugno sul tavolo, tirando un'imprecazione, sorrise amaramente e nei suoi occhi, Aleline parve scorgere delle lacrime, che pochi istanti dopo svanirono.

<< E così sia >> Sospirò << Se devo lasciare i miei figli nelle tue mani per avere una terra fertile e prosperosa lo farò >>

Se Medelios si sorprese della scelta, non lo diede a vedere, ritornò con la schiena dritta contro lo schienale.

Ma questo è folle, cosa ci farà poi se non ha figli? Pensò Aleline.

<< Permettimi, mio signore, di lasciare mia moglie qua, dopo aver attaccato e speriamo anche vinto, manderò una lettera e mi farò raggiungere alle terre di Ankheg, è l'unica possibilità che mi rimane per avere dei successori, non voglio trascurarla >>

Prima che Medelios potesse parlare intervenne Aleline, non curante della mano che le veniva stretta con forza dal compagno, aveva preso un colorito viola.

<< Se non ti dispiace, Lavs, sarei onorata ad accompagnare la tua donna fino a quelle terre >>

Il viso del condottiero si illuminò mentre lei non riuscì a trattenere una smorfia di dolore e con sua sorpresa Medelios le lasciò la mano, notando lo sguardo preoccupato dei suoi ospiti.

<< Aleline Stella Lucente, ti ringrazio molto per la tua nobile offerta, tuttavia, non vorrei che corressi pericoli per me >>

<< Lavs, mi sento offesa da quest'affermazione, sono in grado di attraversare un fiume di lava uscendone illesa >> E sorrise pensando che, ovviamente, non avrebbe mai potuto farlo.

Il condottiero serrò le labbra, non sapendo come scusarsi << Mia signora, le sono in debito >>

La riunione continuò fino a poco prima dell'ora di cena, continuarono a discutere su quali fossero le strategie migliori per conquistare i territori di Ankheg e per fortuna, pensò Aleline, non c'erano stati spargimenti di sangue o altre negoziazioni tra figli e terre, come invece avrebbe voluto Medelios.

Ankheg era una piccola striscia di terra che dava sul mare, certo, poteva essere una grande possibilità di commerciare e sfruttare le acque, ma Aleline non capiva ancora come un padre fosse riuscito a vendere i propri figli per una terra.

Era una delle poche terre che l'esercito di Medelios non aveva ancora conquistato, lì, regnavano creature malvagie e altrettanto spietate che portavano il nome della loro stessa terra.

Aleline non gli aveva mai visti, ma dai racconti di Grendel, capì che erano creature a sei zampe, il loro corpo era uguale a quello di una larva, solo che, loro erano più grandi di due spanne rispetto a un umano, Grendel aveva condiviso alcuni ricordi di quelle creature, indossavano armature fatte apposta per loro, sulla punta di ogni zampa, crescevano piccoli spuntoni, che rendevano più facile uccidere le proprie prede, la bocca era rotonda, su tutto il diametro sorgevano tre file di denti aguzzi e splendenti, da quello che poteva capire, avevano una lingua propria, i loro urli però, erano macabri, ogni volta che li sentiva tramite i ricordi di Grendel, si tappava le orecchie e lo implorava di far finire quella tortura.

Alla fine dell'incontro, Medelios congedò i condottieri e rimase solo con Aleline nella stanza delle riunioni.

<< Quante volte devo dirti che non devi essere in ritardo? >> Domandò lui, la schiena ancora contro lo schienale e il mento appoggiato al pugno, non degnandola di uno sguardo, anzi, fissava la porta d'entrata.

<< Sono stata trattenuta da Grendel, ho cercato di venire qua più in fretta possibile >> Non era la prima volta che mentiva a Medelios e ringraziò il fatto che la sua mente fosse ancora libera, in caso contrario, si sarebbe subito accorto delle sue bugie.

<< Immagino che stavate parlando di cose serie allora >> E solo alla fine della frase si voltò verso di lei, la guardò per pochi attimi e poi si alzò, raccogliendo tutte le carte che erano state messe sul tavolo e andando a metterle in uno degli armati. Poco dopo anche Aleline si alzò, si appoggiò contro il bordo del tavolo e osservò Medelios << Si >> Sussurrò cercando di trasmettere convinzione con gli occhi.

<< Non voglio sapere altro >> Si avvicinò alla sua donna e le prese le mani << E quando io sto negoziando non voglio che tu ti intrometta in... >> Prima che finisse la frase Aleline lo baciò.

