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La pagina di: michael santhers


Su ewriters da lunedì 22 marzo 2004, questo autore ha pubblicato 2717 lavori ed ha commentato 165 volte.

Biografia:
Michael Santhers è nato a Cercemaggiore (CB) e vive a Campomarino,ha pubblicato i volumi: Piccoli rumori dell’anima, Vite contromano, Amori scaduti di un essere qualunque, Pensieri che non dormono mai, Una farfalla all’ombra della luna, Quando gli alberi si rifiutano di ospitare le foglie, Le rose piangono al tramonto, Normalità incondivisibili tra maschere clonate, Un temporale acclamato con nuvole dirottate, Poesie cialtrone e parole fredde. Ritorniamo a parlare di Michael Santhers, Poeta prolifico e virile, uno dei più sinceri della «rete» Internet, che con altri tre della stessa forza poetica, forma il «Poker d’Assi» della poesia in questo pianeta innovativo, e non è vero che internet faccia perdere l’odore della carta, anzi, con un po’ di fantasia virtuale questo poker di Poeti con la P maiuscola ci fanno dimenticare della sua esistenza, tanto è vero che il sottoscritto pur abituato alla vendita dei libri di poesia con l’ultima raccolta sta facendo acqua, e l’editore stesso, non ne incoraggia la pubblicità: «tanto sono soldi perduti», afferma. Scusate la dissertazione e ritorniamo al nostro Poker di Poeti. Perché poker? Perché ognuno di loro traccia il solco con profondità inaudita e singolare. Ognuno di loro parla del tema più consono al suo «Mondo Poetico»:Santhers si allaccia al filone umanistico, Saya a quello della denuncia sociale, come Santamaria a quello, fortemente sentito dalla maggioranza, della Pace, come Remil a quello della rivoluzione sociale. Lo stesso vale per il Poker di donne, non meno liriche dei maschietti: Daniela Costantini, Sandra Cervone, Patrizia Bossoni e Mirella Floris. «Col capitalismo ho perso un figlio disse il vecchio podestà convertito a forze moderate mi fanno rabbia alcuni cani albanesi che votano ancora comunista» Michael Santhers, in questa lirica affronta umanisticamente all’immigrazione, con una forte ironia e critica al vecchio regime e alla vecchia contestazione partitistica; ma sembra non voler essere presente e vedere la macchia d’olio dolorante che si allarga sempre di più. Egli guarda questo fenomeno, come la guardia dell’Inferno dantesco guarda i cerchi: dell’alto. Come non gli interessasse del medio inferno affidato a demoni, le cui figure sono ispirate al Vate dalla letteratura antica. Eppure il contenuto della sua lirica non è mai priva di una certa maestà; i versi appaiono in una luce di prestigio anche nel momento in cui la loro sconfitta di fronte alla ragione palesa la sostanziale debolezza che si cela dietro le loro apparenze crudeli, Egli ironizza per nascondere il pianto dell’anima. «la moglie sentì tagliare l’aria dalle parole e si sentì come un tempo deposito curato di voglie senza effusioni che avvenivano di notte dimenticate dai giorni che dovevano servire per guidar la patria per percorsi razionali, pianificati» In questi versi la natura umana non è degradata, non è qualcosa d’ibrido e deforme, quanto piuttosto colta in uno stadio di primitività, anteriore al momento della riflessione, anarchica e spensierata. Gli emigranti affrontano l’Inferno della vita senza tragicità, perché anche: «la moglie sentì tagliare l’aria dalle parole/ e si sentì come un tempo/deposito curato di voglie senza effusioni» Le parole con le quali Santhers manifesta la volontà sua e dell’emigrante non paralizzano il lettore nel dolore, non ríbadiscono in loro, nel ricordo di una condanna senza appello, la coscienza della loro degradazione. Significativo, a questo riguardo, è un raffronto tra il modo di reagire e il parallelismo di un indubbio sapore ironico. Le effusioni che avvenivano di notte non hanno permesso la caduta dell’amore, anche se avrebbe potuto manifestarla soltanto metaforica; perché la sua anima spera ancora che la loro esistenza (degli emigranti) non somiglia ad un annientamento totale, né consente alcuna distinzione tra realtà interiore e realtà esteriore: la luce è in quelle parole che lo convincono di non aver smarrito la capacità di significare, quanto il dettato poetico gli suggerisce e gli fa scrivere e dire. «l’odio non si può scordare pensò la donna e l’amore ha bisogno di armonie di poesia che deve passare dentro gli occhi perchè il cuore è solo il mezzo per distribuirla» Un’intelligenza viva, capace di soste meditative, trionfa con la sua incommensurabile saggezza. Il segnale dell’odio che potrebbe scaturire, suggella umanisticamente la momentanea vittoria del pensiero primitivo sulla complessità di forme razionali e tradizioni di alta civiltà che nella figura dell’autore trovano la loro trasfigurazione poetica. L’intuito della ragione, non la tiene in nessun conto, in virtù dell’«Io creativo» per la autorevolezza di una logica pienamente dentro alla realtà della creatività poetica tutta travasata