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lavoro pubblicato giovedì 2 luglio 2015
ultima lettura lunedì 13 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Be free.

di tatina300. Letto 450 volte. Dallo scaffale Sogni

CAPITOLO 3:  Quando la luce del sole entrò nella cabina abbagliando i nostri occhi, capii che la sera era finita e insieme a lei anche la magia. Un arcobaleno di colori si estendeva davanti a noi, terminando proprio dietro al faro. Ci rives...

CAPITOLO 3:

Quando la luce del sole entrò nella cabina abbagliando i nostri occhi, capii che la sera era finita e insieme a lei anche la magia. Un arcobaleno di colori si estendeva davanti a noi, terminando proprio dietro al faro. Ci rivestimmo prima che arrivasse gente, e in fretta e furia senza neanche salutarmi lui scappò via, provai a inseguirlo ma scomparve proprio dietro al grosso faro.Prima di fuggire via però si dimenticò la sua amata reflex, cosi provai a raggiungerlo ma era già troppo lontano quando un folata di vento mi fece scivolare con le ginocchia a terra, e una luce accecante se lo portò via. Sembrava quasi che un elicottero fosse venuto a prenderlo ma non ne vidi traccia ne sentii il rumore. Poco dopo mi rimisi in piedi ma dietro al faro non c'era traccia ne di lui ne di qualsiasi altro mezzo di trasporto, quasi sembrava essersi dissolto nel nulla, come se fosse stato inghiottito dallo stesso arcobaleno che brillava qui fin cinque minuti fa. Posai la reflex nel mio zaino e feci ritorno a casa, sperando di non trovarci nessuno, non volevo un altra predica da parte di mia sorella, ne volevo dargli spiegazioni valide. L'avevo perso di nuovo questo era certo ma forse questa volta sapevo che sarebbe ritornato presto perchè avevo qualcosa che gli apparteneva..il suo cuore, e lui aveva il mio, almeno cosi speravo. Se qualcuno doveva amarmi volevo che quel qualcuno fosse lui. L'acqua fredda della doccia mi ricordò che forse un modo per trovarlo c'è l'avevo ancora, pensai che nella reflex forse c'erano delle foto nuove, foto che potevano portarmi da lui se volevo. Cosi mi asciugai i e mi sedetti sul bordo del letto, estraendo dallo zaino la reflex, cliccai pulsante di accensione, batteria scarica segnalava, sembrava non esser un problema ma poi mi accorsi che ci voleva un cavo speciale per caricarla, ottimo direi, avevo pochi secondi per esplorare i suoi segreti, e tutta la vita per cercarlo. Andai avanti veloce per parecchie foto, alcune erano quelle della pioggia che già avevo visto, altre del faro che aveva scattato qualche giorno fa come aveva detto il vecchio guardiano del faro. Ma poi una foto mi fece bloccare le dita che scorrevano avanti, eravamo io e lui persi in un bacio, io avevo i capelli blu scuro e anche lui, con un cappello che gli copriva anche le orecchie, faceva freddo visto il nostro abbigliamento, ma alle nostre spalle non sembrava ne di essere al vecchio molo ne alla stazione ne da nessuna altra parte che conoscessi, c'erano delle case e delle strane..batteria scarica..la reflex si spense in un secondo ma non ci fu modo di riaccenderla. Dovevo riuscire a rivedere quella foto, era importante per me, sapevo che non avevo mai scattato quella foto, e sapevo che non potevo esser io, io non avevo i capelli blu, non vestivo dark e lui non aveva mai portato quel cappello senza visiera prima d'ora. Ma mi chiedevo se non ero io e lui non era lui chi eravamo?, cavolo spero di aver avuto un abbaglio, non ho mai creduto nel fato o nel futuro, ma ora mi sembrava di averci dato appena uno sguardo. Quindi io un giorno mi sarei tinta i capelli di blu? no, non era possibile, poi perchè averli anche lui? quasi non sembravamo umani, o per meglio dire non sembravamo appartenere a questa dimensione.