<< Abbiamo già abbastanza servitori, non pensi che altri sarebbero d'intralcio? >> Mormorò avvicinandosi al suo orecchio, cercando di far cambiare idea al compagno.

<< Magari ne elimino alcuni >> Rispose lui prendendo Aleline dalla vita e avvicinandola a lui << Inoltre, Stella Splendente, ti impedirò di andare insieme a quella donna, è un viaggio lungo e pericoloso >> La baciò di nuovo.

<< Mi insegnerai a volare con Grendel e andrò con lui >> Sorrise << Non pensi che sia degna di imparare quest'arte? >>

Lui la baciò di nuovo, Aleline sentii le labbra di Medelios piegate in un sorriso e cominciò a ridere dolcemente, cercando di stregare il suo “amato”.

<< Aleline, la tua risata è paragonabile al canto degli uccelli all'arrivo della primavera, sinceramente? Neanche gli elfi riescono a eguagliare la tua voce >> Lei gli passò la mano tra i capelli, poi la posò a coppa su una delle sue guance << Ti insegnerò a volare con Grendel e libererò quegli inutili bambini, conquisterei tutte le terre dell'impero per te >>

Non sapendo cosa dire a quella manifestazione di amore – Perché amore era, i suoi occhi lo dicevano, il battito del cuore accelerato, i suoi movimenti dolci e premurosi – Si limitò a dire un'altra bugia << A me basti tu >>.

La cena era stata silenziosa e fortunatamente Medelios non alzò le mani sopra nessuno, si limitava a guardare Aleline come faceva di solito, era riuscita a convincerlo a cambiare idea, anche se aveva il dubbio che avrebbe mantenuto le sue promesse, ma in ogni caso, Aleline si sorprese dalla facilità con cui l'aveva sopraffatto.

<< Io devo cambiare quest'armatura mia amata, è stato un giorno impegnativo >> Era stato tutto tranne che impegnativo pensò Aleline.

Allora i giorni in cui ammazzi gente da mattina a sera? Pensò

<< Quei giorni sono i migliori, Grendel è sempre sulla collinetta, se vuoi raggiungerlo io arriverò lì >> Sorrise, si voltò e si avviò a grandi passi verso la sua stanza, fino a quando sparì dietro l'angolo, Aleline osservò le grandi spalle di Medelios in piedi a bocca aperta, non riuscendo a spiegare il modo in cui lui era riuscito a leggere i suoi pensieri, sapeva che la cosa era possibile, ma fino a quel momento, l'unico che parlava mentalmente con lei era stata Grendel.

Dovrà essere un altro dei suoi trucchetti Si guardò in torno per vedere se qualcuno poteva leggere i suoi pensieri come aveva appena fatto Medelios, No, solo lui è capace e la sensazione di paura le avvolse la mente Devo scappare al più presto.

<< Signora, Ibrhigil è pronta >> Lei trasalì quando il servo gli si avvicinò alle spalle, doveva andare al più presto da Grendel a farsi spiegare la situazione, era l'unico che avrebbe potuto darle delle risposte.

<< Crasaya per oggi hai finito >> La ragazza sorrise come liberata da un peso << Ho un'ultima richiesta, domani svegliami dopo la partenza di Medelios >> Appena la ragazza annuì Aleline si sbrigò ad arrivare alla sua giumenta, non voleva perdere nemmeno un secondo.

Questa volta, la giumenta non si fermò a metà collina, il buio nascondeva in parte il grosso drago che era disteso nello stesso punto in cui lo era il pomeriggio stesso, lo tradiva solamente la luce della luna che rifletteva le punte delle squame come piccole gemme, come prima, Aleline legò la giumenta all'albero caduto.

<< Grendel! >> La voce era più alta e preoccupata di quanto avrebbe voluto ed il drago alzò velocemente la testa.

Mia cara, il tuo urlo è stato più alto di quello degli Ankheg! Qual è il motivo di tanta preoccupazione?