nel concreto, di chi, come l’emigrante, cerca di salvare la famiglia e la propria incolumità. Il verso «l’amore ha bisogno di armonie» è la rappresentazione di tale intelligenza, che si afferma e dà i suoi frutti nelle condizioni più avvantaggiate per una poetica che ala. Da un punto di vista lessicale la lirica è, come tutta la produzione santhersiana, ricca di idiotismi e forme proverbiali. Queste particolarità di stile non hanno soltanto la funzione di caratterizzare più da vicino la storia narrata, come dono e di piano, per mezzo dei quali c’è restituito nelle sue sfumature cariche di malizia l’ambito delle preoccupazioni che tengono ancora desta e attiva la coscienza, ma si estendono anche a quei punti nei quali parla in prima persona. Il linguaggio contribuisce in tal modo alla creazione di un’atmosfera nella quale tutti ci sentiamo emigranti, e Santhers con noi, che accomuna tutti in un sentire che riscatta, sul piano dell’arte, la propria manifestazione. «quegli occhi sono sempre torvi non è quello l’azzurro di un mare in pace nei suoi fondali ci sono ancora i morti ancora le ossa che sognano di tornare a galla» Questo è l’esempio della varietà tonale e di moduli compositivi che caratterizza la poesia di Michael Santhers, varietà che esprime la ricchezza di interessi del Poeta, la sua capacità di animare di vita reale in fantastica trasfigurazione artistica, anche con fatti aridi ed apparentemente insignificanti del reale stesso. Il Poeta, inoltre, legandosi strettamente al versi iniziali all’ispirazione dell’«Io creativo» attraverso un esempio tutto calato in raffigurazione concreta, lo stato d’animo, la presentazione della storia attualissima, cantata anche da Sandra Cervone, culmina e testimonia l’impegno posto dal Poeta nel trattare la propria materia anzitutto come «racconto». Per illustrare questa distinzione tra parti poetiche e parti meramente strutturali nell’organismo della lirica, faccio ricorso all’immagine degli «occhi sempre torvi che non hanno più l’azzurro di un mare in pace», immagine robusta e massiccia, sulla quale si affaccia una rigogliosa speranza. «la donna capì che l’amore lo doveva cercare in un’altra vita e quando il lupo si finge agnello è solo per provare a gioire delle paure che ha esercitato» C’è la seduzione di un’arte che percorre il tema con vigore senza mai mostrare l’ispirazione vinta dalla razionalità. Questa descrizione culmina in uno dei momenti più dichiaratamente pedagogici della lirica:l’esortazione «per provare a gioire/delle paure che ha esercitato», che acquista serietà e vigore di risonanze dal proiettarsi in uno sfondo di implicazioni simboliche, di raccoglimento Meditativo. «la trovarono senza vita con il sangue alle vene ormai secco e su un foglio fatti trovare...figlio il cielo non è poi così grande così lontano...» La meditazione fa scaturire improvvisamente il dramma che si tramuta in tragedia perché nella disperazione, e in un momento di nostalgia struggente, la donna desiderosa di amore, di comprensione e stanca del disprezzo o dell’indifferenza degli indigeni, va a vivere l’amore in fondo al mare. In questo nostro tempo, caotico e bizzarro, il Poeta ha visto, nel rigore analitico che caratterizza la trasfigurazione,la poesia dell’amore disperato, e della tragicità della vita, caratterizza la riflessione sulla sua contraddittorietà, una tragedia che incombe sul sentimento del Poeta dopo essersi lucidamente definita nel suo intelletto. FATTI TROVARE (Normalità incondivisibili tra maschere clonate) di Michael Santhers Col capitalismo ho perso un figlio disse il vecchio podestà convertito a forze moderate mi fanno rabbia alcuni cani albanesi che votano ancora comunista la moglie sentì tagliare l’aria dalle parole e si sentì come un tempo deposito curato di voglie senza effusioni che avvenivano di notte dimenticate dai giorni che dovevano servire per guidar la patria per percorsi razionali,pianificati l’odio non si può scordare pensò la donna e l’amore ha bisogno di armonie di poesia che deve passare dentro gli occhi perchè il cuore è solo il mezzo per distribuirla quegli occhi sono sempre torvi non è quello l’azzurro di un mare in pace nei suoi fondali ci sono ancora i morti ancora le ossa che sognano di tornare a galla la donna capì che l’amore lo doveva cercare in un’altra vita e quando il lupo si finge agnello è solo per provare a gioire delle paure che ha esercitato la trovarono senza vita con il sangue alle vene ormai secco e su un foglio fatti trovare...figlio il cielo non è poi così grande così lontano... Commento di Reno Bromuro -------------------------------------------------------------------------------- L'email della prossima generazione? Puoi averla con la Nuova Yahoo! Mail EliminaRispondiInoltraSposta... Precedente | Successivo | Torna ai messaggi Salva il testo del messaggio | Intestazioni complete
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Tutti i lavori di michael santhers


