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lavoro pubblicato venerdì 3 luglio 2015
ultima lettura giovedì 13 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il racconto nel racconto

di Circasso. Letto 429 volte. Dallo scaffale Pensieri

Non è semplice scrivere un racconto. Da qualche tempo sto cercando l’input per scrivere qualcosa di simpatico, allegro, ironico, qualcosa che mi piaccia, insomma. Si, perché deve piacere prima a me, mi deve far godere ad ogni battut...

Non è semplice scrivere un racconto. Da qualche tempo sto cercando l’input per scrivere qualcosa di simpatico, allegro, ironico, qualcosa che mi piaccia, insomma. Si, perché deve piacere prima a me, mi deve far godere ad ogni battuta, ad ogni frase ben composta e del tutto scorrevole. Solo dopo, la sottopongo alla visione d’altri. E’ vero, sono egoista quando scrivo e non riesco in alcun modo a modificare questa tendenza. In effetti, ha poca importanza perché i miei racconti non sono certo al pari degli scritti di…Manzoni e tantomeno del Leopardi. I miei personaggi mai faranno scuola in letteratura. Però li faccio io, li creo io e tanto mi basta. Spero che piacciano anche ad altri, ovviamente, purché riesca a far capire a tutti che, in fondo, si tratta sempre di personaggi di fantasia. Molti, invece, pensano che io mi trasponga ad essi e le storie che racconto siano le espressioni di un vissuto remoto. Ahimè, non è così. Dico “ahimè” perché, in par misura mi piacerebbe somigliargli specie quando sortiscono tutte quelle qualità che io non ho mai posseduto. Sono un uomo semplice, comune, a volte anche timoroso. Bisognerebbe conoscermi. Non che vi perdiate niente ! Però…però non fate come quelle due eccellenti autrici del nostro sito che a distanza di un giorno dall’altro mi hanno rimbrottato cose atroci, parole e pensieri che non sono mai stati i miei. Una di esse, simpatica oltre ogni dire, commentava i miei racconti con spunti veramente ameni, personificandomi nel personaggio principale. Solitamente, nei miei racconti, un tema non mancherà mai : l’amore. Ragion per cui, a turno, venivo identificato come play boy o come maschilista da condannare, fedigrafo o un po’ scemotto. Tutto condito dalla sua efficace patina di simpatia. Il giudizio non è mutato per me, neanche quando, a seguito di un paio di messaggi che ci siamo scambiati, sicuramente a causa di un’interpretazione sbagliata per motivi legati al mezzo con cui comunicavamo, chissà cosa lesse in quello che io considero un normale messaggio al massimo ironico e mai offensivo, mi rispose con parole di fuoco. Non ultima l’affermazione che io avessi avuto voglia di concupirla. Cado dalle nuvole ! Mi aveva vietato anche di messaggiarla, cosa che, invece, com’è mio carattere quando m’impongono un veto, feci…immediatamente. Non ebbi più risposta. Non s’immagina quanto mi dispiaccia questa storia ! La donna è tanto bella quando dispensa sorrisi e voglia di vivere e non può passare inosservata, mi mancherà. Però, se avesse voluto conoscermi meglio, non dico fisicamente, solo come mente pensante forse…Forse avrei potuto spiegarle che abitiamo a 600 km di distanza e per fare la performance che lei diceva, avrei dovuto avere il dono dell’ubiquità per raggiungerla e attentare alla sua virtù. Spero mi richiami, io la vorrei sentire ancora.

Con la seconda, invece, ho proprio colpa io. Che volete, sono un tenerone. Si è rivolta a me per una faccenda che esula da questa discussione ed io, veramente con gioia, mi sono messo a disposizione, credendo potesse nascere una bella amicizia. Spolvero il mio carente vocabolario e, vedendola in difficoltà, mi rivolgo a lei, in modo amorevole, del tutto amicale, offrendole il mio supporto, prospettandole, visto la tenerezza che mi opponeva, un’eventuale allargamento della nostra amicizia se sussistevano le condizioni perché questo avvenisse. Sincerità per sincerità, pensavo di tirargli un salvagente, poiché intuivo che si trovava, momentaneamente, in difficoltà.

D’improvviso, la suddetta, mi invia un messaggio arroventato, a cui ne seguirono altri, in cui, da bugiardo mi si prendeva e da buffone e parolaio mi si lasciava. Tuttavia, almeno, questa mi concede tuttora di messaggiare con lei !

Che bel racconto ne verrebbe fuori, ragazzi ! Gli ingredienti ci sono tutti per costruirci sopra un giallo a sottofondo sessuale. L’Orco, che sarei io, che circuisce due fanciulle ormai datate e, pur sempre, belle donne. L’ambiente telematico in cui si svolge la trama. Il dubbio, si, il dubbio che qualcuno si possa essere impossessato della mia password e possa aver scritto per me, a lor signore. Chi ha dimestichezza di letteratura gialla, ci si potrebbe divertire ! Io non posso farlo, nei miei racconti ho parlato quasi sempre ed esclusivamente d’amore, il noir non mi si addice. Allora vorrei tornare a questi, ma…come si fa ? Queste vicende hanno destabilizzato la mia creatività. Devo ripetermi che,

di queste storie, non me ne cale niente

seguire solamente la mia mente,

Scrivere ognor tra l’alfa e l’omega

E recitar un bel : chi se ne frega!



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