Aleline cominciò a raccontare ciò che le era successo pochi attimi prima, aggiungendo le sensazioni che provava << Grendel, sembrava mi avesse incatenando, non avevo paura fino al momento in cui capii che in un certo senso, stava giocando con la mia mente >>

Strano... Parla con me in quel modo quando è necessario, ma non mi fa quest'effetto, in più, tra drago e cavaliere è normale. Non mi ha ancora parlato di aver imparato questa tecnica. Non so se può essere utilizzata in modo negativo nei tuoi confronti. In ogni caso, devi cominciare a difenderti, se ha imparato a farlo, molto probabilmente lo insegnerà anche ad alcuni dei suoi più importanti sudditi, in quel caso chiunque potrà leggere i tuoi pensieri, mia cara.

<< Si ma come? >>

Non lo so, mia cara, cercherò di informarmi meglio, mi preoccupa la tua sicurezza.

La cosa più pericolosa era la possibilità di leggere i pensieri degli altri, era peggio che essere manipolati come marionette, in quei momenti, l'aggressore, poteva giocare con lo sfortunato.

Poteva far compiere cose contro la volontà delle persone, mentre loro erano totalmente consapevoli di ciò che stava accadendo, al contrario di quelli che erano completamente sotto il comando di Medelios – Che erano paragonabili a persone senza cervello e cuore siccome la loro vita dipendeva totalmente dalle decisioni del re – Le azioni che compivano in questo stato potevano perseguirle per il resto della loro vita.

<< Devo andarmene >> Prima che potesse rispondergli, Medelios apparve da dietro la collina.

<< Andare dove, stella splendente? >> Domandò, ma Aleline non fu in grado di rispondere, e non pensò neanche a ciò che aveva discusso con Grendel.

Ci hai impiegato più tempo del previsto, voleva venire a cercarti. Intervenne Grendel.

<< Sicuro >> Rise Medelios legando il suo bellissimo destriero vicino alla giumenta di Aleline, al contrario di Ibrhigil, il destriero di Medelios era molto più muscoloso e più alto, il suo manto era baio, ma all'oscurità apparve nero come quello della giumenta << Aleline Stella Splendente, sappi che so cosa brami, se pensi che sarà facile scappare da qui, allora sei una sciocca >> Le prese il polso e lo strinse con violenza << Ripeto, non costringermi a prendere decisioni che non vorrei prendere, capito? >>

Se non la lasci sarò costretto a farla fuggire io, i tuoi atti di violenza non fanno altro che far crescere la voglia di farla scappare Medelios! La voce di Grendel gli parve così dura che sentì Medelios trasalire, sorpreso anche lui per il modo in cui il suo drago l'aveva minacciato.

<< Ora mi minacci pure? Pensi davvero di riuscire a farla scappare? >>

Medelios, sono stato io a far scappare Fàrnon figlia delle Stelle da tuo padre, posso far scappare anche lei, prendila come vuoi.

Aleline decise che in un momento più opportuno avrebbe chiesto a Grendel di raccontargli quella storia.

Medelios annuì e lasciò il polso di Aleline << In ogni caso, mia amata, non avere paura, leggere i tuoi pensieri non è per farti del male, piuttosto per difenderti, sei una folle se pensi che la vita là fuori >> E indicò un posto lontano << Sia migliore che qui con me >>

Represse la voglia di rispondere o tanto meno pensarla, solamente per paura.

<< Non voglio più avere a che fare con questo discorso, Aleline, saliamo a cavallo, andiamo al lago di Ergen >> Sorrise, andò dal suo stallone e lo slegò.

Se non sono di disturbo desidererei venire anche io.

Mentre Aleline saliva sulla sua giumenta, Medelios aveva affiancato Grendel con il cavallo, si stavano scambiando qualche parola, ma la ragazza non riuscì a capirne nemmeno una, sembrava che il destriero di Medelios non avesse paura di Grendel, anzi, sostava senza timore vicino alle grosse zanne che gli spuntavano dalla bocca.

<< Grendel, lasciami partire per prima, la mia giumenta ha paura di te >> Mormorò Aleline raggiungendo Medelios ed il suo drago, detto questo, Medelios toccò la fronte della giumenta e mormorò alcune strane parole poi si ritrasse sorridente << Ora non avrà più paura di lui >> Aleline lo guardò con aria interrogativa, ma non ricevette spiegazione e non volle nemmeno chiederle.

Ed effettivamente sentiva la sua giumenta meno tesa di prima, più rilassata.

E spronarono i cavalli al galoppo, il lago Ergen distava un'ora di galoppo dalla loro posizione, ma era uno dei più bei laghi in tutto l'impero, si narrava che dentro vi abitassero creature che ancora non avevano un nome, alcuni leggiadre altre spietate.