Quella che segue e' la lista dei lavori che michael santhers, ha pubblicato dopo il 1 Gennaio del 2005. Per i contenuti non adatti ai minori, non sono elencati i lavori catalogati come contenuto per Adulti (compresi i racconti negli scaffali Horror ed Erotici).


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RITORNO

Tornò in inverno,sotto al cappellobavero e sciarpacarezzavano le vene induritebastonate dal freddoCon passo velocecroccante al geloe un ricordo induritoche stridulo frenavaPoi guardò la finestraove Lei un tempo s'affacciavaormai porta di ... Leggi

scritto da michael santhers il 19/01/2018 03:03:00 nello scaffale Poesia.
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SERA DI GENNAIO

Il freddo frigge nell'ariatremano i lampionicome a voler firmare la resaNon c'è anima vivasotto l'unica stella incastonatain una cupola di cemento,gli animali hanno scommessodi salvare la pellesolo la volpe scaramantica mastica l'odore dei ... Leggi

scritto da michael santhers il 16/01/2018 03:51:00 nello scaffale Poesia.
Letto 69 volte. Nessun commento. Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SABATO NOTTE

Sfrecciano i motoriverso un dove sannoche non conosconoInseguono i faritra fumi d'erbae qualcuno spegne tuttosul muro del silenziotra il rullare di tamburiTutti hanno uno scettroche sollevano nel baro nella dispensa della lunaI gatti al sorteggiotra gu... Leggi

scritto da michael santhers il 14/01/2018 03:12:00 nello scaffale Poesia.
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EPITAFFIO FRANK IL MECCANICO

Mi portavano asini sfiancatie glie li restituivo cavalli alatima i fantini erano inadattiPoi arrivò l'elettronicadrogò tutte le testee non ci capii più nienteio potevo operare gli organima non guarire i cervelliil progresso come il... Leggi

scritto da michael santhers il 06/01/2018 03:23:00 nello scaffale Poesia.
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EPITAFFIO LUANA LA PROSTITUTA

Io, Luana la prostitutaconfessai tutti i mariti del paeseil prete tutte le moglientrambi col proprio vangelolui esortò l'agnello a togliere i peccatiio fui esortata a pecora a provarlilui li elevò al cielo,io sul capo a cornaentrambi col ... Leggi

scritto da michael santhers il 04/01/2018 03:27:00 nello scaffale Generico.
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CHEF

Bianco Involucro calcifico nostranoraccolto da contrazioni liberatoriein canestro di vimini,rompere il guscioe il suo interno cerchio nuotante nel gelatinoso ondeggiantefatto cadere a mo d'allagamento circoscrittosu sfoglie rosolate di cipollegall... Leggi

scritto da michael santhers il 27/12/2017 05:05:00 nello scaffale Poesia.
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VICOLI MALATI

Tanfo di formaggi e tartufinei vicoli bonificati da rattie suoni di tacchi su vecchi selciatiriquadri di decolli forzatie tra urti di gobbe sconnesses'inzeppa una moneta analfabetaLa muffarespiri di desideri soppressinelle feritoie storie di storia ann... Leggi

scritto da michael santhers il 26/12/2017 03:49:00 nello scaffale Poesia.
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ATMOSFERE NATALIZIE

Le commesse rimirano le eschenei riflessi abboccano se stessesorridono e si fanno un selfie,si fidanzano col rossettomesso alla prova su una manoove sboccia un cuore alato sanguinanteLe vie piene di trappole piacevolifarle scattare è una delizia... Leggi

scritto da michael santhers il 26/12/2017 02:32:00 nello scaffale Poesia.
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L'USIGNOLO

Nella notte come tantetranne un particolareper anime elette,un usignoloconsidera la lunail suo sole di riserva,canta incertezzecon malinconia a scudo di predizioniLa voce s'inietta nell'insonniai pensieri si litigano il podiopoi sempre più cruen... Leggi

scritto da michael santhers il 15/12/2017 03:09:00 nello scaffale Poesia.
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LA NOTTE