Sentii dei passi arrivare verso la mia camera, era Emily, con mia sorpresa non sembrava affatto arrabbiata anzi aveva una leggera coda all'indietro e un espressione compiaciuta sulla faccia.Quando varcò la porta della mia cameretta avevo già messo via la reflex sotto al letto,non volevo che mi facesse altre domande sul dove e come l'avessi avuta. " sorellina indovina chi ci ha invitato alla festa di inizio estate?? no..aspetta te lo dico io!". Già sapevo di chi parlava, era uno dei soliti fighetti del vecchio istituto che appena avevano casa libera ne approfittavano per fare un mega rave a base di fumo,alcol e sesso. Insomma roba abbastanza leggera se volevi passare la serata a sballarti e fare sesso con uno sconosciuto,già come ho fatto io questa notte, solo che lui invece di rapirmi il bicchiere di birra..mi ha rapito il cuore. Scacciai subito questi pensieri sdolcinati quando mia sorella mi disse che ero ufficialmente invitata e che non potevo rifiutarmi se non volevo che mi facesse un interrogatorio di terzo grado per ciò che ho fatto stanotte. Ma come avrei potuto dirgli che avevo da fare con delle foto questa sera, nulla non avevo scampo se non volevo altri guai. Dovevo andare a quella inutile festa dove ci sarà quasi tutta la città, magari tra mille sconosciuti avrei ritrovato il mio preferito.

Il giardino della casa era pieno di ragazzi,alcuni gia ubriachi, altri non ancora ma si divertivano al bordo piscina schizzandosi l'acqua e mettendo in mostra i loro muscoli. Mia sorella mi aveva lasciata sola, certo era la più grande ma anche la più ingenua e la sua lingua aveva già sfiorato il bicchiere di Joseph e lo spinello di Cristina, chissà se per fine serata non fosse successo il contrario mi chiesi. Improvvisamente sentii quattro mani maschili che mi issavano sulle spalle, erano due ragazzi amici di Emily che stavano per buttarmi in piscina. Erano ubriachi e lo si sentiva dai loro aliti che puzzavano di rum e vodka alla fragola. "dai ci divertiamo solo un po.." Dicevano mentre una folla di sconosciuti batteva le mani e aspettava con ansia il mio tuffo in acqua. 3..2..1..ripetevano, e cosi sprofondai con i vestiti addosso, toccai il fondo e per un attimo mi sembro di non riuscire a risalire ma anzi qualcosa o qualcuno si aggrappo alla mia gamba, quando vidi che era lui non resistetti..nuotai nella direzione inversa per raggiungerlo ma gli amici di mia sorella fecero prima di me a riportarmi su. Quando mi ripresi tossii fortissimo, sentivo ancora l'acqua che mi entrava nei polmoni, ma Joseph era li con me pronto a tenermi la mano. Perché c'era lui e non mia sorella lei dov'era? Avevo bisogno di lei, volevo tornare a casa. "tutto bene marceline?" Chiese Joseph. Si risposi mettendomi in piedi."li sotto..c'era un ragazzo di nome Sall..tu lo conosci?" "hey piccola ma che ti sei fumata..cos'era un pesce per caso?". Be certo chi può mai conoscere Sall, ormai è un fantasma anche per me pensai, forse stavo impazzendo davvero. Entrai in casa, avrei voluto trovare presto un bagno per asciugarmi, i miei capelli lunghi gocciolavano da per tutto e quasi non scivolavo sul mio bagnato. Una puzza di fumo e cenere infestava la casa, ovunque mi girassi c'era qualcuno che fumava un bong o uno spinello, sembrava di navigare Nella nebbia, oltre alla musica House assordante che vagava per tutta la casa. Addirittura per attraversare il soggiorno ormai diventato una sala disco, dovetti sfiorare con il petto alcune persone che ballavano, lo spazio era sempre più ristretto e soffocante in quella stanza, ma era l'unico modo per raggiungere un bagno. Sentii una mano che mi tocco il fondo schiena ma non mi voltai, finché non mi sentii toccare di nuovo. Era Sall, avvicino le sue labbra al mio orecchio e con aria fulminante disse" non dovresti stare qui, cerca tua sorella e scappa". Mi opposi alle sue parole e lo fermai per un braccio chiedendogli spiegazioni. "non qui Marcelline ne parleremo alla prossima tempesta.." Mi rispose allontanandosi, provai a seguirlo ma ad un tratto mi accorsi che non potevo più andare avanti, provavo a spostarmi ma non ci riuscivo,come se una barriera invisibile si fosse insediata davanti a me. Un campo di forza mi impediva di raggiungerlo, cosi dopo un po' lo vidi sparire sotto i miei occhi, e con lui anche la barriera che ci separava. Ero in pericolo, Sall lo sapeva,ma da cosa lo ero? Chi voleva farmi del male?. Raggiunsi mia sorella era seduta a terra tra bottiglie e bicchieri vuoti, a volte mi chiedo perché persone buone come mia sorella si riducono cosi bevendo questa merda, da cosa scappano realmente? Hanno cosi tanti problemi Nell testa che forse per loro è più facile evadere che parlare con qualcuno. Provai a dargli dei piccoli colpetti sul viso per farla svegliare, ma era inutile,doveva vomitare tutto lo schifo che aveva ingurgitato, così Joseph mi accompagnò al piano superiore dove c'era il bagno. Notai il suo tatuaggio che aveva sul braccio destro, era simile a quello di Sall.