Il vestito di Aleline svolazzava, rendendola simile a uno spirito nero senza linee precise, Medelios era vestito con dei pantaloni e una semplice camicia color bianco neve, sul petto era disegnato lo stendardo del suo esercito che rappresentava un drago in posizione d'attacco, in fronte aveva la lettera M, alla cintura, c'era appesa la sua spada inguainata in una guaina di ferro, anche quella bianca come il latte, decorata con alcuni glifi dorati, era il suo mantello a volare come se avesse vita propria, il mantello era rosso sangue, mentre i bordi erano di ermellino pensava Aleline, siccome il pelo bianco era punteggiato di macchioline nere.

E Grendel planava sopra i cavalli che non mostravano il minimo segno di fatica nonostante il galoppo che si mostrava lungo o di paura nei confronti del drago, le membrane delle ali erano quasi trasparenti, illuminate dalla luce della luna, si vedevano le vene nere diramarsi come alberi, per poi diventare sempre più piccole, fino a sparire, la sua mole copriva il firmamento più stellato del solito sopra le loro teste. Aleline respirava quella libertà a pieni polmoni, si alzò sulle staffe e lanciò un urlo colmo di gioia, vicino a lei – Sul cavallo che non superava ma non si faceva neanche superare – Medelios scoppiò in una fragorosa risata.

Si lasciò alle spalle tutto ciò che era successo nella giornata.

I cavalli – Ed il drago – Ormai distavano poco dal lago Ergen, anche se Aleline aveva passato tutta l'ora a ridere e urlare insieme a Medelios, si sentiva carica di felicità.

Quale incantesimo avrà mai lanciato? Pensò, le era strano il fatto che riuscisse ad essere così felice.

<< Nessun incantesimo, Aleline, è l'effetto della luna piena! >> La sorprese ancora una volta leggendo i suoi pensieri, gli lanciò un'occhiata, ma poi rise, era veramente la luna piena a fare quest'effetto.

Arrivarono sulle rive del lago e legarono i cavalli ai rami di un albero, ad Aleline sembrò una lamina d'argento, intorno ad essa c'erano alberi che allungavano almeno uno dei loro rami verso il lago, alcuni crescevano perfino fino a toccare la superficie dell'acqua. Alcune rocce spuntavano lungo il perimetro e si sentiva una dolce melodia provenire da sopra una di esse, era suonata con un'arpa e la voce era armoniosa, quasi innaturale, mentre Aleline si stava per incamminare verso l'acqua Medelios la fermò.

<< Shh... Guarda! >> Sussurrò indicandole una roccia posta dall'altra parte del lago, inizialmente Aleline non vide niente, ma con l'abituarsi degli occhi al buio notò una figura femminile, aveva i capelli lunghi color azzurro, aveva i lineamenti del corpo delicati e leggeri, ed era gelosamente coperto con un vestito di seta leggera color porpora, era seduta e suonava una lira, accompagnandola con una melodia.

Restò stupefatta, Grendel si sedette vicino a loro nascondendo le zampe sotto la pancia, inarcando nobilmente il collo e chiudendo gli occhi, sicuramente anche lui stava ascoltando quella sinfonia.

<< E' una ninfa >> Sospirò Medelios << Dovrebbe essere la regina delle ninfe >> Ammise sedendosi e appoggiando la schiena contro un albero.

<< Come mai non l'hai ancora sottomessa? >>

<< Mia amata... Io riesco a controllare solo le creature della terra >>

Aleline si sedette vicino a Medelios, strinse le gambe al petto e Medelios le cinse le spalle con un braccio, era uno dei pochi atti di dolcezza che manifestava, Aleline voleva goderselo.

<< Loro che cosa sono? >> Domandò dolcemente.

Questa volte le rispose Grendel Sono creature divine, lei si chiama Fàrnon, è la loro regina, le ho salvato la vita. La maggior parte delle ninfe possiamo chiamarle immateriali, possono sparire da un momento all'altro se qualcosa non glielo impedisce, tipo catene o cose simili, in tutta la loro storia hanno combattuto solamente due guerre ed io ho partecipato all'ultima, sono perlopiù una razza pacifica.

<< Vorrei provare ad avvicinarmi a lei >> Ovviamente Medelios si stava per rivelare contrario, ma Grendel lo anticipò Lascia che Aleline si presenti a Fàrnon, in ogni caso non oserà farle del male, sente la nostra presenza.