La notte, oblio  a ratee il giorno il tempo per pagarleI sogni,timidihanno bisogno dell'oscuritàper non vergognarsi,si spogliano sui tettie danzano per le stellesperando di sposarne una giustaGli orologi al buios'innamorano delle fatee gelo... Leggi

scritto da michael santhers il 12/12/2017 03:08:00 nello scaffale Poesia.
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MARMITTE TELEFONICHE

Quando non avevo il telefono cellulareavevo tante cose da direora che ce l'ho non ho nulla da dire-Ogni tanto telefono a me stessoma non mi rispondoconsidero le paroleil fumo dei pensieri combustie i vari cellulari i tipi di marmitte-Troppa gente gareg... Leggi

scritto da michael santhers il 09/12/2017 03:58:00 nello scaffale Poesia.
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CERTI LUOGHI (Molise)

Ci sono certi luoghi orfani di geografiadove il male è nell'ariae le facciate delle casebacheche di necrologi trasparentiaffissi e scalzati da litigiletti guerci a oltranza da presagi e scongiurie i vecchi radiologi di diffidenzenella diagnosi s... Leggi

scritto da michael santhers il 06/12/2017 04:18:00 nello scaffale Poesia.
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LUCILLA

Uno sparo squarciò il silenzioche poi vibrante si riprese il tetroma l'unico vivente che si mosse..il fumozigzagante e vorticanteall'ombra di un taglio di luna assonnata-poi s'udì a presagio la mortesbalordita mimare a intuito l'eco,cadde... Leggi

scritto da michael santhers il 03/12/2017 04:28:00 nello scaffale Poesia.
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CURE OMEOPATICHE (Effetto Placebo)

Se conoscerei i congiuntivinon avessi la congiuntiviteUn decotto di verbida sorseggiare nei tempi giustinella farmacia della grammaticarenderà canto il raglioaccorcerà le orecchiea Lucignoloe sorriderà GeppettoGuarito ognunopotr&ag... Leggi

scritto da michael santhers il 02/12/2017 04:45:00 nello scaffale Poesia.
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ARIA DI NEVE

Il gatto sonnecchiaguarda i suoi tropici al caminosi fa il segno della croce copiatoe va subito all'amensaltando lo Spirito Santopoi osserva ai tizzoni le scintillesuoi fidati astri a terraesprime un desiderio croccantelo incerchia con la codaI vecchi ... Leggi

scritto da michael santhers il 02/12/2017 03:52:00 nello scaffale Poesia.
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ALL'ULTIMO SALUTO

Quattro cani tre spelacchiati e uno col cappellocupola ai giorni andatie un passante aggregato per scordarsi il male-due sogghigni, un volto senza mimicauna rosa lanciata da una finestrae tre dita a cuccia di una manoaltre due freccia all'inf... Leggi

scritto da michael santhers il 29/11/2017 05:02:00 nello scaffale Poesia.
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DURO INVERNO

Ad un certo punto la poesia come zoom arrivato al massimo a ingrandiretorna indietro a riprendersi il quadrocosì anche gli anni concentrati in una tortaritornano sui visi lasciati alle spalleL'inverno è la somma di tanti declinie a c... Leggi

scritto da michael santhers il 28/11/2017 03:12:00 nello scaffale Poesia.
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POETI

I poeti non vanno mai in pensionee quando il tempo ce li mandavivono a cottimo forfettarioIllusi realisti vivono nel mezzotirati a propendere dal fatosono tristi sorridentie la malinconia il limbo che amanoNon amano se stessinon hanno identità f... Leggi

scritto da michael santhers il 25/11/2017 03:36:00 nello scaffale Poesia.
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ANONIMA SERA

Il domani un giornale già lettoil presente sbadigli che giocano a scacchi-la mente aeroporto di zanzare-l'orologio al polso tarlo rosicchia la noiae quello da parete carrucola ai respiri-la stanza orizzonte squadratogale... Leggi

scritto da michael santhers il 19/11/2017 03:13:00 nello scaffale Poesia.
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TRAME DOPO LA TEMPESTA

Si scongelano le trames'involano i respiripipistrelli appesisotto l'arcobalenogobba del diavolo ad asciugarepiume stese degli angeliImpulsi di scrolli d'animalinel bosco svelano strategiecon troppi errori banalima senza pioggia a premio di pazienz... Leggi

scritto da michael santhers il 16/11/2017 03:52:00 nello scaffale Poesia.
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EPITAFFIO LO SCORBUTICO

Inutile scriviate, qui giace..ecc.lo so dove mi trovooppure ei fu, appuntotornatevene al passatoma se proprio vi manco, come diteallora raggiungetemi per semprealtrimenti non disturbatee andate a chiacchierare altrove-Dite a chi sapetetogliesse questi ... Leggi

scritto da michael santhers il 14/11/2017 04:23:00 nello scaffale Poesia.
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