Sall pensai ancora una volta, "te lo dirò alla prossima tempesta" continuavo a pensare a quelle parole e a quanto io sia stata ingenua a non baciarlo ancora una volta. Ma mentre salivamo le scale ecco che lo rivedo, per un attimo mi blocco come se avessi visto un fantasma, ma poi lo vedo li, vicino al tavolo Da cucina che chiacchierava con una tizia, bassina, bionda e con un bel decolté. Aveva una minigonna attillata e un giubino di pelle, mi bastó poco per inquadrarla, si avvicinava a lui sussurandogli all'orecchio chissà cosa. Ero gelosa lo ammetto, magari era lei il vero motivo del perché lui si era allontanato da me, ero io forse la vera minaccia per lui. Scattai improvvisamente lasciando Joseph con mia sorella che nel frattempo sembrava essersi ripresa. Era tempo di avere delle spiegazioni, mi diressi verso la cucina ma poco dopo sbattetti la testa contro un vetro, o no, di nuovo la barriera pensai, non era possibile, non era reale!. Serrai i pugni e iniziai a batterli contro il vetro, ad ogni pugno la mia rabbia aumentava e il calore si espandeva sul vetro quasi divenne incandescente quando mi accorsi che tutti si erano fermati per osservare il mio comportamento incredulo, stavo battendo pugni a vuoto, dopo il breve silenzio tutti ridevano alle mie spalle ormai. Mentre Sall era sparito ancora una volta ai miei occhi. Joseph quella sera fu cosi carino da riaccompagnarci a casa, non so perché era gentile con noi ma mi piaceva. Si preoccupo che io mi mettessi al letto prima di andarsene..poi prima di chiudere gli occhi pensai..chissà se con gli occhi chiusi anche tu ora mi stai pensando.