Medelios si limitò ad annuire e Aleline si alzò, avviandosi a grandi passi verso il lago, ciò che l'aveva spinta ad avvicinarsi era la gradevole melodia.

Arrivata sulla sponda del lago la canzone si fermò, Fàrnon si era sicuramente accorta che qualcuno si era avvicinato al suo lago, si alzò e si posizionò in centro al lago, pareva fluttuasse, circondata da un luminoso alone bianco.

<< Chi sei? Perché m'interrompi? >> La sua voce era come se l'aspettava Aleline, femminile, sensuale e delicata.

<< Sono Aleline Stella Splendente, figlia di Mimthrit Spada di Ghiaccio, salute a te Fàrnon >> E si piegò in un inchino.

<< Mimthrit Spada di Ghiaccio dici? >> Aleline si limitò ad annuire << Figlio di Deinone Spada di Ghiaccio? >>

<< Ha preso quell'epiteto da suo padre morto nella guerra contro … >> La ninfa la interruppe.

<< Contro Vakten il Bruto, sì sì, ho combattuto al suo fianco, è stato un grande guerriero, ho sentito che anche suo figlio non era da meno, benvenuta Aleline figlia di Mimthrit, cosa ci fai in queste terre? >>

<< Le tue canzoni sono veramente bellissime, complimenti >> Aleline non voleva rivelare il motivo per il quale lei era lì, seppur non fosse conquistato, il lago Erger era nel territorio di Medelios.

<< Ti ostini a rispondere alla mia domanda Aleline, cosa ti porta in queste terre? >>

Aleline deglutì cercando un diversivo, ma non poteva mentire a una divinità.

<< S-Sono la compagna di... >> Non riuscì a continuare la frase.

<< Aspetta, ho già capito, sei la compagna di Medelios il Terribile, o sbaglio? >> Quando Aleline scosse la testa la ninfa parve ridere << Se è simile al padre, Aleline, ti auguro tutta la fortuna che esista, noto che non ha ancora catturato la tua mente >> E si avvicinò ancora di più ad Aleline << E' qua? >> Domandò sottovoce, quasi come se non volesse farsi sentire da nessuno oltre che all'interessata.

<< Si, c'è anche Grendel, il suo dr... >> Ma ancora una volta fu interrotta dalla ninfa.

<< Il suo drago, sì sì, piuttosto il drago di suo padre, vecchia volpe di Grendel! >> Cominciò a ridere, la sua risata era dolce come il miele.

<< Non hai combattuto contro di lui? >> Le domandò Aleline inarcando un sopracciglio << Cosa ti fa ridere? >>

<< Certo che lo conosco, mi ricordo che si era rivoltato contro Vakten il Bruto in mezzo al combattimento, non fosse per Vakten che si impossessò della sua mente adesso c'ero io al trono per far regnare la pace, era stato costretto e quando fui catturata da Vakten è stato di grande aiuto per me >> E scoppiò a ridere di nuovo, così forte che Aleline si unì, finita l'ilarità chiamò ad alta voce Medelios e Grendel << Grendel, tu ed il tuo cavaliere siete i benvenuti nel mio lago, mostratevi! >> Non pronunciò il nome di Medelios quasi con disgusto.

<< Sei stata catturata? >> Ma la sua domanda non ricevette risposta.

Pochi istanti dopo Medelios e Grendel spuntarono dal buio, gli occhi di Grendel scintillarono, Medelios si mostrava piuttosto altezzoso.

<< Fàrnon, permettimi di presentarmi, sono Medelios il … >>

<< Si si, Medelios il Terribile, so abbastanza cose su di te, sì sì >> Se la risposta lo sorprese, non lo diede a vedere, incrociò le mani dietro la schiena ed il suo portamento in quel momento, ad Aleline, gli sembrò veramente degno di un re << La tua spada … >> Mormorò la ninfa << Anzi, la spada di tuo padre, ha ucciso molte delle mie compagne, non puoi entrare con quella nel mio territorio >> Parlava con una certa autorità.

Fàrnon figlia delle Stelle, giuro sulla mia dignità che la spada non verrà sguainata né toccata nel tuo territorio.

Medelios non si mostrò contrario alla proposta del suo drago.

