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lavoro pubblicato venerdì 3 luglio 2015
ultima lettura venerdì 14 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La promessa di Anna

di AlfonsoMandia. Letto 478 volte. Dallo scaffale Amore

Tutto per avere quella foto tra le mani.Tutta la sua vita, i dolori, i trionfi, le parole dette a metà, la rabbia tra i denti, la lunghezza esasperante di certe notti, i volti passati e dimenticati, gli amici perduti, le notti insonni, tutto non...

Tutto per avere quella foto tra le mani.
Tutta la sua vita, i dolori, i trionfi, le parole dette a metà, la rabbia tra i denti, la lunghezza esasperante di certe notti, i volti passati e dimenticati, gli amici perduti, le notti insonni, tutto non era stato altro che un cammino, un percorso, per arrivare a tenere in mano questa foto.
L'uomo la ammira rapito come quando gli era apparsa per la prima volta sul display del telefonino, un lontanissimo mattino assolato di una primavera che stentava ad esplodere.
E' un primo piano, la luce che entra dalla finestra alle sue spalle le illumina il viso, gli occhiali neri nascondono due occhi profondi come laghi, che lo accarezzano, con lo sguardo, ogni volta, fin nel più profondo dell'anima, la bocca si stende morbida in un sorriso di una dolcezza delicata e travolgente.
Quando la vide la prima volta, appena entrata in scena il mondo intorno a lui era svanito in un bianco senza confini i cui unici colori erano quelli dei suoi occhi, della sua pelle, dei suoi capelli, il tempo e lo spazio erano andati in sospensione, l'intero universo si era acquietato.
C'era soltanto lei, il suono del suo respiro, la luce del suo sorriso.
Non appena aveva cominciato a cantare, i loro occhi, per un istante lungo un'eternità, si erano incrociati.
Portava gli stessi occhiali della foto, sorrideva, ed era bella come nessun'altra avrebbe mai potuto essere.

L'uomo aveva saputo in quell'istante, senza ombra di dubbio, che l'avrebbe amata per il resto dei suoi giorni.
Lei entrò nella sua vita con la stessa leggerezza con la quale era entrata in scena quella sera, senza clamori, senza fanfare, con l'esplosiva allegria della sua risata e la disarmante dolcezza dei suoi silenzi imbarazzati.
Proprio quando lui aveva deciso di fare della solitudine sentimentale il suo rifugio ultimo, da un mondo che man mano che passava il tempo stentava sempre più a capire, lei gli aveva spalancato le porte ad un'esistenza che l'uomo non credeva più neanche immaginabile.
L'amore per lei era stato come un dolce lasciarsi andare ad una placida corrente capace di guarire le ferite, di alleviare il bruciore di cicatrici venute da passati remoti umidi e bui come vecchie cantine che sanno di muffa ed oblio, di tramutare notti insonni trascorse a maledire il cielo, in ore piene di bei sogni, ore finalmente tranquille, placidamente silenziose, confortanti.

L'uomo guarda la foto, con il pollice di una mano accarezza delicatamente il volto di lei, la gente che va e viene non pare accorgersi di lui né disturbare i suoi pensieri.Se se ne andasse, pensa, se anche domani si stancasse di me, se fossi così stupido da gettare via anche l'ultima occasione per vivere una vita piena di gioia e di colori, i suoi, i miei, i nostri, avrei comunque sempre questa, a ricordarmi che un tempo avrei potuto vivere la vita che desideravo.

L'uomo infila delicatamente la foto nel taschino della camicia e si avvia verso casa con il sacchetto della spesa.
Sorride.
Lui sarà per lei il suo rifugio, il suo genio della lampada, il suo cavaliere senza macchia e senza paura, il suo clown anti tristezza, sarà quello che non è mai riuscito ad essere e la amerà come non è mai riuscito ad amare e non sarà così stupido da gettar via l'ultimo diamante trovato lungo il cammino come una luce che indica la via in una notte silenziosa e senza stelle.
L'uomo saluta il fratello nero che sta sempre fuori al supermercato, non si ricorda mai come si chiama ma ormai sono amici, mi son fatto la ragazza, sai fratello, gli allunga una moneta e affretta il passo in mezzo all'allegra confusione dell'ora appena prima della cena.
Ha fretta, Anna è a casa che aspetta di esser servita e riverita, stasera è il suo compleanno, stasera tocca a me farti star bene, le ha detto prima di farsi baciare e auto spedirsi al supermercato.
Anna è a casa che l'aspetta, è tutto quel che sa ed è tutto quello che gli importa.
Anna è a casa che lo aspetta.
Anna del suo miracolo.
Anna della sua più bella primavera.



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