Un altro incubo mi aveva svegliato quella notte, facendomi urlare ma questa volta non venne nessuno a salvarmi. Ero sola, io e il buio, ancora una volta li nel letto paralizzata dal terrore, sentii una voce bisbigliare qualcosa ma non ne riuscivo a decifrare il significato di quelle parole. Improvvisamente sentii delle mani stringermi il collo, provai a dimenarmi ma era inutile, stavo soffocando. Provai a urlare ma ero senza voce, le mie urla venivano strozzate in gola prima che riuscissi a urlare. Finché non vidi Sall era fermo ai piedi del mio letto, mi fissava senza muovere un muscolo, il mio cuore inizio a rallentare quando lo vidi, sussurrai il suo nome per essere aiutata ma appena lo guardai negli occhi egli si trasformò in qualcosa di spaventoso, un uomo senza occhi dalle mani nere e allungate con grossi artigli. Si avvicinava sempre di più al mio viso quando poi scomparve nel nulla e mi risvegliai nel mio letto mentre Joseph non era ancora andato via ma anzi era rimasto li ad accarezzarmi la fronte. Il mattino seguente volli documentarmi su quando sarebbe avvenuta la prossima tempesta, tra tre giorni. Avevo ancora tre giorni per decifrare ciò che avevo visto alla festa e ciò che avevo visto in quella maledetta reflex. Poi mi venne un idea, quel pomeriggio sarei scesa giù in città con la reflex magari il signor John avrebbe potuto stampare quelle foto e io ci avrei capito qualcosa finalmente, nel suo retrobottega. "Buongiorno signore, dormito bene?" Disse Joseph a me e Emily uscendo dalla cucina. Ma perché era ancora qui cosa voleva da noi? Sembrava che ora non ce ne saremmo più sbarazzate. Emily insistette per farlo rimanere a pranzo da noi, e lui accettò indubbiamente poi insistette per accompagnarmi in città. Percorremmo il viaggio in silenzio finche lui non ruppe il silenzio chiedendomi se avevo o meno il ragazzo, restai sul vago, osservandolo meglio questa volta, aveva i capelli neri molto corti, un accenno di barba ed era molto più alto di me, insomma come avrebbe detto Emily il classico ragazzo che basta stargli accanto per sentirsi protetta, ma non era cio che volevo, i suoi modi erano gentili, sembrava affettuoso ma oltre i suoi occhi non vedevo ciò che avevo visto in Sall. Quelle poche volte che i miei occhi si erano incrociati coi suoi avevamo creato un mondo a parte, come se ci si potesse perdere al suo interno e vivere per sempre dentro di lui. Come in una foto dove i ricordi non cambiano mai.

Entrai nella bottega del signor John, un campanello di entrata era appena suonato alle mie spalle, avevo chiesto a Joseph se nel frattempo non andasse a comprare qualcosa da mettere sotto i denti in modo da restare sola. Porsi la macchina fotografica al signor John e lui con gentilezza mi disse di aspettare sul divanetto di attesa pochi minuti. Gli chiesi di stampare tutte le foto presenti Nella fotocamera, sapevo che non mi avrebbe chiesto nulla perché era un uomo molto discreto. "Per te sono gratis ragazza", "perché?", " ho usato pochi colori, per lo più il bianco" disse con aria incredula, forse aveva visto le foto..e chissà ora cosa pensava. Ma prima che mi facesse altre domande, lo ringraziai e uscii dalla bottega velocemente. Attraversai la strada a passo svelto per raggiungere la scogliera per sedermi e godermi quelle foto senza che nessuno, neanche Joseph, mi disturbasse. Incrociai le gambe su una roccia e appena trovai la giusta posizione aprii la busta che conteneva le foto. Pioggia, pioggia, e ancora pioggia e poi il vuoto. Tutte le foto dove dovevamo esserci noi sono bianche, completamente bianche. Io non esistevo, lui non esisteva, tutto questo non era reale, era la mia mente? Era lei che giocava con i miei sentimenti? No quei baci erano ricordi veri, l'unica cosa che potevo fare era affidarmi al cielo, la tempesta mi avrebbe dato spiegazioni.