<< Oh Grendel, mi meraviglia la tua presenza vecchia volpe! >> La ninfa cominciò a ridere ed Aleline sentì anche il drago fare dei versi gutturali.

Le tue melodie sono sempre inebrianti.

<< Ti ringrazio >> La ninfa ritornò in mezzo al lago << Le tue squame rimangono sempre lucenti eh, vecchia volpe? >>

Le mie squame saranno lucenti anche durante i periodi più bui del mondo.

<< I miei complimenti Grendel >> Aleline vide che metà del corpo della ninfa cominciava a diventare trasparente << Nonostante tu, Medelios il Terribile, non lo meriti, per questa sera, siete liberi di usufruire delle limpide acque del mio lago, i suoi abitanti non vi attaccheranno, a costo che voi non li disturbiate troppo >> Sorrise prima di sparire << Aleline figlia di Mimthrit Spada di Ghiaccio, Grendel Drago degli Dei e tu Medelios figlio di Vakten il Bruto, godetevi questa notte illuminata dalla luna e dalle stelle >>La sua voce echeggiò per il bosco, poi sparì come se non ci fosse mai stata.

<< Se n'è andata >> Sospirò Aleline malinconicamente. Si avvicinò ancor di più al lago, ancora un passo e avrebbe toccato l'acqua.

Io ve l'avevo detto, almeno ci ha dato il suo benvenuto, non è bello avere una divinità contro.

Medelios era dietro ad Aleline, mise le mani sul suo grembo e posò il mento sopra la sua spalla sinistra, Aleline posò le sue mani su quelle di Medelios, sapeva che tutto ciò che faceva era solamente l'effetto della luna piena ma se lo godette con ogni muscolo del suo corpo, in quel momento Grendel spiccò il volo senza dare spiegazioni ed Aleline lo seguì con lo sguardo fin dove le fu possibile.

<< Perfino tuo padre era un uomo violento >>

<< Sarà di famiglia >> Sussurrò baciandole il collo << Ma non pensarci mia amata, questa è la tua notte, le stelle non potrebbero essere più splendenti di così >> Medelios fece girare Aleline e la baciò e lei sentì che quel baciò aveva qualcosa di diverso: amore.

Grendel ruggì e dalle fauci lasciò uscire una fiammata color lava che lo avvolse con le sue lingue di fuoco ed illuminò la notte per un istante, si tuffò in picchiata nel lago ed arrivò quasi a toccare il fondo, quando uscì, sollevò una grande quantità d'acqua che bagnò anche Aleline e Medelios, scoppiarono a ridere per la situazione.

Soltanto al suo atterraggio Grendel mostrò ciò che aveva tra le fauci, era simile ad uno squalo, solo che non aveva le pinne e gli occhi erano posti in punta al muso, i denti non erano particolarmente affilati, sicuramente era una preda e non un predatore.

Scosse la testa per assicurarsi di averlo ucciso, poi lo lanciò in aria e lo prese al volo, masticando solo due volte prima inghiottirlo con un rumoroso verso, alzò il muso al cielo poi ruggì di nuovo, in tutto il bosco echeggiò ancora una volta la voce della ninfa Che sia l'ultima volta vecchia volpe.

Grazie per avermelo permesso Fàrnon figlia delle Stelle.

Con un grande balzò saltò nelle acque del lago, aprendo le ali e galleggiando dolcemente sull'acqua, immergendo il muso sott'acqua ogni tanto e lanciando l'acqua sulla sua schiena.

Aleline e Medelios si sederono per terra vicino all'acqua, la ragazza era in mezzo alle gambe di Medelios, schiena contro il suo petto, che ammirava il gioco di luci provocando sia dall'acqua che dallo splendore delle squame di Grendel.

Era tutto così bello per Aleline, avrebbe voluto che quel momento durasse in eterno.

<< Qual'è la storia di Fàrnon? >> Domandò la ragazza, sentì Medelios borbottare qualcosa chiaramente a disagio.

Fàrnon è la regina delle ninfe da centinaia di anni forse, quando ero poco più di un cucciolo ed ero la metà di adesso, ero il drago di Vakten.

Aleline si accigliò, le sembrava impossibile, sentì Medelios dietro di lei baciarle l'orecchio e appoggiarsi sui gomiti, come se volesse allontanarsi da quella discussione, ma Grendel continuò senza curarsene.