Quelle foto avevano scosso il mio essere, non erano visibili, non esistevano, le foto, la visione in piscina, il campo di forza..non era possibile, stavo vivendo in un grosso sogno o i mondi paralleli esistevano davvero?. Joseph mi raggiunse sulla scogliera dopo alcuni minuti, dividemmo un panino in due, in assoluto silenzio. Vide le foto ma prima che le buttasse riuscìi a salvare quelle bianche, magari Sall mi avrebbe anzi doveva darmi una spiegazione. Stava calando sera quando chiesi a Joseph di ritornare a casa ma lui non mi sembrava convinto di questa mia scelta, ma anzi nel buio cerco la mia mano, la prese delicatamente e la bacio avvicinando il suo corpo al mio. Per un attimo mi sembro di averla già vissuta questa scena, poi ricordai..era sall, quel giorno al vecchio edificio, lui aveva fatto lo stesso gesto con me. Ma questa volta non avevo provato la stessa cosa, non c'era la stessa emozione. Sall e Joseph sembravano essere la stessa persona a volte, oltre al tatuaggio, sembrava che entrambi sapevano come comportarsi con me, ma non potevo illudere Joseph. Io avevo bisogno di chiarire con Sall. L'unica cosa che mi chiedevo non era quando lo avrei rivisto ma il dove, le sue parole non avevano accennato a nessun posto in particolare, quindi dove mi avrebbe aspettata? Al vecchio edificio, stazione, faro..casa mia ? Poi racchiusi le mie idee in blocco e pensai..certo ci saremo rivisti al faro, era il posto più adatto per una tempesta, tra cui l'ultima volta che ero stata li avevo notato anche un arnese strano di metallo in cima al faro, credo fosse un para fulmini o qualcosa del genere. Non ero molto esperta di questi argomenti come la teoria delle stringhe o mondi paralleli ma avevo letto che spesso hanno a che fare con i fulmini, e Sall era presente sempre e solo col cattivo tempo. Forse era una coincidenza, ma lui e le sue foto truccate non la contavano giusta. Quella sera lasciai Joseph verso le 8 p.m e tornai a casa da sola, mi chiese di rivederci d'indomani ma da me non ebbe risposta. Tornai a casa percorrendo il solito vialetto, impiegai mezz'ora a tornare, era tutto cosi sereno per strada che mi venne quasi voglia di non ritornare più a casa, ogni mio pensiero era rivolto a Sall. Quando mi trovai ad attraversare i binari del treno mi sembro quasi di rivederlo, come la prima volta che il mio sguardo sfiorò i suoi occhi. Ma il mio pensiero fu interrotto da una piuma nera che volteggiava nell'aria. Era una piuma di rondine, come la rondine che aveva fatto per me Sall. Un sorriso mi si presentò sul mio viso come se quella piuma l'avesse mandata lui, come se fosse un modo per dirmi " Marcelline ti sto pensando"..cosi mi guardai in torno e prima di andar via dissi: Anche io ti sto pensando Sall.

I giorni passarono lenti, le notti volavano, ma la mia mente era sempre ferma, li in camera mia a fissare un muro bianco come una tela che chiede di esser dipinta. Puoi decidere di vivere nel vuoto, nel nulla..nell'abisso ignoto dei tuoi pensieri oppure..potevi liberarti, sentirti più leggera tirando tutto fuori, come se vomitassi ricordi che tieni stretto dentro di te. É cosi che volevo sentirmi, libera come una rondine in volo, libera dal mondo. Cosi impugnai il mio pennello mentre dall'altra mano la mia tavolozza di colori, salii a piedi nudi sul letto e iniziai a dipingere quel vuoto. Dipinsi delle rondini in volo sotto un cielo spiovente al tramonto, quello era il mio paradiso. Tante piccole rondini nere che volavano libere ma vicine quasi come se volessero volare abbracciate, mentre si sostengono a vicenda contro il vento, che per loro se stanno insieme sanno che non costituisce nessun pericolo, perché in fondo sanno essere liberi. E poi quel tramonto rosa dopo una giornata di pioggia era il miglior ricordo che avevo di Sall. Come per ricordare che quella pioggia per me è uno stato d'animo e lo sarà per sempre. Non avevo mai voluto dipingere la mia camera perché avevo sempre creduto che la propria camera é un po' come un diario segreto che sa tutto di noi, ci ha visti ridere, piangere, sorridere, arrabbiarci..insomma come il nostro cuore custodisce i nostri segreti, e oggi io ho deciso di iniziare da qui. Voglio dare vita a uno di quei ricordi a cui anche tra vent'anni non dimenticherai mai, come un tatuaggio impresso sulla pelle. Domani sarebbe stato il giorno tanto atteso dove forse tutto questo non fosse stato più un ricordo ma soltanto un altro bel regalo da parte di Sall. Lasciai il muro dei ricordi ad asciugare e scesi di sotto, il profumo di pasta al formaggio mi faceva già venire l'acquolina in bocca. " hey hey ti ho sentita cantare dal piano di sopra, oggi sei felice..si vede che le cose con Joseph sono migliorate.." Disse Emily strizzandomi una guancia con le mani che puzzavano di formaggio appena tagliato. La guardai alzando un sopracciglio poi risposi" sembra che tra le due sei tu quella di buon umore visto che hai cucinato il nostro piatto preferito..per caso qualcuno ti ha chiesto la mano?" Ripetendolo due volte in tono sarcastico. Mia sorella mi spiego che Joseph gli aveva raccontato che noi due ci eravamo baciati in spiaggia.io chiesi a mia sorella se era sicura di questa cosa perché io...io non l'avevo mai baciato a Joseph, tanto meno ero stata in spiaggia con lui!. In spiaggia ci ero stata, ma con Sall, avevamo fatto l'amore tutta la notte per poi restare abbracciati uno contro il calore dell'altro. Ma prima che rivelassi la verità a Emily ecco apparire come per magia Joseph da dietro la porta finestra della cucina. Sembrava piombare qui sempre nel momento giusto ma era un bugiardo, perché mentire a mia sorella?. Non so sono confusa, continuo a pensare che Joseph abbia a che fare con Sall o che addirittura essi siano la stessa persona. Andai ad aprirgli la porta, lui mi saluto con un bacio a stampo sulle labbra come se per lui fosse un abitudine aggiungendo anche un"ciao amore". Io rimasi impietrita, sembrava quasi uno scherzo, appena passata una settimana e Joseph era il mio ragazzo, forse l'avevo baciato davvero ma non lo ricordavo.

Qualcosa era successo a quella festa di venerdì sera, ma io non ricordavo, non ricordavo nulla, solo Sall era l'ultimo ricordo di quella sera. E pure qualcosa era pur successo,ma anche dopo aver parlato con Emily e Joseph sembrava che qualcosa non tornasse. Ero fidanzata con Joseph da tempo e pure a me sembrava di averlo conosciuto solo pochi giorni fa, quando mi aveva salvata dalla piscina dove mi era apparso Sall in quei fondali illuminati solo dalle poche luci della festa. Mi chiedevo perché non ricordassi nulla, quali sostanze avevo assunto quella sera da farmi perdere la memoria?. Se avessi raccontato a Emily o al mio presunto fidanzato che non ricordavo nulla di lui..be sicuramente si sarebbero preoccupati per me, ma ero io che dovevo capire cosa mi stava succedendo ma soprattutto dovevo incontrare Sall, dovevo parlargli, avere spiegazioni su quello che mi stava succedendo, sapevo che lui ne sarebbe stato al corrente della mia perdita di memoria. Sempre se era vero..che Joseph era il mio ragazzo e che non era un piano per farmi impazzire. Ora che ci penso, perché quel giorno correvo verso il vecchio edificio?, si ritornavo a casa, ma da cosa fuggivo? Perché salire fin la su..se Joseph per me esisteva già da quel giorno...perché non era con me? Perché non l'avevo chiamato?. La mia mente era cosi confusa, fin ora l' unico mio pensiero in questi giorni e stato Sall senza che pensassi a me stessa. Dovevo rimediare, dovevo dirgli che da quel giorno al vecchio edificio ero cambiata, non esisteva nient'altro che lui, anche la mia mente rifiutava tutto il resto, come se lui fosse la mia unica via di salvezza. Avrei voluto scappare da li per cercarlo, per stargli accanto, ma c'era troppo sole fuori in questa mia giornata buia. Ero certa che una cosa bella come un arcobaleno dopo un temporale non si trova fuori al sole cocente.

CIT.TATINA300



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