E' una lunga storia cara mia, il trono del re o regina stato della famiglia di Medelios per intere generazioni, prima di Vakten, sul trono c'era sua madre, Diatryme, ha avuto parecchi epiteti uno più bello dell'altro,ma quello che veniva usato più spesso era Diatryme la Protettrice.

Era una donna pacifica, aveva stretto addirittura alleanze con gli elfi, i nani, se la mia memoria non si sbaglia stava per concludere un'alleanza con Deinone, tuo nonno, ed era grande amica dei Draghi, mio padre ha avuto l'onore di essere il suo drago, seppur per poco. Vakten voleva a tutti i costi il trono e Diatryme sicuramente non l'avrebbe lasciato presto, era giovane, in forze e sapeva quanto potesse essere assetato di sangue suo figlio, così, pensando di risolvere la cose, lo assunse come condottiero del suo esercito, e mentre dirigeva i suoi uomini, bramava qualcosa per uccidere la propria madre, e così fece, pensando che avrebbe preso il trono, la uccise con due pugnalate al cuore.

Si fermò e alzò la testa verso la luna, un piccolo luccichio apparve nei suoi grandi occhi Uccise anche mio padre, quando tutto il mondo lo venne a sapere si rivoltò contro Vakten e di conseguenza contro di me, io allora ero solo un cucciolo e non sapevo ciò che era in grado di fare con la magia, così, mentre lui rapiva Fàrnon io mi ribellai ai suoi comandi, nel mezzo della battaglia, ma aveva ormai rinchiuso la regina e poco dopo cominciò a giocare con la mia mente, non pensavo fosse possibile manipolare un drago, non ho mai provato così tanto dolore, ho ucciso così tante persone che non volevo, ed ero totalmente consapevole che quelle persone morivano grazie ai miei artigli, alle mie fiamme, seppur allora deboli, alle mie fauci...

<< Come hai fatto a liberare Fàrnon? >> Aleline diventava sempre più curiosa.

Dopo aver vinto la battaglia in cui catturò la regina, mi teneva dentro una cella più grande vicino a lei, insieme, studiammo il modo per imporci a lui senza spargimenti di sangue, ma l'unica possibilità era quello di stancarlo in modo che non riuscisse più a usare la magia, poi o ucciderlo o, in caso di un drago, tormentarlo mentalmente fino a quando decide di suicidarsi. Io scelsi di tormentarlo, si suicidò nelle acque di questo lago, e nonostante le porte della cella di Fàrnon fossero piene di difese magiche riuscì a distruggerle e liberarla.

Alle sue parole si unirono delle immagini di quel ricordo ed Aleline si stupì del modo in cui Vakten aveva trattato Grendel.

Tu Medelios, ti ricordi cosa è successo dopo?

<< Sono salito al trono io, all'età di sedici anni >> Sospirò, per tutto il tempo era rimasto in silenzio, anzi, ad Aleline gli sembrò che fosse in un mondo suo << Ora capisci perché non voglio successori almeno fino a quando non ritengo che la mia vita sul trono sia conclusa? >>

Aleline si strinse le ginocchia al petto, ripensata a ciò che gli aveva detto Grendel “L'unica possibilità è stancarlo in modo che non possa più usare la magia” Si accese in lei un po' di speranza, ma poi abbandonò quell'idea.

Io non sono in una prigione, io non lo voglio uccidere pensò, sapendo che Medelios non le stava ascoltando i pensieri, non poteva rovinare un momento così... Bello.

Per tutta l'ora seguente i tre restarono sulle rive del lago, contemplando il firmamento e ascoltando i racconti che ognuno aveva da dire, anzi, Aleline ascoltava Grendel e Medelios, lei non aveva niente da raccontare, la sua vita era così monotona.

Medelios dobbiamo andare, domani prima dell'alba dobbiamo partire.

<< Posso sapere la vostra meta? >>

Sentì Medelios scuotere la testa ed alzarsi << Non ti piacerebbe, non voglio rovinare la serata mia amata >> Le tese la mano per aiutarla ad alzarsi, lei accettò, sapeva che sicuramente avrebbe aiutato Lavs a conquistare le terre di Ankheg.

Medelios sarà assente due o tre giorni mia cara, io tornerò dopo il primo giorno, a quanto pare Medelios ha incaricato proprio me per difenderti. Fece alcuni versi gutturali ed Aleline trasalì prima di accorgersi che era la sua risata.

Tre giorni, perfetto.



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